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Montezemolo: “Alla Ferrari servono serenità e un po’ di fortuna”

Luca Cordero di Montezemolo alla presentazione della 248F1, l'ultima Ferrari di Michael Schumacher
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Dopo la pesante dichiarazione nei confronti di Vettel, di qualche settimana fa, Luca Cordero di Montezemolo ha di nuovo espresso la sua, ai microfoni di Sky Sport, sul momento della Ferrari in F.1 (prima che venisse annunciato il siluramento di Arrivabene). L’ex presidente della rossa ha toccato più temi, tra i quali anche il calcio, ma non ha mancato l’occasione per andare oltre sullo stato di forma generale della massima categoria a ruote scoperte.

Senza sapere del cambio di vertice a Maranello, secondo Montezemolo alla Ferrari manca “serenità” e “un po’ di sviluppo durante la stagione, condito da un po’ di fortuna”. Se con la parola serenità Montezemolo volesse far intendere che aria tira a Maranello, questo non è dato sapersi. Certo è che dal suo addio, nel 2014, la scuderia non ha ancora ritrovato la giusta serenità per puntare al massimo obiettivo: contro un Hamilton così, incline a non fare errori, una buona se non ottima macchina non basta. 

Non dimentichiamo lo scossone dovuto alla morte di Marchionne che ha per forza di cose contribuito all’andamento della seconda parte della stagione, dove, almeno dopo Monza, la SF71H sembrò aver perso il filo dello sviluppo lasciando carta bianca alla cavalcata vincente di Hamilton, oggi 34enne, e alla sua Mercedes.

Sempre parlando di fortuna, Montezemolo si ricorda bene il 2012, parlando del pilota che oggi siede sulla rossa e che, al tempo, era il principale sfidante di Alonso: “Ricordo il 2012, quando Sebastian Vettel fu veramente fortunato, senza la buona sorte quel campionato l’avrebbe sicuramente vinto Alonso. Mi auguro che nel 2019 per Vettel le cose vadano come nel 2012”.

Fortuna a parte, Montezemolo è sicuro dello stato di forma della Ferrari attuale, in grado di competere ad armi pari con la Mercedes: “Della Formula 1 attuale mi piace che ci sia più competizione rispetto a quando regnava lo strapotere della Mercedes, simile a quello della Ferrari negli anni 2000. Le corse erano diventate sempre più noiose perché dominava solo la Ferrari, infatti cambiarono i regolamenti di qualifica innumerevoli volte proprio per rendere il campionato più competitivo. Ci sono ancora troppe complicazioni nei regolamenti, andrebbero semplificati. Questo è uno dei vantaggi delle moto”.

 

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