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Test – Chevrolet Orlando 1.8 GPL

Foto Diego Fornero
Tempo di lettura: 4 minuti

Sette posti ed un impianto GPL che promette consumi molto interessanti, una linea piacevole per la categoria ed un eccellente rapporto qualità prezzo: in estrema sintesi ecco a voi la Chevrolet Orlando che abbiamo messo alla prova.

Linea Riuscita

Un nome molto ‘Yankee’, in puro stile Chevrolet, per una caratterizzazione estetica che, da alcuni dettagli, vedasi il disegno dei fari posteriori, richiama molto di più il lato americano della famiglia, piuttosto che quello asiatico. A primo colpo d’occhio dell’Orlando non si può non rilevare, dunque, una linea piuttosto riuscita, considerato il tipo di vettura e la collocazione sul mercato: difficile concedersi grandi voli pindarici su una monovolume, ma ci troviamo di fronte, comunque, ad un modello piuttosto riuscito, a nostro parere, dal punto di vista del design.

 

Assetto da berlina

 Al volante dell’Orlando c’è un particolare che cattura immediatamente l’attenzione del guidatore: l’assetto, insospettabilmente rigido e poco incline al rollio che ci si attenderebbe da una vettura di questa categoria. Il trucco c’è: il telaio è quello della berlina, la Cruze, ed il piacere di guida ci guadagna, attribuendo alla ‘Chevy’ un punto di vantaggio, da questo punto di vista, rispetto a molte delle concorrenti. Niente di esagerato, ovviamente, considerato che il faro che orienta questo genere di automobili non può che essere il comfort, ma comunque quel pizzico di rigidità in più che può far contento un ‘autoappassionato’ che si trova ad optare per un monovolume, considerato anche l’ottima qualità dell’impianto frenante.

CHEVROLET ORLANDO  

Comfort eccellente

Già, il comfort: da questo punto di vista non ci si può proprio lamentare, anzi… si può dire che sia un altro punto decisamente a favore della nostra Orlando, che, oltre ad una spaziosità interna davvero notevole, gode anche di una certa silenziosità nelle percorrenze ad alte velocità, e si propone, con decisione, come l’auto giusta per affrontare un lungo viaggio. Se la terza fila di sedili, ovviamente a scomparsa, può considerarsi un po’ ‘di fortuna’, sia per quanto riguarda lo spazio interno, sia per quanto riguarda la qualità del viaggio, che là dietro soffre un po’ per quanto concerne la taratura delle dimensioni (nulla di nuovo per la categoria, del resto), certo siamo rimasti particolarmente soddisfatti della qualità del viaggio nei cinque posti ‘ordinari’, davvero ideali sia per quanto concerne l’anteriore, sia per quanto concerne la panca posteriore.

INTERNI CHEVROLET ORLANDO

E lo smartphone dove lo metto ?

Gli spazi interni sono ottimi, delle giuste dimensione per ogni passeggero, e ben equipaggiati in termini di vani portaoggetto, tasche e scomparti ove riporre tutto il necessario per il viaggio. Peccato per alcune soluzioni sulla plancia, che non ci hanno convinto appieno: se il design è piacevole e regolare, non ci è parsa la soluzione ideale l’utilizzo di un vano a scomparsa sotto l’autoradio, dotato di presa USB ed ingresso AUX. Tanto per fare un’esempio: una chiavetta USB troppo lunga impediva la chiusura del vano, neppure dotato di un foro per il passaggio del cavo, utilizzabile, ad esempio, per mettere in carica uno smartphone od attingere alla libreria musicale dello stesso. Un telefono collegato via USB, insomma, non può che restare chiuso all’interno del vano per tutta la durata del viaggio… non certo il massimo della comodità, a meno che non si preferisca tenere lo sportello aperto, rinunciando in quel caso ai comandi dell’autoradio, comunque presenti sul volante nella versione da noi testata. Altra soluzione che ci è parsa non brillantissima è quella dell’indicatore del livello di GPL, inserito al posto della presa da 220V: il risultato è che nell’abitacolo anteriore non si può porre in carica alcuno strumento elettronico, problema non da poco soprattutto qualora non si disponga del navigatore incorporato, come nella versione messa a nostra disposizione (resta una presa a disposizione della seconda fila di sedili, ma converrete con noi che non sia il massimo della comodità…).

 

Prestazioni sufficienti, consumi ok

Venendo a questioni più propriamente tecniche, analizziamo le prestazioni di questo propulsore aspirato da 1.8 litri, ovviamente a benzina, dotato di impianto GPL dell’italianissima BRC di Cherasco. I 141 CV a disposizione non sono poi così pochi, e la guida della nostra Orlando risulta fluida e piacevole, anche grazie al cambio manuale a cinque rapporti che dispone di buoni innesti, consentendo anche qualche sorpasso in autostrada ed il mantenimento di una soddisfacente velocità di crociera senza affaticare troppo il motore, né influenzarne eccessivamente i consumi. Il serbatoio del GPL, da 30 litri, non consente, peraltro, di percorrere molto più di 350km con un pieno, a seconda dello stile di guida: per un lungo viaggio, ovviamente, si dovrà mettere in preventivo di sostare frequentemente in area di servizio, almeno se non si intende fare riferimento all’alimentazione a benzina. Ovviamente, con il gas inserito, l’auto perde qualcosina in termini di performance, ma, di questi tempi, la soddisfazione di fare un pieno con poco più di 20 Euro prenderà facilmente il sopravvento, anche sui guidatori un po’ più esigenti. I consumi della versione da noi provata si sono assestati, sul percorso misto, su circa 13 km/l, che diventano quasi 15 in autostrada. Un discreto dato, per un’automobile di queste dimensioni, per il quale si può sicuramente tirare il pollice in su e fare i complimenti a Chevrolet.

CHEVROLET ORLANDO 9 

Ottimo rapporto qualita/prezzo

Sulla qualità di guida, c’è un unico appunto che ci sentiremmo di muovere a Chevrolet: lo sterzo. Onestamente, ci è parso troppo morbido, come se, inconsapevolmente, gli ingegneri della casa del cravattino si fossero dimenticati di aver dotato la propria monovolume di un telaio così efficiente. D a questo punto di vista, un po’ più di precisione non sarebbe guastata, come ciliegina sulla torta di un prodotto meccanicamente eccellente, soprattutto considerato il prezzo. La versione da noi testata, infatti, è sul mercato al prezzo di listino di soli 22.620 Euro, una somma sicuramente ben spesa per una vettura in grado di offrire molta sostanza, e che ci sentiamo di consigliare a chiunque abbia bisogno di spazio, senza rinunciare alla qualità e, tutto sommato, anche ad un po’ di immagine, considerato il look comunque piacevole di questo monovolume.

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Foto Diego Fornero

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