martedì, 11 dicembre 2018 - 13:14
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Foto di Gabriele Bolognesi

Mitsubishi L200 2.4 DI-D | Prova su strada

Tempo di lettura: 5 minuti.

Il Mitsubishi L200 ha un passato alle spalle che molte vetture sognano: presente sul mercato dal lontano 1970, ne sono state prodotte cinque serie per oltre 4 milioni di esemplari. L’ultima serie presentata nel 2015 e commercializzata nella seconda metà dello stesso anno, si presenta completamente rinnovata nella tecnologia, nei motori e nei contenuti. La vettura viene commercializzata nel mercato EMEA anche da Fiat Professional con denominazione: Fiat Fullback da noi provato in anteprima.

Design, dimensioni e capacità di carico

Il pickup del sol levante presenta al frontale, un tocco deciso con ampi fari e la griglia anteriore totalmente nuova, contornata dai gruppi ottici che, in optional, possono essere dotati della “firma” bixeno.
Le fiancate hanno nervature ben distinte, diversi tipi di pedane che agevolano l’ingresso nell’abitacolo. Al posteriore spicca il vano di carico che, come vedremo, può essere di diverse dimensioni e tipologie.

Il Mitsubishi L200 così come il suo gemello Fiat Fullback, vanta un’ampia capacità di carico e un alto grado di robustezza, grazie soprattutto a un telaio a longheroni, tipico del segmento. Tutte le versioni di L200 sono alte massimo 1.780 mm, larghe fino a 1.815 mm e con un passo di 3.000 mm. Invece, la lunghezza totale non supera i 5.285 mm per la cabina doppia.

Varia la lunghezza del vano di carico: 1.850 mmm per la cabina “mezza” (ideale per trasporti ingombranti), 1.520 mm per la cabina doppia (i più venduti). Quindi in entrambi i casi un Europallet è trasportabile. La portata è di oltre una tonnellata e la massa rimorchiabile supera le tre tonnellate, ideale per lavori di cantiere o anche solo per chi trasporta il carrello per le moto e la barca.

Interni: sempre funzionali, ma molto più curati che in passato

Gli interni permettono di scoprire subito la funzionalità del veicolo da lavoro, ma stupiscono anche per il comfort e l’eleganza di un SUV di buon livello, di qualche anno fa, che non si erano mai visti su un pickup prima d’ora. Come clima bizona, sensori di assistenza alla marcia, telecamera posteriore, sedili in pelle con regolazione elettrica, cruise control, keyless, comandi al volante, schermi da 6 e 7 pollici e sistema di navigazione, con radio DAB+, USB e Bluetooth.

Mitsubishi L200 int2

Nonostante i tanti fronzoli, l’essenzialità e la funzionalità non son mai venute meno. Grazie a plastiche dure e facili da pulire, a superfici antigraffio e ai sedili in pelle facilmente lavabili. Il clima è potente, ma nel posteriore raffredda poco. Esistono inoltre una moltitudine di accessori per personalizzare il veicolo secondo i gusti e le esigenze più disparate. Sono disponibili gli hard top in tre diverse configurazioni (con vetri laterali a pop-up, scorrevoli o senza finestrini), le coperture rigide in 2 versioni basculanti o a saracinesca e le tre diverse tipologie di coperture morbide e il vano di carico protetto in alluminio zigrinato o in plastica rigida. Inoltre per gli oltranzisti del fango, verricello, rollbar e piastre di protezione sottoscocca di acciaio da 2mm.

Alla guida del 180cv manuale: sempre un furgoncino, ma che spinta!

L’L200 è equipaggiato con un motore turbodiesel common rail da 2,4 litri, il basamento in alluminio dal peso contenuto e per la sovralimentazione con turbocompressore a geometria variabile con intercooler, declinato in due livelli di potenza e coppia: 150 CV e 380 Nm oppure 180 CV e 430 Nm, con cambio automatico a 5 rapporti o manuale a sei. Noi abbiamo provato il 180cv con manuale, ovviamente nella versione 4X4.

I 430 Nm, scatenati a 2.500giri rendono la spinta già piena e costante appena si lascia la frizione, che dal canto suo non è delle più leggere. La spinta è vigorosa anche con mezzo a pieno carico e non cessa fino oltre quota 3.500. Visto l’uso gravoso noi consigliamo la versione a cambio manuale, che permette di giocare di frizione nei passaggi offroad più impegnativi. La velocità massima 179km/h è paragonabile ad un autovettura e a 130 si viaggia in souplesse grazie ad una sesta marcia lunga e una silenziosità sopra la media.

Mitsubishi L200 int1

Alla guida, il “Mitsu” si presenta piuttosto semplice da manovrare e, nonostante le dimensioni, l’agilità è uno dei suoi punti forti: lo sterzo e ben demoltiplicato, come si addice ad un mezzo da lavoro, ma mantiene una buona precisione, solo al centro è vuoto ed impreciso. Il mezzo rolla, ma la tenuta è elevata, rispetto alla mole ovviamente, e l’ESP controlla bene la dinamica, in caso di necessità interviene solerte. I più smaliziati apprezzeranno la possibilità di escluderlo specie su fondi viscidi. A veicolo vuoto si rischia di bloccare il posteriore se si esagera a scalar rapporto.

Il confort è elevato, con un’insonorizzazione curata che copre quasi totalmente il timbro del motore, che dall’esterno è, invece, ben udibile.
Con un peso a vuoto di 2.010kg i consumi non possono esser al pari di una compatta, ma grazie ad alcuni accorgimenti, come lo Start and Stop, i 12 km al litro son fattibili, top nella categoria. Il cambio automatico invece consuma di più, per via del progetto non freschissimo.

4×4: un’esigenza per lavoro, una sfida per il tempo libero

Tutte le versioni 4X4 sono equipaggiate con un selettore elettronico che permette l’inserimento della trazione integrale in modalità “part time” Easy Select AWD o “full time” con Super Select 4WD-II. Quest’ultimo permette di passare da 2 a 4 ruote motrici in marcia sino ai 100 km/h. E’ possibile viaggiare in modalità 4 ruote motrici a qualsiasi velocità e su qualsiasi strada, come ad esempio l’asfalto asciutto di una veloce strada mista o le ampie curve di un tratto autostradale.

La modalità “full time” o permanente è presente nelle versioni top di gamma Intense, caratterizzata dal differenziale centrale Torsen, supportato da 3 frizioni a controllo elettronico che gestiscono in tempo reale la trasmissione della coppia motrice alle ruote in funzione delle condizioni stradali e della velocità.

Mitsubishi L200 int4

Quattro sono le posizioni di guida: “2H”(percorsi stradali in condizioni ottimali) con trazione prevista sulle 2 ruote motrici posteriori; “4H”, selezionabile a velocità fino a 100 km orari, distribuisce la trazione sulle 4 ruote motrici consentendo una guida più sicura su percorsi stradali scivolosi e sconnessi; La “4HLc” prevede il blocco del differenziale centrale distribuendo la coppia equamente fra ruote anteriori e posteriori e migliorando la trazione su percorsi innevati, sabbiosi o su strade fangose. Infine la posizione più estrema è la “4LLc” prevede oltre al blocco del differenziale centrale e anche l’inserimento delle marce ridotte che assicurano una maggiore coppia per affrontare percorsi fuoristradistici estremi.

Gli angoli caratteristici son quasi al top del mondo pickup, penalizzati solo dal passo lungo e dagli sbalzi accentuati al posteriore. Abbiamo rispettivamente 30, 24 e 22 gradi su angolo di ingresso, dosso e uscita (25° senza paraurti posteriore). E’ disponibile inoltre il bloccaggio del differenziale posteriore. Fondamentale a veicolo scarico per districarsi in caso di twist. La gommatura /65 livella quasi tutti gli ostacoli improvvisi sulla carreggiata.

Per quanto riguarda l’architettura delle sospensioni, il pickup prevede, all’avantreno, un raffinato schema a doppi bracci con barra stabilizzatrice mentre, al retrotreno, è presente un assale rigido con balestre multistrato per la massima affidabilità e robustezza. Monta freni a disco davanti e tamburi al posteriore.

Come sicurezza siamo al top con fino a 7 airbag, ESP e stabilità elettronica del rimorchio e Lane Departure Waring, cruise control e limitatore di velocità. Capitolo sicurezza passiva non è affatto male per la categoria, con quattro stelle su cinque per EuroNCap.

Gamma e prezzi

La gamma si articola in due configurazioni (Double Cab e Club Cab) e tre allestimenti Inform, Invite, Intense.

Mitsubishi L200 int3

Il livello d’ingresso Inform Club Cab parte da 27.650€ è già ben equipaggiato: sono di serie ABS con EBD, TSA (Trailer Stability Assist – il sistema che aumenta la stabilità in caso di traino), LDW (Lane Departure Warning), sette Airbag (frontali , laterali, a tendina e ginocchia guidatore). Il nostro modello (con livrea “Samurai” esemplare unico) Double Cab Invite MIVEC supera i 39.000€, ma è veramente full optional.

I principali competitors sono oltre al gemello Fiat Fullback: Ford Ranger, Isuzu D-Max, Nissan Navara, Toyota Hilux e VW Amarok.

Autore: Mauro Giacometti

Classe 88. Automotive Engineering. Mi piace la musica, ma… non quella bella, principalmente quella di cattivo gusto e che va di moda per poche settimane. Amo sciare, ma non di fondo: non voglio fare fatica. La mia auto ideale? Leggera, una via di mezzo tra una Clio Rs e una Lotus Elise. Ma turbo! Darei una gamba per possedere una “vecchia gloria” Integrale.

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