sabato, 8 Agosto 2020 - 17:10
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Peugeot RCZ vs. RCZ Cup: la prova in pista

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Imola, Bologna – Va in scena all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari una prova speciale, un test che vede protagoniste due Peugeot RCZ stradali – la 1.6 THP 200 CV e la R, 1.6 da 270 CV – e due RCZ Cup – la Racing Cup e la R Cup, entrambe da 250 CV.

Le abbiamo provate lungo i quasi 5 km del tracciato, imparando a conoscere le vetture nelle condizioni estreme della pista, scoprendo differenze e caratteristiche comuni tra le vetture.

È quasi ora di scendere in pista, prima però vediamo come si distinguono esteticamente i vari modelli.

Cosa cambia?

Ovviamente la differenza tra i modelli stradali e quelli da corsa è abissale, sia all’interno sia all’esterno, ma subito notiamo che, a partire dalla 200 cavalli, passando per la R e finendo con la Racing Cup, si vede un crescendo di sportività. Due step che poi portano alla versione puramente pistaiola.

RCZ 2

Crescono le dimensioni dell’impianto frenante – con dischi baffati sulla R – lo spoiler posteriore diventa fisso e, all’interno, i sedili diventano ancora più sportivi e contenitivi. Le due Cup all’esterno mantengono forme, gruppi ottici e le due tipiche “gobbe” sul tetto, ma aggiungono elementi inconfondibilmente racing come l’alettone posteriore, tutti i cristalli alleggeriti e le immancabili gomme slick marchiate Avon Tyres, fornitore unico per il Trofeo.

Dentro le due Cup non sono state attuate semplici modifiche come per gli esterni, ma, come spesso accade, l’abitacolo è stato completamente stravolto, non lasciando praticamente più nulla della versione stradale.

Capitolo interni a parte è proprio dove l’occhio non vede che avvengono i maggiori cambiamenti. Tra RCZ 200 CV e RCZ R, sono già consistenti le differenze. 70 cavalli in più – gestiti al meglio grazie all’aggiunta del differenziale autobloccante a scorrimento limitato Torsen – pinze a quattro pistoncini, assetto ribassato e 17 kg in meno, per un totale di 1280 kg.

RCZ 3

Tra le due stradali ci sono già interessanti differenze, ma tra RCZ di serie e RCZ Cup le modifiche sono ancor più nette, con le due da corsa che scendono di peso, salgono di cavalli – 20 in meno della RCZ R ma che per la R Cup saliranno a oltre 280 con i nuovi sviluppi –  montano un cambio elettroattuato con paddles al volante, sospensioni specifiche, Ohlins per la R Cup, e una struttura molto più rigida grazie ai roll-bar.

La RCZ R Cup ha subito ulteriori migliorie in confronto alla Racing Cup, con una diminuzione del peso sotto i 1.000 kg grazie a un alleggerimento generale e a freni Brembo con ABS Bosch.

Alla guida: Track day? No problem

Track day è una parola che a molti appassionati fa brillare letteralmente gli occhi, ma bisogna avere un’auto adeguata alla pista che si va ad affrontare. In questo caso parliamo di Imola, vecchia tappa del Campionato di Formula 1, un tracciato lungo, tecnico e mediamente veloce: un difficile banco di prova per le RCZ.

RCZ 4

Per prendere confidenza con il circuito cominciamo con la versione da 200 cavalli, che regala subito confidenza, reattività e trazione a ogni uscita di curva. Il divertimento non manca, le staccate all’ultimo, le frecce d’emergenza che si accendono, regalano già forti emozioni. L’unica cosa che si sente mancare in qualche rettilineo è l’allungo, le velocità che si raggiungono, infatti, non sono altissime. In una pista un po’ più breve la 1.6 da 200 CV sarebbe in grado di dare maggiori soddisfazioni.

Step successivo: RCZ R 270 CV, la Peugeot di serie più potente mai prodotta. Il lavoro di sviluppo svolto dagli uomini di Peugeot Sport si vede e, soprattutto, si sente. 170 CV/l è tra le migliori potenze specifiche al mondo e la mancanza nell’allungo che si avvertiva prima, viene colmata dall’aggiunta dei 70 cavalli. Il risultato è una maggiore prontezza in uscita di curva e un comportamento da sportiva di razza, il tutto accompagnato da un sound più corposo che, sembra banale a dirsi, ma coinvolge veramente di più il pilota.

RCZ 5

Frenata e assetto infine sono stati migliorati come abbiamo già detto in precedenza. In pista le migliorie si sentono, infatti, la R è maggiormente incollata all’asfalto, come abbiamo notato principalmente in due tratti impegnativi di Imola: la variante del Tamburello – la prima chicane dopo il rettilineo – e la curva Rivazza, preceduta da una ripida discesa che mette a dura prova la stabilità dell’auto.

Dopo esserci divertiti sulla RCZ R è l’ora di cambiare totalmente mondo, passando alla Racing Cup. Un cambiamento radicale che modifica ogni parametro e ogni sensazione di guida. Oltre al casco indossiamo anche la tuta e siamo pronti per salire a bordo. Dopo qualche consiglio da parte dei tecnici e dei collaudatori, si parte. A differenza delle RCZ stradali, sulla Cup dopo due giri ancora si cerca di capire il comportamento della vettura, molto più scorbutica e precisissima. La Racing Cup e la R Cup sono due auto alle quali bisogna dare del “Lei” e, solo dopo aver costruito lentamente un rapporto di intimità, si può iniziare a sfruttare i 250 cavalli.

Le cambiate di marcia sono brusche e veloci, il freno ha un peso che non è minimamente paragonabile alle vetture stradali – bisogna premere veramente forte e veramente a fondo per frenare come su una RCZ R – lo sterzo è precisissimo e la vettura è agile. Infine, il sound pervade totalmente l’abitacolo, lasciandovi senza alcun contatto con il mondo esterno, solo voi e la strada.

RCZ 6

Le differenze di guida sono effettivamente abissali, ma la RCZ R stradale si difende alla grande tra le curve, regalando un assaggio delle prestazioni che si possono ottenere dopo tanto allenamento su una RCZ Racing Cup, ma più facilmente e velocemente. Il tocco che Peugeot Sport ha dato alla R, le ha permesso di avvicinarsi al mondo delle corse, ma soprattutto ha reso la RCZ una vettura molto funzionale, che può passare dalla città alla pista con grande semplicità.

La RCZ R è proposta a 41.700 Euro chiavi in mano, circa lo stesso costo di una RCZ Racing Cup Replica, creata per i track day e quindi molto meno versatile.

Autore: Guido Casetta

Laureato in Scienze Politiche, sono cresciuto a pane e automobili. Scrivo per professione, guido per passione!

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