domenica, 23 settembre 2018 - 7:14
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208 GT Line
Foto di Gabriele Bolognesi

Peugeot 208 GT Line EAT6 | Prova su strada

Tempo di lettura: 5 minuti.

Parlando della variegata gamma Peugeot potremmo appellare la 208 GT Line come quell’auto compatta e dal look sportivo che punta al pubblico più giovane senza arrivare ai piacevoli eccessi della 208 GTi e dell’ancor più estrema 208 GTi by Peugeot Sport. La 208 introdotta nel 2015 ha saputo così, nelle sue varie declinazioni, diventare la best seller del Marchio francese e la versione GT Line è stata pensata per rafforzarne la gamma, puntando ad una maggiore dinamicità data dalla stretta parentela con le versioni top di gamma.

Un allestimento che, date le sue doti sportiveggianti ma allo stesso tempo risparmiose in seno ai consumi, abbiamo voluto mettere alla prova con il cambio automatico EAT6, un convertitore di coppia prodotto da PSA in collaborazione con la giapponese Aisin, proprio per capire la reale differenza rispetto al più tradizionale manuale. Ecco la nostra prova della Peugeot 208 GT Line PureTech 110 CV S&S equipaggiata con l’EAT6 a sei rapporti. 

Design: la vernice opaca davvero un must

La 208 GT Line EAT6 si presenta ancora una volta forte di quelle caratteristiche che tanta fortuna hanno portato alla compatta francese sul mercato. Dimensioni compatte, design sportivo e la capacità di accontentare tutti i palati. Nel caso della GT Line, che come abbiamo detto strizza l’occhiolino alle sorelline più pepate, è d’obbligo aspettarsi quel qualcosa in più. Ecco che Peugeot ci ha messo poco ad accontentare tutti, “prelevando” vari elementi dalla GTi come ad esempio la calandra Equalizer con inserti rossi, il profilo della calandra e le modanature dei fendinebbia cromati, le calotte dei retrovisori in nero perla, i cerchi (di serie) da 17” ma, soprattutto, e a richiesta sborsando 800 euro, l’indovinatissima vernice opaca “Matt Ice Silver” con texture granulosa al tatto e facile da lavare. Personalmente penso che calzi a pennello con la tipologia di auto proposta senza risultare pacchiana, anzi, mentre la firma luminosa è garantita dalle luci diurne a LED all’anteriore e dal tipico artiglio al posteriore, ormai irrinunciabile su tutte le ultime novità del Leone francese. Completano l’operetta il tetto panoramico, in grado di donare luce naturale all’abitacolo, e i vari badge GT Line che ci ricordano di trovarci di fronte alla versione in oggetto.

208 GT Line

Dentro l’abitabilità si conferma buona nonostante la 208 GT Line sia pur sempre una segmento B a tutti gli effetti. A dominare sono i vari elementi rossi che vanno dalle impunture dei sedili ai profili in plastica delle portiere; fanno la loro figura le impunture sul volante in pelle “pieno fiore”, peccato per il badge sulla razza inferiore che rimane però desolatamente vuoto, sembra quasi che in Peugeot si siano accorti troppo tardi che non stavano costruendo una GTi, dove invece quello spazio è riempito appunto dal logo riportante le generalità del modello. Non manca la pedaliera in alluminio, a sottolineare la voglia di camminare veloce di questa piccola francese, e l’affermato i-cockpit ci ha ancora una volta confermato le sue doti; suona molto bene l’impianto audio firmato JBL, in optional a 505 euro e non preoccupatevi se volete interfacciare il vostro smartphone, il Mirror Screen per Apple CarPlay e AndroidAuto è di serie.

208 GT Line

Parlando del cambio automatico, prima di affrontare il capitolo dedicato alle nostre impressioni di guida, in Peugeot avrebbero potuto secondo me stare più attenti al design della leva dell’EAT6, riconoscendogli un disegno più moderno e meno legato ai dettami del passato. Quest’ultima si impugna in ogni caso bene e vicino alla posizione P possiamo trovare due pulsanti: uno aziona la modalità neve, ovvero per tenere bassi i regimi del motore in cambiata, l’altro è il tasto che velocizza le cambiate aumentando al contrario il regime di cambiata.

Alla guida del 1.2 PureTech da 110 CV: l’automatico EAT6 fa il suo dovere

Se già nella prova della versione dotata di cambio manuale, con la stessa motorizzazione, eravamo rimasti colpiti dalle doti dinamiche garantite dal brillante turbo benzina PureTech da 110 CV ma, al contrario, non ci aveva colpito la capacità di allungo del cambio manuale, dovuta alla corta rapportatura e agli innesti non sempre troppo precisi. Ebbene, ci siamo dovuti ricredere una volta conclusi i nostri test della 208 GT Line con l’automatico EAT6. Il perché è presto detto.

208 GT Line

La facilità di guida emerge in tutta la sua evidenza soprattutto in città, non essendo questa un’auto sportiva dove il manuale per molti rappresenta ancora l’unica strada percorribile, almeno per gli affezionati alla guida in punta tacco. L’EAT6, ormai vero e proprio sinonimo di cambio automatico per tutti e tre i brand di Groupe PSA, si conferma ancora una volta all’altezza e a beneficiarne non è solo al guida in sé, infatti anche lo spunto è gradevole e le cambiate sempre molto reattive, ma soprattutto i consumi. Il 110 CV non vuole mai strafare e ha segnato sul computer di bordo un rassicurante 17 km/l di media nel misto se non si vuole esagerare, variabile tra i 23 km/l a 110 km/h e i 16 km/l ai 130 km/h. Merito sì del motore ma trovo anche del cambio, proprio per la sua fluidità e la sua intelligenza nell’assecondare sempre le richieste del conducente. Sul fronte sicurezza è presente l’Active City Brake (a richiesta a 250 euro) che frena l’auto in situazioni di possibile pericolo soprattutto in città, a patto di non superare i 30 km/h.

Peugeot 208 GT Line: meglio manuale o automatica?

Torniamo ancora una volta a pensare a chi si rivolge questa 208 GT Line: un pubblico in parte generalista, amante sì della sportività, ma anche e soprattutto del piacere di guida e attento ai consumi, quindi al portafoglio. Senza contare, visto il segmento, lo stress al quale ogni giorno ci sottoponiamo nel semplice tragitto casa lavoro con la frizione praticamente sempre in azione. L’automatico EAT6 proposto da Peugeot sulla sua best seller, come d’altronde sui nuovi SUV 3008 e 5008, semplifica notevolmente il “fardello” al quale siamo quotidianamente costretti per portare a casa lo stipendio e a sorridere è anche il nostro umore se ci pensate bene. Personalmente mi sono trovato a mio agio con questa tipologia di cambio non solo in città ma anche fuori su percorsi misti e in autostrada.

In questo caso al conducente è richiesta solo l’azione del gas e del freno e l’EAT6 si trova sempre pronto a scalare una marcia per effettuare un sorpasso o nel caso in cui venga richiesta un’accelerazione improvvisa, così come risponde tempestivamente a un improvvisa frenata. Questo avviene grazie alla tecnologia Quickshift che permette cambiate sempre fluide e veloci, senza arrivare ai livelli di efficienza di un doppia frizione che avrebbe fatto lievitare i prezzi, seppur alcune delle sue concorrenti ne facciano ricorso.  

Discorso cambia su un percorso tortuoso, allora lì vince ancora il manuale dove chi guida è ancora padrone della situazione e non desidera lasciar fare tutto all’elettronica. Se vogliamo parlare di punteggi, l’automatico batte il manuale 2 a 1. Ecco perché mi sento di consigliare la 208 GT Line automatica, non solo per il mero punteggio stile calcistico quanto per le sensazioni di guida provate. Se invece fate delle curve il vostro mantra, beh il manuale è lì ad aspettarvi e se proprio volete strafare, scegliete la 208 GTi da 208 CV che noi abbiamo provato in lungo e in largo, dove di automatico è meglio non sentirne neanche l’eco da lontano, altrimenti che GTi sarebbe.

Prezzo e concorrenti

208 GT Line

L’allestimento GT Line parte da 18.650 euro e comprende il kit estetico già citato che già di per sé rappresenta una buona base per farsi notare, compresi i fari a LED e i cerchi da 17”. Aggiungendo la vernice opaca “Ice Matt Silver”, il tetto panoramico, l’impianto audio JBL e gli altri optional si toccano i 23.300 euro circa, euro più euro meno.

Tra le tre cilindri con quel tocco di sportività in più senza eccedere le concorrenti, dotate di cambio automatico, non mancano: rimanendo in casa PSA si presenta la DS3 Performance Line con la quale condivide la stessa motorizzazione e cambio EAT6 annesso, così come la sempre apprezzata Citroen C3, mentre rimanendo dentro i confini dei nostri cugini transalpini ecco la Renault Clio dotata di unità EDC, un doppia frizione a 6 marce. Usciamo dalla patria di Napoleone ed ecco la nuova Ford Fiesta con il cambio il doppia frizione PowerShift e, nel gruppo Volkswagen, le compatte dotate di cambio DSG, ovvero Skoda Fabia, Seat Ibiza e Audi S1 con il suo S Tronic. Tra le compatte di segmento B il cambio automatico è ormai di moda, e le case lo hanno capito molto bene.

Autore: Tommaso Corona

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