sabato, 15 dicembre 2018 - 19:54
Home / Prove / Prove su strada / Test – Citroen C4 Picasso 1.6e-HDi
Foto di Gabriele Bolognesi

Test – Citroen C4 Picasso 1.6e-HDi

Tempo di lettura: 4 minuti.

Sin dal primo modello all’avanguardia, la C4 Picasso non smette di rinnovarsi e anche la terza generazione è un concentrato di spazio, versatilità, ma soprattutto tecnologia. Figlia di un segmento in continua evoluzione si fa più comoda e più ecologica, dai consumi irrisori grazie al 1.6e-HDi microibrido di casa PSA.

Già nel 1999 la prima Picasso, ai tempi Xsara Picasso, è stata una delle monovolume più innovative: nata per far concorrenza alla Megane Scenic con il suo profilo a goccia era la più originale di quel mercato molto meno agguerrito rispetto a oggi.
La seconda serie del 2006 cambia nome che diventa C4 Picasso, sviluppandosi ora dal pianale della nuova media francese, ma è molto meno originale della sua antenata, tant’è che i due modelli vengono venduti insieme fino al 2010.
La terza edizione fondata sul principio del Techospace deriva dal prototipo presentato a Ginevra 2013 ed è una rivoluzione, sia a livello di design, sia per quanto concerne il nuovo pianale EMP2 che ha poco da spartire con la C4 berlina, oltre che un concentrato di tecnologia.
Il nuovo pianale, grazie all’utilizzo di leghe leggere, fa dimagrire l’auto di circa 120kg a parità di motore.

La vettura in prova: un ambiente piacevole e accogliente

picasso ehdi 2

Se il design dell’esterno lascia a bocca aperta anche entrando nello spazioso abitacolo il colpo d’occhio è notevole, il grande schermo da 12″ e quello touch da 7 touch, sono solo uno dei punti di forza della nuova plancia che si estende in orizzontale. Il parabrezza Wide angle screen e il tetto in vetro (optional) regalano luce al piccolo monolocale francese.
I sedili sono comodi e dalle ampie regolazioni, così che il guidatore di ogni statura trova posto agevolmente, semmai i sedili anteriori sono poco profilati e nelle curve più garibaldine si rischia di doversi puntellare sui braccioli. Un difetto della morbida pelle che non crea aderenza tra il corpo e il sedile accentuando quest’effetto di scivolamento. Comodi i sedili massaggianti e riscaldati: una manna d’inverno e nelle lunghe trasferte autostradali.

picasso ehdi 5Portaoggetti a profusione sulla Picasso, i vani sono sparsi ovunque come si conviene ad un’ottima monovolume, in quello principale oltre a due prese usb per la musica e una 12v trova posto addirittura la spina 220V. Il divano dietro è composto da tre sedili singoli e comodi, regolabili in longitudinale e nell’inclinazione dello schienale. Ovviamente ribaltabili in una sola mossa per poter allargare il piano di carico da 537-630 litri, in base alla posizione del divanetto, ai 1700 litri dei due posti anteriori. Anche in tre dietro le spalle non vengono mai a contatto e ci sono almeno 15 cm dalle ginocchia ai sedili anteriori.
Nel retro dei sedili anteriori troviamo pratici tavolini ripiegabili, luci di lettura a led e nel montante B è presente, oltre alla bocchetta di aereazione, anche il comando di velocità delle due ventole dedicate alla ventilazione posteriore. Utile anche il diffusore di fragranze, integrato in plancia.

Alla guida: comoda e sicura, grazie alla tecnologia radar

Alla guida la Picasso impersona le monovolumi tarate “alla francese”, rispetto a quelle dall’origine teutonica (leggasi Opel Zafira): la Picasso soffre di un rollio più marcato, di un volante meno diretto, ma sicuramente gode di un confort maggiore. Le buche e le asperità vengono digerite senza problemi e il colpo è di qualità. picasso ehdi 3Nelle strade tutte curve se si forza l’andatura la Picasso regala poche soddisfazioni, ma la sicurezza non è mai compromessa, complice un ottimo telaio e un ESP non disinseribile sopra i 50km/h. Il meglio la Picasso lo dà nelle lunghe trasferte autostradali, dove il confort è senza precedenti. Il motore gira basso a 2.100 giri, e in sesta marcia i consumi sono irrisori, parliamo di 19-20 km al litro a velocità di codice. La silenzionsità in marcia è elevata, complice il motore dal timbro poco invasivo e dei finestrini posteriori stratificati.
Anche in città la francese regala ottime soddisfazioni: il corpo vettura contenuto, 4,43 metri per 1,83, non è molto più ingombrante di una moderna compatta (Mazda 3, Lancia Delta, Opel Astra), quindi non risulta mai critico trovare parcheggio, anche perché Citroen offre un dispositivo di parcheggio automatico che è in grado di entrare e uscire dai parcheggi a S e a pettine. E con 11, 2 metri di diametro di sterzata tra muri la francese è sicuramente più agile di molte compatte.

picasso ehdi 4Il 1.6 e-hdi da 115cv è forse l’unità più azzeccata per la monovolume media: escludendo i benzina (almeno di non percorrere meno di 10.000km l’anno), il piccolo diesel 92cv, unico per neopatentati, è sottodimensionato nei percorsi a pieno carico e la coppia di 230Nm non è paragonabile ai più robusti 270Nm del 115cv del nostro test, mentre il 2.0hDi non è necessario anche se è l’unico omologato Euro6. Così in medio stat virtus il più potente dei 1.6 coniuga prestazioni a consumi ridotti. Con una massa massima rimorchiabile di 1600kg anche la roulotte o il carrello non sono un problema.
Unico riguardo, consigliabile optare per il robotizzato, non che il manuale vada male, anzi, è privo di impuntamenti e rapido come si conviene ai migliori cambi PSA, ma non è adatto all’indole da viaggiatrice della Picasso.

Prezzo e concorrenti: si fa pagare, ma offre di più della concorrenza

Le dotazioni di questa Picasso 1.6eHDi sono ovviamente al top essendo la Exclusive la versione più costosa (telecamera, sensori fari, pioggia, keyless, led 3D per i fari e led di cortesia), il prezzo è di 30.500€, ma la versione in prova con alcuni pack supera i 35.000, non certo pochi. Ma con venticinquemila euro si può già scegliere un buon compromesso. Tra le avversarie le principali sono le francesi Peugeot 5008 e Renault Scenic oltre alla Fiat 500Living.

picasso ehdi 7

Per concludere la C4 Picasso 2.0 si rinnova pesantemente e ritorna ad essere la monovolume più originale e tecnologia presente sul mercato.
Le soluzioni intelligenti per la versatilità interna, il grande spazio unito al confort regale le permettono di primeggiare nel suo segmento. La tencoligia la fa da padrona, ma richiede un lungo apprendistato specie per i meno esperti (già solo nel volante sono presenti 16 tasti).
I consumi irrisori e i costi di gestione del moderno 1.6 microibrido permenttono di mantenere bassi i costi di gestione pressochè irrisori. 
La pecca più grande? Un prezzo non certo da discount, ma se ci accontentiamo del diesel base e di una versione mediamente accessoriata, come la Business, il conto si presenta meno salato delle attese.

Autore: Mauro Giacometti

Classe 88. Automotive Engineering. Mi piace la musica, ma… non quella bella, principalmente quella di cattivo gusto e che va di moda per poche settimane. Amo sciare, ma non di fondo: non voglio fare fatica. La mia auto ideale? Leggera, una via di mezzo tra una Clio Rs e una Lotus Elise. Ma turbo! Darei una gamba per possedere una “vecchia gloria” Integrale.

Potrebbe interessarti

Cooper SD

Mini Cooper SD 5 porte | Prova su strada

Dici Mini Cooper e pensi subito a quella Mini in grado di regalare sorrisi sul …