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Passato, presente, o tutti e due? Ferrari esplora nuovi territori con la Daytona SP3

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Lo ha fatto capire in diverse dichiarazioni il buon Flavio Manzoni che con il lancio della nuova Icona SP3, la “Daytona”, Ferrari abbia in mano le chiavi del suo futuro, un futuro parallelo a quello che sarà l’elettrificazione già confermata a gran voce come una “grande possibilità” sia dallo stesso Manzoni sia da John Elkann, presente questo weekend al Mugello ad assistere alle Finali Mondiali.

Si capisce che, con un telaio già esistente (LaFerrari Aperta in questo caso) e con l’ennesima versione, e che versione, del V12 Ferrari aspirato naturalmente, un propulsore che pensavamo essere arrivato ai titoli di coda con l’estrema 812 Competizione e invece ne sentiremo parlare ancora per un po’.

Il materiale sul quale lavorare è enorme, basti pensare all’heritage storico e a quanto ha fatto da Lamborghini con la Countach, criticata ma anche apprezzata da più parti. Con la Daytona SP3, che ha sfilato al Mugello seguita come un’ombra da tre, anzi due (chiedere a Davide Rigon) vere e proprie icone, nell’ordine 330 P3/4, 330 P4 e 412 P, si è già capito quale può essere il confine di questa operazione geniale messa in piedi dalla Casa di Maranello.

Evitando i costi relativi allo sviluppo di un’auto a partire da un foglio bianco (come ha fatto la stessa Ferrari nel 2013 con la LaFerrari) ma riadattandone i contenuti, come la Daytona ha dimostrato, Ferrari ha in mano un tesoro. Lo ha detto Enrico Galliera ad Autocar (“Ci sono quattro o cinque concept su cui potremmo lavorare“) e lo ha ribadito Manzoni: “Non ci poniamo limiti, la ricchezza a cui possiamo attingere è elevata“.

Una scappatoia alle regole sempre più restrittive sulle emissioni, pur sposando l’elettrico? Sì, anche perchè producendo serie limitate (e ammettere di averle già vendute tutte appena l’auto è stata mostrata al mondo) non si incorre nelle stesse regole che dovrebbe affrontare un’auto prodotta in serie, come dimostrano la nuova 296 GTB che, non a caso, si è già ibridizzata.

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