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Suzuka 2000

Gran Premio di Suzuka 2000: 18 anni fa il ritorno del mondiale a Maranello

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Correva l’anno 2000, il nuovo millennio era appena iniziato ma a Maranello la voglia di vincere iniziava a creare un’aria pesante attorno al cavallino, un’aria che solo l’arrivo di Schumacher cinque stagioni prima, nel 1996, stava cercando di dipanare. Il Gran Premio di Suzuka 2000, disputatosi proprio l’8 ottobre di 18 anni fa, profumava di giornata che sarebbe entrata, in un modo o nell’altro, nella memoria degli appassionati di motorsport.

Schumacher arrivava al penultimo appuntamento iridato con 8 punti di vantaggio sul rivale Hakkinen, forte di 7 vittorie contro le quattro del finlandese. Memorabile la quarta vittoria stagionale del finnico a SPA, con quel magico sorpasso ai danni di Schumi sfruttando il doppiato Zonta, roba da cineteca delle corse. Stagione apertissima dunque, specie dopo il tripudio di Monza che iniziò a far innamorare i ferraristi del pilota che poche settimane dopo avrebbe regalato loro la gioia più grande di tutte, quel mondiale che mancava dal 1979.

Si arriva dunque alla qualifica con Schumacher in pole davanti a Hakkinen per soli 9 millesimi di secondo, un’inezia che dava l’idea del livello di competizione in gioco nel corso nonostante la stagione 2000 fosse agli sgoccioli. All’epoca il sistema di punteggio attribuiva i punti solo ai primi sei classificati quindi il finlandese doveva per forza di cose piazzarsi davanti al tedesco con almeno 8 punti di margine, già un’impresa in partenza.

Forse non memore della partenza del 1998, quando la Ferrari sprecò proprio sulla stessa piazzola in Giappone il primo match point della squadra che tante soddisfazioni avrebbe regalato negli anni a venire, Schumi scattò male dal via e lasciò sopravanzare Hakkinen. La gara, chi l’ha vissuta troverà conferma in queste parole, sembrava un film tanto il copione era ben scritto e tanto venne vissuta da tutti i tifosi praticamente in apnea.

Un giro dopo l’altro il distacco tra i due si manteneva sempre costante, almeno fino al primo round di pit stop. Fu però alla seconda sosta, al giro 37, che Schumi compì il miracolo. Fermatosi l’ex campione del mondo 1999, l’allora due volte campione del mondo con la Benetton spinse al massimo per ancora tre tornate tentando quello che oggi chiameremmo l’overcut e compì l’impresa. Al rientro dal suo secondo pit Schumi era davanti a Hakkinen e si trattò solo di controllare il distacco nonostante la rimonta dello scandinavo volante.

Suzuka 2000
Jean Todt porta in alto il suo pupillo Schumacher: il titolo piloti era appena tornato a Maranello

A Maranello, nonostante l’ora mattiniera, fu festa grande. Le campane suonarono quella domenica mattina di inizio autunno come non accadeva da troppi anni e il titolo tornò finalmente in Emilia a distanza di più di vent’anni, e di tante occasioni perse, per quello che fu il decimo titolo piloti della Scuderia, terzo per Schumacher cui seguirono altri quattro titoli (2001, 2002, 2003 e 2004). Due settimane più tardi, il coronamento dell’impresa e l’avvio dell’era Schumacher: in Malesia seguì il titolo costruttori.

A pensare alle occasioni sprecate dalla Ferrari di oggi, specie nella seconda metà di stagione e ancor di più dopo gli errori della squadra, Vettel compreso, viene il malincuore ma lo spirito vincente è ancora lì, altrimenti non sarebbe la Ferrari, un cavallino di razza con la vittoria nel sangue per definizione. Quando la rossa tornerà al successo, magari proprio in una domenica giapponese che ci costringerà a puntare la sveglia all’alba, speriamo solo di vivere le stesse emozioni di 18 anni fa…

Il racconto del Gran Premio di Suzuka 2000

Autore: Tommaso Corona

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