martedì, 17 luglio 2018 - 15:11
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Per car2go Il futuro del car sharing è elettrico

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Il decimo anniversario arriverà solo nel 2018 ma car2go dal 2008 ha stravolto il mondo del car sharing e ad oggi sono circa 14.000 le vetture del servizio offerto da Daimler in grado di trasformare il paesaggio urbano di molte metropoli internazionali.

L’argomento “car sharing” è quindi ormai di attualità ed è entrato a far parte della società odierna come stile di vita. Le premesse per il futuro sono ottime e secondo molti addetti del settore l’utilizzo di veicoli in condivisione avrà un’influenza decisiva sul mondo automotive. La domanda che si è posta car2go è invece relativa al futuro prossimo, e a spiegare l’evoluzione del fenomeno in sei punti è il CEO di car2go Europe GmbH Thomas Beermann.

Il car sharing è solo all’inizio del suo sviluppo

Studi di settore e le scelte della società sembrano indicare come la preferenza di accedere ad un servizio piuttosto che possederlo sia in netta crescita. Non c’è da meravigliarsi, quindi, che il settore sia in piena espansione. Un veicolo car2go, infatti, viene in media noleggiato ogni 1,3 secondi. E questo è solo l’inizio.

Il car sharing sta per registrare un’imminente crescita

car2go può già vantare quasi due milioni di utenti e in tutto il mondo il trend è in continua crescita. Un recente studio condotto da Frost&Sullivan prevede che il numero di utenti del car sharing in tutto il mondo aumenterà di cinque volte entro il 2025 passando dagli attuali 7.9 a 36.7 milioni iscritti.

Le città hanno bisogno del car sharing

Secondo la World Bank, le città continueranno ad aumentare la propria popolazione, si calcola di una volta e mezzo entro il 2045, arrivando ad essere sei miliardi. I limiti della mobilità privata sono però evidenti già oggi, soprattutto nelle grandi città dove mancanza di parcheggi e inquinamento la fanno da padrone ormai da anni. In questo contesto, car2go rappresenta una delle soluzioni di mobilità più  concrete, utili ed innovative a disposizione dei cittadini per affrontare queste problematiche e ridurne l’impatto. Un recente studio dell’Università di Berkeley ha dimostrato, infatti, che ogni veicolo car2go elimina in media 11 auto private dalle nostre città, riducendo così la congestione da traffico, consentendo di liberare spazio prezioso per il parcheggio e migliorando la qualità dell’aria.

Il futuro del car sharing è elettrico

Se le flotte del car sharing fossero completamente composte da veicoli elettrici, l’effetto positivo sulla qualità dell’aria nei centri urbani aumenterebbe di gran lunga. I governi stanno già promuovendo la e-mobility e gli incentivi aumenteranno sicuramente nei prossimi anni. car2go, al momento, possiede la più grande flotta al mondo di auto elettriche adibite al car sharing utilizzando un totale di 1.300 Smart fortwo elettriche a Stoccarda, Amsterdam e Madrid. Nella sola Madrid, i 123.000 clienti car2go risparmiano un totale di 775 tonnellate di CO2 all’anno grazie alla flotta 100% elettrica rispetto (nonostante le emissioni di una flotta convenzionale siano comunque relativamente basse).

La tecnologia del car sharing consente l’implementazione di nuovi servizi

L’auto sempre connessa è già una realtà nel mondo del car sharing. I veicoli car2go sono collegati, visibili e accessibili in tempo reale tramite l’app per smartphone dei clienti. La tecnologia può quindi essere la base per molti altri servizi correlati. Un esempio recente: il servizio Daimler di delivery “smart ready to drop”, che ha trasformato la collocazione dell’auto in un indirizzo di consegna del pacco e il baule della vettura in una casella postale.

La guida autonoma dimezzerà la dimensione delle flotte del car sharing

Una previsione di Frost&Sullivan dice che, entro il 2025, car sharing e guida autonoma non potranno più essere considerate due entità separate. Le auto potranno parcheggiarsi da sole e guidare autonomamente fino ad arrivare alla posizione del cliente. In questo modo i risultati positivi non ricadranno solo sugli utenti ma anche sulle città: ogni veicolo autonomo verrà utilizzato più volte portando alla conseguente riduzione della flotta di auto a disposizione che sarà in grado, comunque, di soddisfare la stessa quantità di richieste. 

Autore: Tommaso Corona

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