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Restyling: leggero o profondo, è sempre un successo?

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Si è da poco aperto al pubblico il Salone dell’auto di Ginevra. Un salone ricco di novità: 120 anteprime mondiali tra modelli completamente nuovi e restyling.

Alcuni di questi modelli erano già stati svelati in toto da foto, più o meno sfuggite sul web, o durante eventi organizzati dalle stesse case auto.

C’è chi prende alla lettera il significato di restyling di un modello già esistente per restituirgli una seconda giovinezza e chi, invece, opta per un leggero, quasi impercettibile facelift.

Quale delle novità sembra accogliere più favorevolmente il mercato? Restyling di peso o leggero?

Dare una risposta con esattezza è senz’altro difficile. Si possono però fare alcune considerazioni.

Per mettere l’aggettivo “nuovo” davanti al nome dell’auto durante le campagne pubblicitarie e attirare l’attenzione del cliente, servirebbero ben più di un nuovo motore, colore o disegno dei cerchi in lega.

L’impatto estetico è infatti ciò che per primo colpisce la vista e attira interesse. Sarebbe quindi preferibile optare per un restyling di peso, specialmente nel frontale. Le nuove tecnologie produttive permettono infatti di cambiare profondamente il frontale di un’auto senza stravolgere il progetto originale con modifiche costose.

Per fare un esempio: pensiamo all’Opel Corsa. L’anno scorso è stata presentata con un profondo restyling che ha riguardato frontale, posteriore e anche gli interni, oltre a motori e sterzo. Un gran lavoro da parte degli ingegneri Opel che sono riusciti a dare una seconda vita a un modello che ormai avvertiva il peso degli 8 anni di età e per cui, al momento, non era pronto un modello completamente nuovo.

È bastato per risollevare le vendite che nel 2013 e 2014 stentavano? Pare di sì. Nel 2015 l’Opel Corsa ha recuperato un gradino tra le auto più vendute, arrivando al quinto posto e aumentando le vendite rispetto all’anno precedente del 5.5% (dati Focus2Move).

Lo stesso trattamento è stato riservato alla rinnovata Mokka X che abbiamo visto a Ginevra (e che vende ancora bene).

C’è chi invece, ha optato per un restyling più conservativo, di un modello di successo. La Volkswagen Polo. Nell’estate del 2014 è stata oggetto di un lieve facelift a paraurti anteriore e posteriore, mentre negli interni la novità maggiore ha riguardato il sistema infotainment (lo stesso della Golf), mentre a Ginevra l’abbiamo vista in versione Beats Audio con la piccola Up!.

Con Polo, il secondo modello più venduto in Europa dietro alla Golf, si andava comunque sul sicuro e infatti grazie al restyling, è riuscita a conservare il secondo gradino del podio tra le auto più vendute, tenendo a bada l’agguerrita e apprezzata Renault Clio.

Per quanto riguarda i modelli più di successo, un restyling, sia esso leggero o più profondo, sembra quindi incontrare sempre l’apprezzamento del cliente.

Per modelli come Alfa Romeo Giulietta e Mito, invece il discorso si complica. Se la linea è comunque ancora attuale, i numeri di vendite segnalano un calo a livello europeo del 4%, in un mercato in crescita del 9%.

Basti pensare che Porsche nel 2015 ha venduto più auto di Alfa Romeo, che dovrebbe essere un marchio decisamente più mainstream.

Basterà un restyling leggero, di vetture che hanno ancora frecce al loro arco ma che non fanno grandi numeri, ad arginare il calo di vendite?

Intanto finalmente, come vi abbiamo raccontato nel nostro live da Ginevra, è stata presentata la Giulia in versione normale e il colpo d’occhio, soprattutto all’interno è davvero notevole, facendo apparire le due piccole della famiglia Alfa un po’ superate. Attendiamo il verdetto del mercato.

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