lunedì, 22 ottobre 2018 - 11:31
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Alfa Romeo Quadrifoglio

Quadrifoglio, un orgoglio italiano targato Alfa Romeo

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Era il 1923 quando Ugo Sivocci, pilota Alfa Romeo di quegli anni, fece disegnare un quadrifoglio verde all’interno di un rombo bianco vicino alla calandra della sua “RL” preparata per correre la Targa Florio.

Si trattò di un semplice gesto scaramantico che, però, ebbe proprio l’effetto sperato, dato il rocambolesco finale della competizione, che vide il trionfo proprio di Sivocci, davanti a uno sfortunato Antonio Ascari, anche lui a bordo di una Alfa Romeo RL, ma senza il disegno del quadrifoglio verde.

Qualche mese più tardi, Sivocci perse tragicamente la vita in un incidente all’interno dell’Autodromo di Monza, durante le prove del Gran Premio d’Europa, a bordo di una “P1”. Il caso volle che sulla vettura in questione, tra una vicissitudine e l’altra, il pilota salernitano non riuscì a far disegnare il suo amato quadrifoglio.

Dal 1924, nonostante non fossero mai state date disposizioni ufficiali, tutte le Alfa Romeo da competizione vennero decorate con il quadrifoglio verde, all’interno di un triangolo al posto del rombo, dove la “punta” in meno voleva rappresentare un omaggio alla scomparsa prematura del pilota.

Nell’albo d’oro di qualsiasi corsa o campionato di automobilismo il quadrifoglio ha sempre lasciato segno. Guardando al secondo dopoguerra, tra i successi più importanti di Alfa Romeo vediamo il primo Campionato Mondiale di automobilismo della storia e i primi due Campionati di F1, ma questi sono solo alcuni dei trionfi in un palmares che vanta ben 5 titoli mondiali, oltre a centinaia di titoli italiani ed europei nelle più diverse categorie.

Dopo alcuni dei tanti successi che sarebbero ancora seguiti nel motorsport, nel 1963 il quadrifoglio verde iniziò a comparire sulle versioni più sportive dei modelli stradali, debuttando sulla Giulia TI Super, soprannominata proprio “Giulia Quadrifoglio” e antesignana della versione attuale.

Passano gli anni e la tradizione rimane, anzi, si rinnova. Per qualche anno con MiTo e Giulietta si è tornati ad assaporare le leggenda del Quadrifoglio, ma con Giulia nel 2016 e con Stelvio l’anno dopo, il mitico simbolo ha raggiunto la sua massima espressione, grazie alle doti dinamiche di queste due auto.

Si tratta di un grande ritorno per due modelli che rappresentano l’eccellenza della tecnica e della sportività. L’utilizzo di materiali ultra leggeri e l’eccezionale motore 2.9 V6 bi-turbo da 510 CV garantiscono un ottimo rapporto peso/potenza. Il perfetto bilanciamento 50:50 del peso e il ritorno alla trazione posteriore offrono un dinamismo e un piacere di guida con pochi concorrenti al mondo e, grazie a queste straordinarie specifiche, progettate appositamente per i modelli Quadrifoglio, questo simbolo non sarà soltanto l’emblema di un glorioso passato, ma un marchio di eccellenza per i migliori modelli firmati Alfa Romeo nel futuro.

L’ultima interpretazione del Quadrifoglio risale alle edizioni speciali dei due modelli di punta della gamma del Biscione, ovvero Giulia e Stelvio Quadrifoglio NRING, serie limitate dedicate ai record stabiliti all’interno del Nurburgring, l’“Inferno Verde”. Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio detiene il primato nel suo segmento: ha percorso i 20,832 km della Nordschleife in 7 minuti, 51 secondi e 7 decimi. Giulia Quadrifoglio ha invece un tempo sul giro di 7’32”, ottenuto grazie alle sue doti dinamiche, confermate da una velocità massima di 307 km/h e da un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,9 secondi.

Disponibili in sole 108 unità per modello, le NRING sono state pensate per i collezionisti e per i più affezionati clienti di Alfa Romeo, si basano sulle versioni Quadrifoglio, ma aggiungono contenuti esclusivi e una dotazione veramente full optional.

Negli anni il simbolo più rappresentativo della storia Alfa Romeo è tornato anche nel mondo delle competizioni, grazie alla sponsorizzazione del Team Ferrari F1 e, soprattutto, alla collaborazione con il Team Sauber Alfa Romeo, che, da quest’anno, sfoggia una livrea totalmente brandizzata dalla Casa di Arese, con il Quadrifoglio in bella vista vicino alla presa d’aria centrale.

Sigillo dell’eccellenza e del “Made in Italy”, il Quadrifoglio oggi è di nuovo grande protagonista nel mondo delle quattro ruote, con un futuro ormai ben delineato, che riserverà ancora grandi sorprese e soddisfazioni agli amanti del Biscione più famoso al mondo.

Autore: Guido Casetta

Laureato in Scienze Politiche, sono cresciuto a pane e automobili. Scrivo per professione, guido per passione!

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