giovedì, 6 Agosto 2020 - 18:23
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Suzuki Swift Sport Hybrid R1: ha debuttato la prima vettura da rally ibrida

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Storico debutto nel mondo dei rally, non solo nazionali. In attesa di capire se, entro breve, anche il WRC si convertirà all’ibrido, Suzuki ha fatto debuttare questo weekend la sua Swift Sport Hybrid R1.

Un appuntamento da ricordare quello del Rally Lana, 33° edizione, svoltasi a Biella nel weekend dell’11 e 12 luglio. Tra le strade del biellese ha infatti debuttato, ed è la prima volta nel mondo dei rally, la prima vettura ibrida, la Suzuki Swift Sport Hybrid R1, un progetto che consentirà di sviluppare un allestimento speciale che potrà essere adottato in futuro nei Trofei Suzuki e che simboleggia l’impegno della Casa giapponese sul tema dell’ibrido, dove la marca è il secondo costruttore per vendite di auto ibride in Italia e vanta importanti primati, come quello di essere l’unica azienda a proporre un Suv ultra compatto ibrido a trazione integrale.

La vettura è affidata a Simone Goldoni, il giovane pilota valdostano che nel 2019 si è aggiudicato il girone CiWRC della Suzuki Rally Cup, nonché la Coppa R1 nazionale. Nel corso della stagione, Goldoni prenderà parte al Campionato Italiano Rally che ripartirà quest’anno con il Rally di Roma Capitale (24-26 luglio).  

La vettura ha dunque gareggiato nella classe Sport Hybrid, la nuova categoria creata ad hoc dalla Federazione nell’ambito della R1 nazionale. Si è messa subito in luce classificandosi come prima tra le Swift in gara, risultato molto promettente per una vettura che ha appena iniziato a affrontare il suo sviluppo. Di tutto rispetto anche la prestazione in classifica generale che l’ha vista chiudere al 45° posto su 123 partenti

Strettissima parente della piccola hot hatch di segmento B, prima a proporsi sul mercato con un sistema ibrido leggero (o mild hybrid), sulla Swift Sport Hybrid R1 il motore 1.4 Boosterjet K14D da 129 CV è sovralimentato da un turbo a bassa inerzia con intercooler ed è dotato di una raffinata doppia fasatura variabile delle valvole di aspirazione (VVT) a comando elettrico. A questo quattro cilindri è associata la tecnologia Suzuki Hybrid, che è composto da tre elementi. Il primo è l’Integrated Starter Generator (ISG), 48V, che fa da alternatore, motore elettrico e motorino di avviamento. Il secondo è un pacco di batterie agli ioni di litio da 48V sistemato sotto il sedile del passeggero anteriore e che si ricarica automaticamente durante i rallentamenti, senza bisogno di interventi esterni. Il terzo è un convertitore che trasforma la tensione da 48V a 12V per alimentare i vari servizi di bordo. 

Il sistema Suzuki Hybrid garantisce un aumento della coppia complessiva e un suo sistematico incremento nelle fasi transitorie. Il motore elettrico dispone di ulteriori 13,6 CV che sono disponibili subito, senza il classico turbo-lag. Con la funzione di boost di coppia, poi, irrobustisce la spinta ai bassi regimi, rendendo ogni spunto più brillante prima che subentri la massima spinta del turbo. Tra i 2.000 e i 3.000 giri la coppia si pone così sul valore massimo, pari a ben 235 Nm, una caratteristica che soddisfa anche i piloti più esigenti.

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Messa a punto dagli specialisti di Gliese Engineering, oltre alla scocca con il pianale Heartect, la vettura da rally mantiene motore, freni e cambio a sei marce pressoché di serie, con la trasmissione che impiega giusto un rapporto finale accorciato per una maggior prontezza nei tratti di strada ricchi di curve e saliscendi. Totalmente standard è anche la parte elettronica, che gestisce pure il sistema ibrido a 48V.

L’allestimento è completato da lubrificanti specifici e pneumatici 888RT, forniti rispettivamente da Motul e Toyo Tires, i due sponsor storici di Suzuki nel motorsport, che accompagneranno il pilota e la squadra anche in questo nuovo progetto nelle stagioni sportive 2020 e 2021.

Autore: Tommaso Corona

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