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TomTom Bandit: l’action cam che sa come montare i video

Tempo di lettura: 2 minuti

Non si tratta della solita action cam, ma di una camera “progettata per rendere l’editing e la condivisione di un video semplice e veloce“. La prima action camera in grado di capire cosa sta succedendo intorno e di montare del tutto automaticamente i video con i momenti salienti delle registrazioni del giorno.

Dopo quasi un decennio trascorso come azienda leader indiscussa nel settore della navigazione satellitare, il colosso olandese si è reinventato, e l’ha fatto sfruttando ciò che sa fare meglio: il GPS e l’analisi del movimento. E il tutto è possibile grazie a un sistema molto interessante: grazie al sistema satellitare, al giroscopio e all’accelerometro è in grado di analizzare in tempo reale i movimenti della fotocamera. Di “segnare” una serie di highlights, ma addirittura di riconoscere quando ad esempio si effettua un’accelerata, un salto, un’evoluzione e così via. Inoltre un telecomando permette di controllare la camera e contrassegnare il punto della ripresa più interessante per il montaggio. La funzione “Shake to edit”, ovvero scuoti per modificare, trasforma tutti i punti salienti in un bellissimo video, al quale sarà possibile poi aggiungere la colonna sonora preferita.

TomTomBandit int4

La Bandit infatti, grazie alla sua connettività e ad una app, disponibile per iOS e Android nei rispettivi stores, vi libera dal montaggio video, solitamente effettuato su un pc. La connettività con dispositivi esterni è garantita da Wi-Fi, Bluetooth Smart e USB3.0.

Caratterizzata dalla stessa tipologia di tasto “one-touch”, già visto negli orologi da running TomTom, i cuori della Bandit sono il display led monocromatico e il pad a 4 direzioni posti entrambi sul lato superiore della fotocamera e che permetteranno di modificare le impostazioni, di attivare o disattivare il WiFi e di modificare i settings di registrazione.
Qualcuno potrebbe lamentare la mancanza di un piccolo display integrato per vedere cosa si sta riprendendo, anche in bianco e nero, ma basta installare l’applicazione nello smartphone per visionare la ripresa in tempo reale.

La camera con una definizione 4K 15 FPS (risoluzione 3840×2160) permette di registrare filmati eccezionali e foto di qualità 16MP fino a 10 al secondo. I 192 grammi della Bandit si fanno sentire, ma quando ci si rende conto che la action camera di Amsterdam riesce a resistere fino a 50 metri sott’acqua senza la necessità di una custodia protettiva, il peso passa in secondo piano. Anche i time-lapse son interessanti con ripresa 4K fino a 30 FPS.

Oltre alla batteria, il corpo centrale integra anche uno slot MicroSD e una USB standard, che non solo permette di ricaricare la action cam ad una comune porta usb o caricabatterie, ma permette anche lo scambio rapido dei file. Un valore aggiunto importante che permette di utilizzare la Bandit praticamente senza doversi portare dietro alcuni accessorio, adattatore o altro. Si prende, si apre, si ricarica e si trasferiscono i file. TomTom ha inoltre sfruttato questa particolare forma per permettere alla Bandit di ruotare di 180° sul proprio asse senza doverla smontare dal supporto in cui è stata inserita.

tomtom bandit int2

Per concludere, se siete appassionati di sport, ma odiate spendere ore e ore nella post produzione al pc, la nuova TomTom Bandit è la action-cam che fa per voi! Ha un’autonomia eccellente e permette di arrivare fino a 2 ore di ripresa a seconda del tipo di formato che sceglierete, ha una facilità d’uso estrema sia per chi non è abituato a connettere, collegare e gestire un prodotto di questo tipo, sia per chi è invece più esperto. In nostro consiglio è di prendere la confezione premium pak cosi ci sono tutti accessori utili ad un filmato perfetto.

Neopatentato

Mauro Giacometti

Classe 88. Automotive Engineering. Mi piace la musica, ma… non quella bella, principalmente quella di cattivo gusto e che va di moda per poche settimane. Amo sciare, ma non di fondo: non voglio fare fatica.
La mia auto ideale? Leggera, una via di mezzo tra una Clio Rs e una Lotus Elise. Ma turbo! Darei una gamba per possedere una “vecchia gloria” Integrale.

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Foto di Gabriele Bolognesi

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