lunedì, 23 luglio 2018 - 13:08
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Nuova Mercedes-Benz Classe S

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Facciamola breve, anzi no. La cartella stampa che Mercedes-Benz ha rilasciato in occasione del lancio della Nuova Classe S è composta di 143 pagine.

Un’enciclica, per intenderci. Ma d’altra parte l’ammiraglia della Stella è oramai qualcosa di quasi sacro nel mondo dell’automobile, un punto di riferimento inarrivabile, l’apice della tecnologia, del comfort, del lusso e dello status. La Classe S è ed è stata protagonista della storia economica e politica d’Europa, attrice immancabile ad ogni incontro del mondo ‘che conta’, custode di segreti e personaggi che hanno determinato nel corso dei decenni la vita comune del Vecchio Continente e non solo. La punta di diamante di Stoccarda è entrata nell’immaginario collettivo come poche altre auto, immediatamente riconoscibile, nella sua eleganza mai gridata, quasi disinteressata rispetto all’ostentazione della BMW Serie 7 o al preteso understatement della Audi A8.
Come i pick-up Toyota Hilux che trasportano i ribelli nei conflitti africani, come i Defender che solcano le foreste in ogni parte del mondo, come la Thema e la Croma esplose nella strage di Capaci, la Classe S è oramai più di un’auto. È un vero e proprio simbolo. Ma anche i simboli vanno aggiornati e rinnovati periodicamente, vediamo dunque quali novità porta con sé questa W222, che manda in pensione la W221 prodotta dal 2005 fino ad oggi.

Estetica: tanta classe fuori e dentro

Lasciamo da parte gli altisonanti slogan Merc del tipo ‘The best or nothing’, ‘The Essence of Luxury’, ‘migliore automobile del mondo’ o ‘amore di villeggiatura un solo mese dura’ ed occupiamoci degli elementi concreti: questa nuova Classe S è bella? Bella in ogni senso, da guardare, da toccare, da annusare (perché no, tra diffusori di fragranze e pelli naturali le auto moderne sono spesso un florilegio di effluvi), da guidare e da vivere. Dal punto di vista del look, il design di Stoccarda ha fatto centro. Il frontale si fa più morbido e riprende il nuovo corso stilistico introdotto con la piccola Classe A e già visto nel restyling della Classe E, mentre il posteriore fa proprio il taglio discendente e sportivo della CL, la coupé su base Classe S. Il look complessivo è dinamico senza essere spigoloso, morbido senza essere anonimo. Equilibrato, elegante, dalla forte presenza. Proprio quello che deve essere l’ammiraglia per eccellenza.

Ma se farsi guardare, per una vettura del genere, è importante, è invece fondamentale accogliere i propri occupanti nell’ambiente più lussuoso, rifinito, esclusivo, ovattato che si possa pensare. Le immagini rilasciate a riguardo da Mercedes-Benz parlano da sole: l’interno della nuova Classe S sposta l’asticella del concetto di premium molto oltre i livelli della generazione precedente. La plancia diventa un tutt’uno con la linea delle portiere e l’unica interruzione dell’armonica onda che attraversa l’abitacolo da parte a parte è costituita dalla palpebra che contiene la strumentazione e lo schermo da 12,3″, da cui è possibile controllare la miriade di opzioni e contenuti multimediali offerti. L’illuminazione interna ed esterna è poi affidata alla tecnologia LED, la Classe S è infatti la prima vettura ad abbandonare completamente le lampadine a incandescenza.

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Il proiettore anteriore è composto da 56 diodi luminosi, quello posteriore da 35, mentre all’interno circa 300 elementi regalano un’impressione di grande effetto, come si può vedere dalle immagini.

Tecnologia: molta più di quanto di possa immaginare

In un’auto del genere, più della prima fila forse conta la seconda. La W222 è infatti la prima Classe S ad essere stata sviluppata nella variante a passo lungo, da cui deriva quella a passo corto, e non viceversa. Anche questo è indice dei tempi che cambiano: se fino a ieri i mercati europeo e statunitense – dove il proprietario siede, per lo più, alla guida – erano quelli di riferimento, questa nuova generazione è stata pensata con l’Asia, e la Cina in particolare, bene in mente. In Oriente l’autista è quasi un accessorio d’ordinanza, per questa ragione le dimensioni della fila posteriore sono cresciute di oltre 1 cm in ogni direzione ed è disponibile l’equipaggiamento ‘vano posteriore First Class’ per trasformare l’ammiraglia tedesca in un salotto vagante con consolle centrale dedicata al business.

Cercare di elencare tutti gli accessori disponibili su questa Classe S sarebbe farsi del male, vi basti sapere che sono molti, molti più di quelli che possiate immaginare. Sedili riscaldati, massaggianti, ventilati e reclinabili – al posteriore, perché all’anteriore sarebbe un po’ pericoloso – fino a 43,5°: ce l’ho. Poggia gambe e cuscino aggiuntivo: ce l’ho. Porta bevande riscaldato o refrigerato con tavolini: ce l’ho. Airbag sulle cinture posteriori e nel piano di seduta per evitare che i passeggeri scivolino al di sotto della cintura di sicurezza o subiscano lesioni al torace: presenti. Profumazione, filtrazione e ionizzazione dell’aria: ma certo che c’è, per chi ci hai presi? L’elenco di dotazioni fuori dal comune continua con un sistema audio collocato nella paratia anteriore che sfrutta traverse e longheroni come cassa di risonanza, il ‘Driveshow’ che informa tutti i passeggeri sull’andamento della navigazione satellitare come accade sugli aeromobili addetti al trasporto passeggeri e la cascata di sistemi ‘Pre-Safe’ e ‘Intelligent Drive’ da noi già provati sulla Classe E, fra cui spicca la visione notturna ‘Nightview Plus’ a infrarossi.

Tecnica. Motori e telaio da Prima Classe. Come i prezzi

La Classe S, sebbene faccia di tutto per non sembrarlo, resta pur sempre un’automobile. E nonostante abbia un frigorifero, un diffusore di fragranze, un impianto stereo degno di un Auditorium e sedili più comodi del divano di casa, necessita di un motore e di quattro ruote per muoversi. Il telaio dell’ammiraglia della Stella è un mix di alluminio per la carrozzeria ed acciai ad alta resistenza per la cellula di sicurezza, che garantisce rigidità e sicurezza, così come comfort e prestazioni alla guida. Le varianti a 8 cilindri possono addirittura essere dotate del ‘Road Surface Scan’ che controlla tramite una telecamera l’asfalto davanti all’auto ed adatta le sospensioni elettroniche alle irregolarità della strada. Questa non ve l’aspettavate, eh?

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Al lancio in Italia, la Classe S offrirà tre motorizzazioni sotto al cofano, due benzina e un diesel. Quest’ultimo, denominato 350 BlueTEC, è il 2.987 cc da 258 CV a 3.600 giri/min e 620 Nm di coppia massima disponibili tra i 1.600 ed i 2.400 giri/min, che promette 250 km/h di velocità massima ed uno 0-100 km/h coperto in 6,8 secondi. Le stesse prestazioni corrispondono all’ibrido benzina-elettrico 400 Hybrid, mentre al vertice della gamma si colloca la S 500, dotata di un V8 benzina da 4.663 cc che eroga 455 CV a 5.250 giri/min e 700 Nm tra i 1.800 ed i 3.500 giri/min, cui corrispondono una velocità massima limitata a 250 km/h ed uno 0-100 km/h in 4,8 secondi.

Dulcis un fundo un bel niente, perché qui si parla di soldi e la migliore tecnologia del mondo applicabile ad un’automobile ha il suo prezzo. E che prezzo, direte. Permettetemi di smentirvi. Perché è pur vero che il listino della Classe S parte da € 88.500,00 per la S 350 BlueTEC Premium a passo corto e per la S 500 a passo lungo Maximum servono € 122.830,00, ma è altrettanto vero che chi staccherà questo assegno porterà a casa il non plus ultra della tecnologia in materia di comfort, sicurezza, intrattenimento e lusso su ruote. Provate a pensare a questa vettura più come ad un ufficio vagante, ad un loft in centro, ad un buen retiro sempre a portata di mano che – all’occorrenza – brucia le Porsche al semaforo. Visto che non sono poi così tanti?

Autore: Andrea Fiorello

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