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Sebastien Loeb, il Cannibale cambia tutto ma non cambia niente: a quasi 48 anni vince il Rally di Montecarlo

Tempo di lettura: 5 minuti

Sebastien Loeb vince in maniera clamorosa il Rally di Montecarlo, per un record che sa di prima volta.

Se a un passo dai 48 anni, dopo una carriera infinita che ha spaziato su quasi tutti i rami del Motorsport, metti in piedi una sfida al cardiopalma con un altro extraterrestre come Sebastien Ogier, e per festeggiare ti esibisci nella tua classica capriola da fermo, significa che l’età è solo un numero. Ed infatti, l’affermazione di Sebastien Loeb al Rally di Montecarlo non è solamente una vittoria da record, che eguaglia o supera tutti i primati fissati sulle strade sopra il Principato.

Questo trionfo, arrivato in maniera inaspettata ma meritatissima, ha anche il gusto di una prima volta. Anzi, di tante prime volte. La prima vittoria in oltre 3 anni nel Mondiale Rally. La prima fuori dalla galassia Peugeot-Citroen che ha segnato la carriera di Loeb. E anche la prima senza lo storico navigatore Daniel Elena. Dopo un trionfo del genere, possiamo solo chiederci se e quando questo campione smetterà di stupire.

L’ottava vittoria al Monte di Sebastien Loeb è anche la più incredibile: record di vittorie (condiviso) e di speciali vinte

Se qualcuno ci avesse detto alla vigilia del Rally di Montecarlo 2022 che i due Sebastien che hanno vinto 17 degli ultimi 18 Mondiali, Loeb e Ogier, avrebbero combattuto fino all’ultima Speciale per la vittoria assoluta, difficilmente ci avremmo creduto. Ma non perché non credessimo che questi due piloti siano dei campioni assoluti, anzi. Entrambi hanno infatti dimostrato continuamente il loro talento e la loro fame di vittorie in tutta la carriera. Negli ultimi 10 anni, Ogier ha lasciato un unico Mondiale per strada, al giovane rivale Ott Tanak nel 2019. Entrambi però si avvicinavano al Rallye di Montecarlo di quest’anno senza puntare al titolo. Sebastien Loeb ormai ha rinunciato alla partecipazione full-time al Campionato WRC da 10 anni, dal 2012. Ogier, invece, ha annunciato che il 2022 sarà il suo primo “anno sabbatico”, e che parteciperà a pochi e selezionati eventi.

Entrambi si sono approcciati per la prima volta alle nuovissime vetture Rally1 ibride. Ogier è rimasto con Toyota, portando al debutto la nuova GR Yaris. Sebastien Loeb, invece, si è approcciato ad una nuova avventura con Ford. Dopo l’abbandono alla galassia PSA nel 2019, l’alsaziano Loeb ha partecipato part-time ad alcune tappe del Mondiale Rally con Hyundai, ma senza più tornare alla vittoria. Alla notizia di un suo ritorno più consistente sulla nuova Ford Puma Rally1, i più scettici hanno storto il naso. “In Hyundai ha dimostrato di essere sul viale del tramonto“, sentenziavano i critici. Alla fine, però, hanno parlato le Prove Speciali.

In condizioni molto difficili, che seppur senza troppa neve hanno colto di sorpresa diversi rivali come Elfyn Evans e Adrien Fourmaux, entrambi vittime di incidenti che hanno messo fine al loro Monte, a scavare un solco sorprendente sono stati i due Sebastien, Loeb e Ogier. I due vecchi volponi, quasi 48 anni il primo e 38 anni il secondo, hanno staccato di oltre un minuto e mezzo il primo inseguitore, l’irlandese Craig Breen. La sfida tra i due è stata sul filo dei secondi, con un distacco medio di una manciata di secondi. Alla penultima Prova Speciale, però, Seb Ogier sembrava in controllo sull’omonimo Loeb. In maniera incredibile, però, il pilota di Gap ha subito una foratura proprio nella penultima prova. E questo folle colpo di scena ha permesso a Loeb di portarsi al comando.

Nel più incredibile dei finali, Loeb ha mantenuto la testa della classifica generale con un Ogier avvelenato alle spalle, tornando a vincere al Montecarlo a 9 anni dall’ultima volta. Con questo successo, Sebastien Loeb raggiunge proprio Ogier in testa alla classifica dei piloti con il maggior numero di vittorie al Rally di Montecarlo, contando ben 8 successi. In più, con 81 Prove Speciali vinte diventa il pilota più vincente della storia del Montecarlo, superando le 79 PS portate a casa dal leggendario Walter Rohrl. Con questa affermazione, infine, Loeb diventa anche il più vecchio vincitore di un Rally valido per il Campionato Mondiale. L’età che gli è valsa il record? 47 anni, 10 mesi e 25 giorni: inossidabile.

Un’ottantesima vittoria che sembra la prima: la prima con Ford, la prima con Isabelle Galmische, arrivata in maniera inaspettata

In totale, Sebastien Loeb con questa incredibile vittoria al Rally di Montecarlo 2022 porta ad 80 Rally vinti il bottino totale di una incredibile carriera. Una carriera che è iniziata tardi, con il debutto nel Mondiale Rally nel 1999 a 25 anni, e la prima vittoria nel 2002, a 28 anni. Proprio 20 anni fa, al Rally di Montecarlo 2002, iniziò l’era Loeb. Sulle strade del Principato, l’allora neo alfiere del Team Citroen si classificò primo al volante della Xsara WRC.

La vittoria sfuggì solo perché, per un errore durante un cambio gomme, Loeb venne penalizzato di 30 secondi, consegnando l’ultima vittoria di una leggendaria carriera al finlandese Tommi Makinen. A ben 20 anni da quel momento, Sebastien Loeb torna alla vittoria sulle strade che lo hanno consacrato come campione assoluto. Questa insperata vittoria è anche la prima nel Mondiale Rally lontano da Citroen, la Casa che con lui ha conquistato i maggiori successi della sua Storia. Dopo le avventure nel Mondiale Turismo con la Citroen C-Elysee WTCC, il secondo posto nel primo Campionato Extreme-E con il team X44 di Lewis Hamilton, quello alla 24 Ore di Le Mans del 2006 e i tre podi alla Dakar, Sebastien Loeb torna a vincere nel suo elemento.

Lo fa al debutto con una nuova Casa, con Ford e la sua Puma Rally1 preparata da M-Sport. E lo fa in maniera incredibile. L’alsaziano ha infatti provato pochissimo la vettura prima di tuffarsi tra le Alpi Marittime per il Monte, perché fino a 6 giorni prima dell’inizio del rally era… tra le dune dell’Arabia Saudita. Il 14 gennaio, infatti, Loeb concludeva la Dakar 2022 al secondo posto con il suo Prodrive Hunter, dietro al vincitore Nasser Al-Attiyah. La sera del 20 gennaio, invece, era ai piedi del Col Saint-Roch per andare a vincere il suo amato Rallye de Montecarlo. Da vero Cannibale, Loeb si è dimostrato indomito, instancabile e ancora affamato.

Questa vittoria ha anche un altro, enorme significato. L’ottantesima vittoria è anche la prima senza avere al suo fianco il suo storico navigatore Daniel Elena, ritiratosi alla fine del 2021. Al suo posto ha debuttato l’insegnante di matematica 50enne Isabelle Galmische. Storica collaboratrice di Loeb e copilota di riserva da anni del monegasco Elena, la Galmische è anche la prima donna a tornare sul gradino più alto del podio, 25 anni dopo Fabrizia Pons. La pilota e navigatrice torinese vinse proprio al Rally di Montecarlo del 1997, un altro rally storico. In quell’occasione infatti navigò l’italiano Piero Liatti, ultimo connazionale a vincere una tappa del Mondiale Rally. Corsi e ricorsi storici quindi, che danno ancora più valore ad una vittoria che vale molto più di quanto possa sembrare dagli annali.

Nonostante questo successo sia quindi l’ottantesimo di quello che, oggi, possiamo davvero considerare come il più grande pilota della storia del rally, ci sono tantissime prime volte che la rendono speciale e diversa da ogni altra. Questo weekend, Sebastien Loeb ha dimostrato di essere poliedrico, versatile, e incredibilmente veloce anche a 20 anni dal suo primo trionfo nel Mondiale. E, esibendosi nella sua proverbiale capriola all’indietro da ginnasta quale è stato, si è dimostrato ancora un eterno giovane. In un calendario fitto di impegni tra ExtremeE e Mondiale Cross Country, l’alsaziano ha ancora voglia di stupire nel Mondiale Rally con Ford nel 2022. E chissà se l’anno prossimo possa e voglia tornare davvero a lottare per il decimo titolo mondiale. Con 20 anni in più, ma ancora vitale e affamato come la prima volta.

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