domenica, 15 luglio 2018 - 21:25
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Peugeot Rifter
Caratteristiche le luci a LED, dietro c'è l'artiglio Peugeot in questo caso allungato

Peugeot Rifter | Prova su strada in anteprima

Tempo di lettura: 7 minuti.

Il segmento dei multispazio, categoria non facile da classificare ma in realtà sotto categoria del variegato segmento C, ora può contare su un nuovo arrivato. Si tratta di Peugeot Rifter, presentato in anteprima mondiale all’ultimo Salone di Ginevra ed erede del Partner Tepee che esordì ormai più di venti anni fa in Italia con il nome di Ranch, diventato poi Partner e oggi, appunto, Rifter.

Cambio di nome e di sostanza per il multispazio transalpino: nell’epoca dove tutti vogliono un SUV anche Peugeot ha sapientemente letto l’antifona creando così un veicolo sì ricco di spazio e di versatilità, ma in grado di assomigliare visivamente a un SUV. Grazie all’unione tra eleganza e robustezza, nuovo Rifter riesce così a essere protagonista sia in città sia fuori, rendendosi così appetibile a quelle famiglie che cercano spazio sì, magari non per forza per i loro bambini, ma soprattutto l’avventura e la versatilità di un veicolo di questo tipo.

Ereditato il famoso i-Cockpit, in questo caso adattato sul nuovo multispazio francese con uno schermo che spunta dalla plancia, sullo stile dei SUV 3008 e 5008, Rifter offre due misure di lunghezza per il veicolo e la versatilità, su entrambe, di avere tre file di sedili, modificabili all’occorrenza o direttamente asportabili (la terza).

Siamo venuti fino in Costa Azzurra per provarlo in anteprima e ora vi raccontiamo come va.

Design: forme da SUV, spazio da vendere

Se c’è un dato certo, parlando di estetica, è il family feeling di Peugeot Rifter con le ultime novità della marca francese. Da una parte per le sue linee robuste, da SUV appunto, che la fanno somigliare appunto alle ultime arrivate delle famiglia, e dall’altra per il suo stile che appunto vuole discostarsi da quello che ancora troppi associano al furgoncino o minivan dedicato al trasporto persone, tipo NCC. Nuovo Peugeot Rifter non è questo e non è nato per questo, e si vede.

Tolto il leone argenteo in bella vista sulla calandra, i volumi e gli sbalzi ridotti aiutano a snellire le forme del nuovo modello sebbene un posteriore forse troppo piatto, ma studiato per massimizzare gli spazi, tolga qualcosa in termini di look soprattutto in vista laterale. Davanti e dietro fanno la loro comparsa i fari a LED e i gruppi ottici aiutano non poco a differenziarlo da nuova Citroen Berlingo e Opel Combo Life con le quali condivide più di una semplice vite, specialmente all’interno…

Peugeot Rifter
Le porte scorrevoli permettono di accedere comodamente alla seconda e terza fila, quando presente

Anche le barre al tetto, con il loro profilo aerodinamico, denotano una certa attenzione ai dettagli, a tutto vantaggio dell’estetica e delle forme. Come accennavo, due misure per il nuovo Rifter: la standard con i canonici 4,40 metri tipici del segmento, e la più lunga che allunga il passo e lo sbalzo posteriore, raggiungendo i 4,75 metri (+35 cm), a tutto vantaggio della terza fila o della capacità di carico complessivo sbalorditiva.

Un design che cambia a seconda, ovviamente, delle versioni, che saranno tre per l’Italia, dove l’obiettivo dichiarato è quello di ritagliarsi una fetta in un segmento in ripresa ma comunque risicato. Ci saranno quindi la Active, la Allure e non mancherà la GT Line, ognuna con le sue caratteristiche estetiche e accompagnate da cerchi in misura da 16” (di serie su Active e Allure) e 17” (di serie su GT Line), quest’ultimi in opzione su Allure.

Altra caratteristica in comune con i SUV è l’altezza da terra e i passaruota generosi con rinforzi in plastica. Ampia infine la superficie vetrata, con gli scorrevoli sulla portiera che anch’essa scorre di lato sulla carrozzeria, per migliorare l’accesso ai divanetti della seconda e terza fila oltre a essere un vero marchio di fabbrica di questo “sotto” segmento.

Interni: domina l’i-Cockpit e i vani portaoggetti non finiscono mai

Peugeot Rifter
L’abitacolo è razionale e dominato dall’i-Cockpit, modificato per questo modello a livello di schermo centrale

Il design degli interni riflette quello degli esterni, dove si bada alla concretezza senza rinunciare alla tecnologia. L’i-Cockpit arriva quindi dirompente su nuovo Peugeot Rifter e si accompagna a una qualità comunque buona nonostante il ricorso alle plastiche sia massiccio, in ottica di contenimento dei costi. Vero punto forte il volante, sempre piccolo e compatto e sovrastato dal quadro strumenti ancora analogico, schermino centrale a parte. Ampio il touchscreen centrale, bello in alto e (8 pollici) dal quale si comanda la vettura e con il quale si può interfacciare il proprio smartphone (Apple CarPlay, Android Auto e MirroLink).

Se invece siete a corto di batteria c’è anche la piastra wireless (in opzione a 120 euro) che permette di caricare senza fili i telefoni compatibili. Il posto guida è forse la parte che mi è piaciuta di più su questo Rifter, grazie al tunnel centrale posto in alto che ti fa sentire “immerso” nel cockpit, parlando appunto di i-Cockpit. Il volantino regolabile in altezza e profondità permette sempre di trovare la giusta posizione.

Sotto i comandi, gli stessi di Peugeot Traveller, trova invece spazio la rotella del cambio automatico EAT8 che abbiamo provato in questo primo contatto, anche questo preso in prestito da Traveller. In opzione c’è ovviamente il cambio manuale sulle altre motorizzazioni con la classica leva sul quale non mi esprimo non avendo avuto modo di metterci mano. Di serie sulla GT Line l’ottimo clima bi-zona, optional a pagamento sugli altri due allestimenti.

Molto, ma davvero molto capiente il vano ricavato nel tunnel centrale, e qui ci sono da spendere due parole. Chi compra questo tipo di auto è alla ricerca di spazio, inteso come spazio per evadere fuori dalla città per la gita o per il viaggio estivo e per caricare oggetti in quantità. Sotto questo aspetto Peugeot Rifter non delude affatto:  già con la versione standard la capacità di carico, al quale si somma quella dei tanti piccoli vani sparsi, va dai 775 litri a filo cappelliera della versione 5 posti con lunghezza standard ai 4.000 litri a filo tetto della versione lunga con i sedili ripiegati. Il sedile del passeggero abbattibile permette poi di caricare oggetti lunghi, come un paio di sci o la canoa.

Numerosi, come accennavo, i vani portaoggetti: tolti quelli che ci si aspetta di trovare, in opzione, e combinato con il tetto panoramico Zenith , c’è un padiglione multifunzione illuminato con luce a LED che offre ulteriori 14 litri e altri piccoli vani sopra la terza fila o, nel caso venga rimossa, sopra al bagagliaio. Giocattoli dei vostri bimbi e piccoli oggetti non balleranno più nell’abitacolo, almeno si spera. Cè anche spazio sotto i piedi, letteralmente, sotto due vani che si aprono al di sotto del tappetino, geniali. 

Chiudiamo infine con il portellone posteriore che integra sempre il lunotto posteriore apribile, unico in questa categoria. Il pratico lunotto apribile (optional da 250 euro su Active e Allure, di serie su GT Line) permette di accedere al bagagliaio senza aprire il portellone, funzione particolarmente utile per recuperare gli oggetti appoggiati sulla cappelliera o se l’auto è parcheggiata vicino ad un ostacolo posteriore.

Motorizzazioni al lancio

Peugeot Rifter
Il frontale è sì squadrato ma le linee possenti richiamano quelle dei SUV, specialmente di 3008

Sfruttando la piattaforma EMP2, ormai la norma all’interno di Groupe PSA, anche i motori non sono stati esclusi. Per nuovo Peugeot Rifter si parla di un’ampia previsione di motorizzazioni diesel nel totale vendite ma non mancano due motorizzazioni benzina per il privato che fa pochi chilometri. Ecco quindi i due PureTech turbo benzina con filtro antiparticolato, declinati con potenze da 110 e 130 CV (rispettivamente abbinati a cambio manuale a cinque rapporti e automatico a 8, che arriverà successivamente) e i più numerosi motori diesel (tutti con flitro FAP), in tre livelli di potenza: BlueHDi 75 con cambio manuale a cinque rapporti, BlueHDi 100 con cambio manuale a 5 rapporti e BlueHDi 130 disponibile al lancio sia con manuale a sei rapporti o automatico EAT8, quello che abbiamo provato nel corso del nostro primo contatto.

Alla guida del nuovo Peugeot Rifter BlueHDi 130 EAT8: sembra di guidare un SUV e la coppia non manca

Questa impressione di trovarci davanti a un SUV prosegue una volta messa in moto la vettura. La posizione di guida è alta e accogliente, così come lo sono i sedili, anche provando, da ferma, la seduta posteriore. Non era presente nella vettura in prova la terza fila ma è l’unica ad essere scorrevole (sulla versione lunga) e volutamente asportabile.

Per questo primo contatto abbiamo scelto la versione 1.5 BlueHDi da 130 CV con cambio automatico EAT8, connubio che mi ha lasciato una buona impressione sulle impervie stradine della Costa Azzurra, sede del test di anteprima del modello. Grazie a una comunque positiva coppia di 300 Nm il nostro Rifter con targa francese non ha mai mostrato segni di affaticamento, così come il cambio, impercettibile e mai in grado di farsi sorprendere non pronto a reagire, anzi. Non si parla di sportività ma di comportamento dinamico buono e accettabile per una vettura comunque alta e dal baricentro, di conseguenza, rialzato. 

Sicuramente la motorizzazione diesel sarà quella che andrà per la maggiore su questo modello e, personalmente,  dopo averla guidata per circa duecento chilometri, credo sia la più adatta soprattutto nell’ottica di caricare oggetti o i vostri bambini, aumentando già il peso del veicolo che proprio piuma non è. I consumi dichiarati parlano di 4,4 l/100 km per questa motorizzazione, dato che è salito leggermente nel corso della prova per via delle numerose salite che i praticanti della Provenza conoscono bene. 

C’è l’opzione Advanced Grip Control (+ 980 euro su Active e Allure, + 610 euro su GT Line) che aiuta a tirarvi fuori da terreni impervi e viene venduto in combinazione con i pneumatici M+S (Mud & Snow). Sempre l’Advanced Grip Control che gli amanti di Citroen e Peugeot conoscono bene prevede l’Hill Assist Descent Control (HADC), un sistema che mantiene automaticamente la velocità ottimale in presenza di forti pendenze, liberando il guidatore da situazioni di potenziale difficoltà.

Peugeot Rifter
Il BlueHDi da 130 CV con cambio automatico EAT8 si comporta sempre bene, nulla da dichiarare

Grandi progressi, rispetto al vecchio Partner, sul fronte sicurezza. Il freno di stazionamento è elettrico su Allure e GT Line mentre prevede un’aggiunta di 180 euro per Active, mentre sul fronte ADAS l’Adaptive Cruise Control si è dimostrato efficace nel tratto autostradale affrontato in sede di questo primo test (con l’EAT9 arriva ad arrestare la vettura fino a 0 km/h), l’Active Lane Departure Warning tiene l’auto in carreggiata l’avviso di superamento involontario della linea di carreggiata mentre l’Active Safety Brake frena l’auto se viene rilevato un pericolo imminente.

Molto utile, a pieno carico o con alti passeggeri seduti dietro, la telecamera posteriore con visuale a 180°, un sistema che ricostruisce la zona posteriore al veicolo a 180° con anche la possibilità di una visualizzazione classica o zoom all’approssimarsi dell’ostacolo. Presente sulla GT Line da noi provata, infine, l’Active Blind Corner Assist, con sorveglianza dell’angolo cieco con segnalazione nei retrovisori esterni ed azione sullo sterzo in caso di pericolo e l’accesso Keyless.

Prezzi e allestimenti

Peugeot Rifter arriverà in Italia a settembre, per tutte le informazioni sul listino prezzi e gli allestimenti vi rimandiamo al nostro articolo dedicato. Ricordiamo infine che ci sarà una differenza di prezzo, su tutti gli allestimenti e le motorizzazioni, tra la versione normale e quella lunga, quantificabile in 1.200 euro da listino.  

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Autore: Tommaso Corona

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