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Pagani Zonda, la supercar argentina nata in Emilia

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Nella lunga storia dell’automobile ci sono modelli che identificano la stessa la Casa che li produce. Uno di questi è la Zonda, cioè la prima delle due vetture costruite dalla Pagani. Una supercar che fin dalla sua nascita nel 1999 si è posta come obiettivo quello di competere con le migliori concorrenti sulla piazza.

Ma la sua storia è anche quella di Horacio Pagani, un grandissimo appassionato di auto che studia ingegneria in patria e poi viene a lavorare in Italia, casualmente alla Lamborghini. Qui rimane fino al 1988 e poi apre la sua attività, con un nome che è tutto un programma: Pagani Composite Research. Nel 1992 nasce la Pagani Automobili a San Cesario sul Panaro, praticamente a pochissimi chilometri di distanza da Sant’Agata Bolognese.

Nello stesso periodo Horacio viene presentato ai vertici di Mercedes-AMG, ma non da un amico qualunque, bensì da un certo Juan Manuel Fangio. L’auto, il cui design è ispirato alle Sauber-Mercedes del Gruppo C degli anni Novanta, è pronta nel 1999.

Horacio la battezza Zonda, riprendendo il nome di un vento che soffia nelle pampas argentine. Il nome completo della prima Zonda include anche la sigla C12 ed è l’inizio di una storia lunghissima, terminata solo nel 2010 dopo una miriade di evoluzioni e di serie speciali. Pietre miliare sono sicuramente la Zonda F del 2005, la Cinque del 2008 e la R del 2009.

Il suo segreto è sotto il cofano e parla tedesco

Tutte sono caratterizzate dal telaio del tipo a monoscocca in fibra di carbonio e dal motore V12 aspirato fornito da Mercedes. Nella prima Zonda Paanni paganipaganha un cilindrata di 6 litri e “soli” 394 CV ma grazie all’aerodinamica e alla leggerezza, l’auto superava di slancio i 330 km/h. Già nella C12 S – la prima disponibile anche con carrozzeria scoperta – il propulsore era cresciuto a 7 litri e 550 CV, mentre nella successiva serie la cilindrata passò a 7.3 e di consueguenza la velocità massima che andava oltre i 350 km/h, anche secondo la configurazione aerodinamica.

Tornando alle versioni più importanti, la F – chiamata così in onore di Fangio – è stata la prima Pagani Zonda a superare i 600 CV, che diventavano addirittura 650 nella versione Clubsport. Ma quella, senza dubbio, più spettacolare ed estrema è senza dubbio la R, da cui sono stati derivati numerosi esemplari unici costruiti praticamente su ordinazione (il più famoso è la LH richiesta di un certo Lewis Hamilton, con cambio manuale).

La Zonda R, la più estrema di tutte

La “R” non è omologata per uso stradale ed è una sorta di laboratorio viaggiante che ha portato poi alla nascita della Huayra. Il motore è imbullonato direttamente alla monoscocca e, al contrario delle altre Pagani Zonda, è un 6.0 V12 derivato da quello della mitica CLK-GTR omologata in categoria GT1. E’ in grado di erogare ben 750 CV a 7.500 giri, facendo volare la estrema R oltre i 374 km/h sullo scatto fino ai classici 100 in 2,6 secondi, grazie a una massa complessiva incredibile di 1.070 kg. Con 6 minuti e 47, inoltre, la Zonda R è una delle auto derivate dalla serie più veloci sul vecchio Nurburgring, nonostante ormai abbia compiuto dieci anni.

Autore: Alessandro Vai

Le auto e i motori, una passione diventata una ragione di vita. Volevo fare il pilota ma poi ho studiato marketing e ora il mio mestiere è scrivere

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