martedì, 15 Ottobre 2019 - 23:41
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Test – Nuova Honda CR-V

Tempo di lettura: 4 minuti.

È bello scoprire dietro ai dettagli la cultura che ha generato un prodotto, anche quando si tratta di automobili.

La quarta generazione della Honda CR-V mantiene un’impronta marcatamente nipponica in ogni singolo particolare che conta ed allo stesso tempo nella filosofia d’insieme, nonostante venga costruita nella fabbrica di Swindon (UK) e sia pensata principalmente per il mercato europeo. Le vetture giapponesi infatti seguono diverse priorità, diversi valori rispetto a quelle pensate nel Vecchio Continente. E se ad un primo sguardo l’acquirente nostrano può non cogliere l’amorevole cura che i tecnici del Sol Levante riservano ad ogni minimo – magari invisibile – dettaglio, coloro che hanno saputo andare oltre acquistando una vettura giapponese sanno di cosa parlo quando affermo che, alla resa dei conti, l’attenzione al particolare si traduce in un affetto, un rispetto verso l’utilizzatore dell’auto spesso superiore a quello dei progettisti e costruttori europei. Non si tratta solo di affidabilità a prova di bomba o assemblaggi tanto curati da apparire eterni. Nel costante perfezionamento dei processi industriali, nella perenne evoluzione finalizzata all’ideale perfezione di ogni particolare si nasconde il segreto dei timidi ma tenaci ingegneri che hanno presentato alla stampa internazionale la quarta incarnazione del SUV secondo Honda.

Sempre più automobile, dentro e fuori

Tre centimetri in meno in altezza ed un frontale aggressivo al punto giusto donano alla nuova CR-V un aspetto automobilistico come non mai. La massiccia griglia orizzontale anteriore ed i fari diurni a LED trasmettono una sensazione di solida eleganza e modernità. Le immagini non rendono piena giustizia alle nuove proporzioni della vettura, dal vivo sempre più crossover e sempre meno fuoristrada. La base del parabrezza è stata portata in avanti di 60 mm per ampliare lo spazio a disposizione degli occupanti e migliorare la visibilità anteriore, mentre il lunotto posteriore che si estende per tutta la larghezza del portellone garantisce semplicità di manovra e un confortevole accesso al vano di carico. Quest’ultimo vanta un volume di 589 litri in configurazione 5 posti, che diventano ben 1.669 litri con i sedili ripiegati. La filosofia “man-maximum, machine-minimum” permea anche l’arioso abitacolo, dove colpiscono il pavimento piatto nella fila posteriore ed il semplice meccanismo di ribaltamento del divano.

Curati i materiali dell’ambiente interno e le plastiche della plancia. Caratterizzata da linee razionali, è lontana dall’avveniristico cruscotto della “sorellina” Civic ed offre un’impressione di maggiore sobrietà ed eleganza. I sedili ampi e confortevoli, l’illuminazione soffusa e i rivestimenti dei pannelli porta consolidano un’immagine di diffusa qualità. La leva del cambio in posizione rialzata ed il volante dalla corretta inclinazione offrono una posizione di guida automobilistica, mentre l’altezza da terra garantisce una piena visibilità in ogni direzione, facilitata dall’ampia superficie vetrata.

Sempre più automobile, anche su strada

Due i propulsori disponibili al lancio, un benzina 2.0 i-VTEC da 155 CV e 192 Nm ed un diesel 2.2 i-DTEC da 150 CV e 350 Nm, ai quali in futuro si aggiungerà un diesel dalla cilindrata più contenuta. Vi avevamo già parlato delle caratteristiche tecniche di queste unità (vai all’articolo), è giunto quindi il momento di dirvi come si comportano su strada.

Oggetto privilegiato della nostra prova è stato il diesel 2.2 i-DTEC 4WD accoppiato al cambio manuale a 6 rapporti in allestimento Executive, il più elegante dei quattro previsti. Questo propulsore rappresenta un’evoluzione di quello montato sulla generazione precedente della CR-V e ne conferma le ottime caratteristiche, migliorando sul fronte dei consumi, delle emissioni e del piacere di guida. Al minimo il suo rumore è appena percettibile e le vibrazioni risultano pressoché nulle, il sistema IDLE Stop che spegne il motore quando si è fermi al semaforo poi migliora ulteriormente il confort di bordo e contribuisce a risparmiare carburante. Il cambio manuale ha una frizione leggera e di facile utilizzo, mentre la leva ha una resistenza consistente, una corretta spaziatura ed è abbastanza precisa nella selezione delle marce. In movimento la spinta del 2.2 i-DTEC è sempre corposa, con una gamma di funzionamento che garantisce spunto già a partire dai 1.500 giri/min e che non si affievolisce neppure in prossimità della zona rossa del contagiri, posta a 4.500 giri/min. L’assenza di vibrazioni a bassi regimi e la fluidità rendono quest’unità davvero piacevole. Nonostante i valori assoluti di coppia e potenza massime non siano al top del settore, infatti, il senso di rifinitura globale regala un’impressione piacevolmente sofisticata. Le capacità di questo turbodiesel comunque sono più che adeguate alla massa della vettura, che è nell’ordine dei 1.800 kg in condizione di marcia, e regalano alla CR-V una versatilità d’utilizzo che la rende un’ottima compagna di viaggio.

Le qualità stradali di questa vettura non si limitano solo al propulsore, anche il reparto telaio è degno di nota. La configurazione delle sospensioni, MacPherson all’anteriore e Multi-Link al posteriore, contiene molto bene i movimenti della carcassa vettura, assicurando un confort di marcia all’altezza delle aspettative e un rollio contenuto nella percorrenza di curva. Nonostante le dimensioni, insomma, la CR-V si guida come una berlina di medie dimensioni e, grazie all’ottima visibilità ed ai comandi leggeri, resta di semplice utilizzo dentro e fuori città. Anche i consumi reali strappano un sorriso, non distanziandosi troppo dal dato medio dichiarato di 5,6 l/100 km.

Abbiamo avuto il tempo di fare un rapido giro anche alla guida della nuova CR-V benzina 2.0 i-VTEC con due sole ruote motrici. Il modello d’accesso alla gamma CR-V è tutt’altro che una versione “base”, nonostante il probabile prezzo d’attacco al di sotto dei 24.000 euro (nulla si sa del listino, che verrà comunicato al Salone dell’Automobile di Parigi 2012). L’unità propulsiva mantiene le caratteristiche tipiche dei VTEC: il sound inconfondibilmente Honda e l’amore per gli alti regimi. La potenza massima di 155 CV è infatti espressa a 6.500 giri/min, zona del contagiri in cui la maggior parte dei motori non ha più niente da dire. Il cambio manuale a 6 marce aiuta a tenere il motore nella fascia ideale di utilizzo e sfruttare al meglio i 192 Nm a 4.300 giri/min di coppia massima. Se la si guida con calma, la CR-V a benzina mantiene consumi piuttosto contenuti, vicini a quelli dichiarati, ma la tentazione di “tirare” i rapporti e sentire il i-VTEC è sempre forte.

In attesa dei prezzi, il bilancio è positivo

Non è una rivoluzione rispetto alla versione precedente questa nuova CR-V, quanto una evoluzione di ogni singolo dettaglio che conta. Vista l’ottima base di partenza, il risultato non poteva che essere altrettanto valido. La CR-V infatti si inserisce nella categoria dei SUV di segmento C ma, grazie alle caratteristiche dinamiche ed alla completa dotazione tecnologica delle versioni “top”, può confrontarsi con la parte alta del segmento, occupata da Volkswagen Tiguan, BMW X1 e Audi Q3. I clienti italiani potranno vederla nelle concessionarie Honda a partire dal 22 settembre.

Autore: Andrea Fiorello

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