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Nito Nes 5 & 10 elettrico: design, prova, autonomia prezzi e primo contatto

Tempo di lettura: 4 minuti

Nito NES unisce alla libertà dello scooter elettrico tutto il fascino del legno e del design e dell’artigianalità italiana, per un piacere di guida ancora più esclusivo. Inoltre non manca la ricerca della massima personalizzazione per un prodotto esclusivo e alla moda.

Design prima di ogni altra cosa e scelte coraggiose

Per anni i designer si sono lamentati che i Costruttori erano “troppo conservativi” verso la loro voglia di sperimentare. Ma negli ultimi tempi la concorrenza spregiudicata e il sovvertimento di molti schemi, ad esempio l’adozione di powertrain elettrici, hanno cambiato nattamente le cose.

NITO: Nuova Industria TOrinese ha creato un prodotto per cambiare le regole degli scooter elettrici, sotto la supervisione César Mendoza che, da responsabile dello IED di Torino, non poteva trascurare l’attenzione a linee e stile. Il suo prodotto di punta è il NES, scooter in cui la propulsione elettrica nonché qualcosa di radicalmente nuovo, ma con chiari richiami alle “eterne” Vespa e Lambretta e ai motoscafi italiani degli Anni 60.

Nasce così uno scooter sicuramente dalla linea inconfondibile, che magari perde un minimo di praticità ma è in grado di distinguersi dalla massa di due route che assediano le metropoli. Inoltre, scelte progettuali coraggiose e non seguite da altri competitors fanno del Nes un mezzo differente: prima fra tutte la configurazione con motoruota, ossia il motore dentro la ruota, senza alcuna trasmissione da intermezzo.

Dal 2017 ad oggi, oltre a togliersi parecchie soddisfazioni dal punto di vista dello stile, con premi ricevuti in tutta Europa, il NES si è arricchito di contenuti: dalla strumentazione digitale all’avviamento keyless e dal faro led alla presa di ricarica USB. Si presenta quindi in veste ormai definitiva nella doppia incarnazione “NES 5”, equivalente a un 50 cc, e “NES 10” equivalente a un 100 o 125.

Caratteristiche tecniche all’avanguardia

Il NES oggi è un oggetto ricercato e raffinato, “premium”, nonostante ancora qualche piccola sbavature qui e là negli assemblaggi. Originale nella scelta delle tinte e dei materiali, con la sottile plancia in legno marino (anch’essa ordinabile in tre diverse tonalità) e la sella “sospesa”. La seduta può essere anche trapuntata, colori pastello e scelte sobrie ed eleganti, che si rivolgono a un pubblico indifferentemente giovane, adulto, maschile o femminile. Manca se vogliamo la connettività a smartphone.

Come detto, al comparto powertrain troviamo un motore-ruota da 4 kW abbinata a una batteria a ioni di litio di 2,1 kWh riposta sotto il pianale, e quindi in posizione molto baricentrica. Inoltre troviamo le sospensioni con la forcella teleidraulica e il doppio ammortizzatore posteriore, anche Ohlins volendo, abbinati a pneumatici semi-tassellati da 120/90-10″ oltre che due freni a disco, con sistema idraulico della frenata combinata.

La componentistica è di provenienza cinese, ma rispetto a cui non si è comunque lesinato sul piano della qualità e dei costi. Assemblaggio e controllo qualità avvengono a Torino per i veicoli venduti in Europa e a Chongqing (che riceverà i componenti made in Italy) per quelli destinati al mercato cinese.

Nonostante la linea pulita è ricchissimo di dettagli, e non ce n’è uno su cui non sia passata la mano dei designer: dai serbatoi del fluido freni alla serratura del vano batterie sotto la plancia e dal selettore delle mappe motore, al tasto “Start/Stop” nel retroscudo. La strumentazione TFT a colori è decisamente riuscita, mentre la pedana inferiore è divisa in due parti, è un po’ scivolosa, ma consente di accedere alla batteria, estraibile.

Come va su strada: spinta corposa, ma non “digerisce” le buche

La scelta dei costruttori è stata quella di lavorare su un’erogazione in grado di garantire prestazioni brillanti, ma anche un controllo efficace del gas e una corretta modulabilità, utile in città, ancor più che la piena potenza.

In modalità Sport questo si traduce in uno sprint appagante. L’Eco è la modalità intermedia e predominante, piuttosto quella da preferire se si è principianti, o se si guida in un tratto trafficato. Low è l’ultima modalità “di emergenza” che incrementa l’autonomia.

Accelerazione e ripresa sono i punti forti di questo modello al punto che, se l’autonomia si rivelerà buona, noi non abbiamo avuto modo di testarla, è indubbio che potrà soddisfare molti clienti. La velocità massima dichiarata è di 90 km/h per il NES 10 e 45 per il NES 5, perfetta per chi cerca uno scooter in grado di affrontare anche l’extra-urbano, ma non può accedere a tangenziali e autostrade. L’autonomia, molto legata allo stile di guida va dai 60 ai 90 km.

Nel breve test abbiamo trovato solo due difetti, una sella parecchio alta 810 mm per uno scooter e un assetto piuttosto frenato e ruvido sulle imperfezioni, più da moto sportiva che da scooter cittadino. Per il primo i costruttori stanno studiando soluzioni regolabili di seduta, per la seconda hanno già pensato di ritarare l’idraulica delle sospensioni, tirando in ballo Ohlins con un setup personalizzato sia per via delle esigenze della moto-ruota. Anche l’agilità è buona, con un avantreno “veloce” e un raggio di sterzo sorprendente.

Maneggevole e facile, grazie anche al peso di 98 chilogrammi, NITO paga solamente la scelta di restare a ruota bassa con i cerchi da 10″ in un contesto, che preferisce la ruota alta per la conformazione delle strade nostrane. Ottima la frenata nonostante l’assenza di un sistema di rigenerazione, scelta precisa che su uno scooter si tradurrebbe in un guadagno di autonomia irrisorio.

Ricarica e prezzi

In tre/quattro ore la batteria si ricarica completamente e il produttore la garantisce per 1000 cicli, rendendo possibile sostituirla (ad un costo inferiore ai 1.000€), oltre ad offrire l’estensione di garanzia. Quest’ultima è una possibilità più interessante perché, ad un prezzo più basso di un nuovo pacco, non solo garantisce la batteria (e quindi la sostituzione) ma anche le restanti parti dello scooter per un totale di quattro anni.

Il Nito Nes è in vendita a 4.750 euro nella versione 5, per il NES 10 il prezzo sale a 5.250 euro. Ma numerose sono le successive personalizzazioni tra cui sella, bauletto, pneumatici ammortizzatori Ohlins ecc.

Il NES 10 si posiziona nella ormai affollata categoria L3, guidabili con patente A1 o B, mentre il 5 elettrico è guidabile con patentino.

Dati tecnici

BATTERIA

Raffreddamento ad aria
Voltaggio 72 V
Capacità nominale 2,1 kWh
Tempo di ricarica 4-6 ore

MOTORE

Motore-ruota Nito
Sincrono a magneti permanenti interni

4 kW (5,4 CV)

Raffreddamento ad aria

CICLISTICA

Telaio in tubi di acciaio
Forcella telescopica
Doppio ammortizzatore
Escursione n.d.

Pneumatici (Freni)

Ant. 120/90-10”(disco da 200 mm)
Post. 130/90-10” (disco da 180 mm)
Frenata combinata

DIMENSIONI

Lunghezza 1.840 mm – larghezza 760 mm
Interasse 1.320 mm – altezza sella 810 mm
Peso in ordine di marcia 98 kg

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