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MotoGP: è il giorno di Vinales, ma attenti alla Suzuki

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Su Maverick Vinales nell’ultima settimana si è scritto di tutto. Il weekend scorso forte in qualifica e opaco in gara. Di nuovo davanti nei test post-gara di martedì scorso e ancora in pole ieri. E oggi? Oggi nel GP dell’Emilia Romagna tutto è filato liscio, e complice una caduta (definita da lui stesso ‘inspiegabile’) di Francesco ‘Pecco’ Bagnaia, Vinales e la Yamaha M1 sono tornati alla vittoria e questo ha sicuramente fatto riguadagnare allo spagnolo fiducia in se stesso, al punto da caricarlo all’inverosimile per la gara di Barcellona, fra sette giorni. Vedremo se saprà riconfermarsi e se riuscirà a riportare la Yamaha ufficiale davanti a tutti, visto lo sforzo tecnico che la Casa dei Tre Diapason sta facendo in MotoGP.

Maverick Vinales, vincitore a Misano.

“Non è un problema di mentalità. Io sono un vincente”, ha detto lo spagnolo nel dopo gara. “Abbiamo fatto passi avanti nella messa a punto della moto e siamo consapevoli di poterne fare ancora. Abbiamo cambiato il bilanciamento della moto e sono riuscito ad essere consistente in gara”.

Su Bagnaia ha poi aggiunto “Pecco era molto veloce in T3 io un po’ di più in T1 e T2. Difficile dire se sarei riuscito a riprenderlo nella seconda parte della gara, ma ammesso che fossi riuscito a farlo avrei comunque dovuto superarlo per vincere…”.

Una dichiarazione onesta che indica rispetto per un avversario che oggi, su questa pista e grazie anche a una super-Ducati, era probabilmente superiore a tutti.

Da parte sua il pilota italiano non ha nascosto una profonda delusione per la scivolata. “È un peccato. Ne avevamo veramente tanto, avevo un bel distacco su Maverick, non ero al limite, sentivo tutto perfetto mentre guidavo. Volevo tenere le gomme per gli ultimi giri perché so che lui è molto forte nella parte finale di gara ed era fondamentale tenersi del margine. Alla curva 6 senza fare nulla di diverso rispetto ai giri precedenti mi sono ritrovato per terra. Abbiamo guardato i dati ed era tutto perfetto, stessa identica linea, stessa inclinazione, sembra che abbia toccato qualcosa di strano per terra, non sappiamo con precisione cosa sia, ma qualcosa è stato. Io ero sicuro, stavo gestendo la gara e non avevo bisogno di essere troppo aggressivo sulle gomme. Non vedo l’ora di essere in pista tra una settimana a Barcellona perché abbiamo voglia di riscattarci”.

Francesco ‘Pecco’ Bagnaia, in testa fino alla caduta.

La prima vittoria in MotoGP per il pilota torinese è ormai matura e oggi ha dimostrato, come d’altronde domenica scorsa, di essere quello che meglio di chiunque altro riesce a ottenere il massimo dalla Ducati Desmosedici, almeno su questa pista.

Ma Joan Mir e la Suzuki GSX-RR, al terzo podio consecutivo, sono parsi essere la forza veramente nuova nella MotoGP che, senza tanti clamori, si sta rivelando essere un altro pretendente al titolo di questo campionato così anomalo quanto entusiasmante.

Joan Mir, oggi 2° al traguardo.

Un plauso a Davide Brivio che dopo aver ‘scoperto’ Vinales e averlo ‘perso’ quando è passato alla Yamaha, ha scommesso su un’altra coppia che è cresciuta e ha ora nel giovane Mir la sua punta di diamante. “Lo so di dover migliorare la prestazione in prova, e ci sto lavorando, ma l’arrivare a lttare per il podio partendo 11° mi da una grande carica. A inizio gara mi sono dovuto prendere dei rischi e quando sono riuscito a uscire dalla bagarre i primi 4 erano scappati. Ma da metà gara il feeling con la moto è ancora migliorato e ho potuto attaccare. Sono rimasto concentrato e questo ha pagato”.

A Barcellona, così come per Bagnaia, tutti aspettano Mir ancora sul podio, magari davanti a tutti. Noi ci crediamo e ci crede anche Brivio, che a proposito di Alex Rins ha detto : “Oggi Alex non ha potuto sfruttare tutto il suo potenziale, o il potenziale della moto, e ha faticato molto durante la gara. Dobbiamo cercare di capire cosa è successo, ma andremo a Barcellona con spirito positivo e pronti a lottare di nuovo “.

Pol Espargarò terzo con la KTM.

Terzo posto per Pol Espargarò con la KTM: “Non ero convinto di montare la soft posteriore, ma non volevo rifare l’errore dello scorso weekend con la media. Alla fine la gomma mi ha mollato e ho dovuto fare di tutto per tenere dietro Quartararo, cercando di rompere il suo ritmo con staccate a limite e in percorrenza. Questo terzo posto vale tanto, più del risultato in Austria dove tutto è andato per il meglio. Misano e anche Barcellona la settimana prossima non sono piste a noi favorevoli e quello che abbiamo ottenuto e il migliore risultato che potevamo aspettarci”.

Andrea Dovizioso e la sua Ducati Desmosedici ufficiale continuano a deludere. La provocatoria scritta ‘#Disoccupato’ sulla tuta getta ancora più mestizia su una prestazione che come domenica scorsa è rimasta opaca e certamente non degna di un pilota che ambisce al titolo della MotoGP. Difficile possa mantenere la leadership fino alla fine (anche se glielo auguriamo di cuore) viste le prestazioni dei suoi diretti avversari e soprattutto il loro morale.

Andrea Dovizioso resta leader del mondiale MotoGP.

Un ottavo posto nel quale l’unica consolazione è l’aver preceduto la Yamaha-Petronas di Franco Morbidelli, che solo una settimana fa sembrava la nuova stella della MotoGP. “E’ stata una gara davvero complicata. Purtroppo partendo così indietro si rischia sempre di perdere tempo, soprattutto nei primi giri. Dopo la partenza c’è stata un po’ di confusione: alla curva 8 due piloti mi sono caduti davanti e ho dovuto frenare, lasciando spazio ad altri due avversari che mi hanno sorpassato. Dopo alcuni giri ho trovato finalmente il mio ritmo e ho pensato solo a cercare di restare costante. Mi sentivo meglio rispetto alla settimana scorsa, ma non avevo un gran ritmo ed essendo ormai così indietro non ho potuto fare nessuna strategia. Alla fine, oggi abbiamo portato a casa qualche punto, e per ora siamo ancora in testa alla classifica, ma naturalmente non possiamo essere soddisfatti della prova di oggi”.

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