mercoledì, 16 Ottobre 2019 - 0:32
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Test – Audi A3 Sportback

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Correva l’anno 1996 quando in casa Volkswagen, proprietaria del marchio Audi, a qualcuno venne in mente di costruire una compatta su base Golf, da posizionare nella fascia “premium”.

Vide dunque la luce la Audi A3 che, nel corso dei successivi anni, ha riscosso il gradimento del pubblico di pari passo con la sorella Golf. Ora che hanno raggiunto la maggiore età, sono pronte a fare la loro comparsa sulle nostre strade la terza generazione di A3 (3 porte) e la seconda di A3 Sportback (5 porte). Bisogna infatti sottolineare che la denominazione “Sportback” non venne adottata sin dalla A3 5 porte del 1999, in quanto questa manteneva un passo invariato rispetto alla versione con due porte in meno(Ricordate Audi A1 ed A1 Sportback?). Proprio per la neonata Sportback ci siamo recati a Monte Carlo, per scoprire, lontano dai riflettori di un salone, com’è fatta questa nuova compatta tedesca.
Più di una A3, meno di una A4
I tedeschi, lo sappiamo tutti, sono precisi. Il fatto che la prima Audi A3 5 porte, a detta della casa stessa, non meriti il nome di Sportback ne è la riprova. In termini di abitabilità, qualche centimetro in più nella distanza tra gli assi può fare davvero la differenza, ed è per questo che la A3 Sportback allunga il passo di 35 mm rispetto alla sorella 3 porte. Le dimensioni In lunghezza (4.310 millimetri), larghezza (1.785 millimetri) e altezza (1.425 millimetri) sono leggermente aumentate rispetto alla precedente generazione, senza stravolgere linee e proporzioni molto apprezzate dal pubblico. La nuova A3 Sportback dotata di pacchetto S-Line, a prima vista, ricorda nel design la S4 Avant e alimenta le “dicerie” secondo cui le vetture del gruppo Volkswagen sono tutte stilisticamente simili. Ma il gusto estetico è un fattore personale, riteniamo dunque che la somiglianza tra i due modelli possa anche essere un bene. Un discorso leggermente diverso meritano le versioni senza kit estetico: qui la magia del mix di eleganza e sportività si affievolisce, lasciando quasi il posto all’anonimato. A raddrizzare la situazione, specie nel frontale, ci pensano le luci diurne a LED, disponibili in abbinamento ai fari “Xeno Plus” ed optional irrinunciabile per sicurezza e stile. Con 1.130 € la A3 Sportback cambia faccia, godendo di un’aura di ricercatezza che poche altre possono vantare.
I cambiamenti più consistenti sono da ricercare non tanto nelle forme, quindi, quanto sotto pelle, a cominciare dalla nuova piattaforma modulare (MQB) su cui nascono anche le debuttanti sorelle Volkswagen Golf e Seat Leon. Il principio di costruzione ultraleggera Audi conosciuto come “Audi ultra”, nella nuova A3 Sportback permette di ridurre il peso di 90 kg rispetto al modello precedente. Per ottenere questo risultato sono stati impiegati acciai formati a caldo, per avere solidità senza gravare sul peso, ed alluminio per cofano motore, parafanghi, profilo dietro i paraurti anteriori e telaio ausiliare dell’asse anteriore. La carrozzeria è in gran parte rigida e acusticamente confortevole, grazie anche all’impiego di alcuni componenti, come il parabrezza fonoassorbente, che contribuiscono a ridurre la rumorosità all’interno dell’abitacolo. Interventi di finitura che riguardano anche il sottoscocca ed il vano motore, permettono infine di raggiungere un coefficiente di resistenza aerodinamica di 0,30 cx.
Dalle parole ai fatti: finalmente in strada
Dopo il tempo delle chiacchiere da bar, è giunta finalmente l’ora di allacciare le cinture e partire. Per combattere la tendenza a sacrificare il divertimento sull’altare dell’ecologia e del risparmio, abbiamo voluto provare quella che difficilmente sarà la bestseller della gamma. Prese dunque le chiavi di una A3 Sportback 1.8 TFSI S tronic quattro, ci siamo diretti sulle montagne sopra Monte Carlo per un po’ di sano divertimento. Prima di iniziare la scalata abbiamo approfittato del traffico monegasco per goderci il confort di bordo ed i vari gadget tecnologici, tra cui l’hotspot wifi presente nell’abitacolo e l’integrazione del sistema “Audi connect” con i vari social. Giusto il tempo di controllare meteo e traffico lungo il nostro percorso attraverso lo schermo del MMI Navigation Plus, e la coda svanisce: iniziamo l’ascesa. Con l’Audi Drive Select in modalità “Auto” ed il cambio in D, attendiamo l’arrivo dei tornanti in totale relax. La A3 Sportback è docile, mostra i suoi muscoli solo affondando il piede destro e comunque senza mai rivelarsi troppo brusca. Non appena iniziano i tornanti spostiamo il cambio in manuale per usare i paddle e settiamo il drive select in “Dynamic”, lo sterzo diventa più consistente ed il motore risponde in maniera più pronta.
Giunti in vetta ci fermiamo ad ammirare il panorama ed a riflettere un po’. La cosa che ci ha colpiti di più è la sicurezza che infonde la vettura: nonostante i maltrattamenti subiti, non si è mai scomposta. Arrivando a staccare dentro le curve ed accelerando senza criterio con ESP disinserito, la A3 Sportback esegue gli ordini come uno scolaretto diligente. Tutto bene dunque? Non esattamente. Nonostante il cambio in modalità manuale, infatti, l’elettronica innesta il rapporto successivo qualora ci si avvicini al limitatore. In rettilineo non è un problema e le prestazioni ne guadagnano, ma subito prima di una frenata violenta la cosa crea qualche apprensione. Ad impressionarci, paradossalmente vista la situazione, è stato anche il confort acustico. Scatenando tutti i 180 cv ed i 250 Nm, il 1.8 TFSI non alza mai la voce in maniera “fastidiosa”, emettendo un rombo ovattato. Con questi pensieri per la testa ci rimettiamo alla guida sulla via del ritorno, con un’andatura pulita e senza eccessi, consapevoli di essere a bordo di una sportiva di classe, ma non di razza. Per le emozioni forti ci saranno le versioni S e forse RS, ma per il momento c’è già da essere contenti. Arrivati all’hotel dopo circa 100 Km percorsi da nemici del risparmio di carburante, il computer di bordo segnava 12,6 l/100 Km (8 Km/l), un ottimo risultato.
Se bello vuoi apparire, un po’ devo soffrire.
Quelle del titolo qui sopra sono, con ogni probabilità, le parole che ci direbbe il nostro portafogli. La Audi A3 Sportback parte da 23.900 € per la 1.4 TFSI 122 CV Young, e arriva ai 31.900 € per la 2.0 TDI 150 CV S tronic Ambiente. Tutto questo senza attingere al vasto elenco di optional. La realtà è tuttavia un’altra: bastano pochi chilometri per giustificare a se stessi l’esborso richiesto. Certo, con i circa 45.000 € necessari per la vettura che appare nelle nostre immagini si potrebbe acquistare una lunga lista di automobili interessanti, ma è solo questione di gusti. Per l’ inizio del 2013 arriveranno un 1.2 TFSI 105 CV ed un 1.4 TFSI 140 CV, mentre nel corso dello stesso anno è attesa anche una variante a metano. Annunciata infine per il 2014 la A3 Sportback e-tron, con trazione ibrida plug-in.

Autore: Matteo Zunino

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