giovedì, 26 aprile 2018 - 13:24
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Toyota C-HR | Prova su strada

Tempo di lettura: 5 minuti.

Dalla sua prima comparsa al Salone dell’auto di Ginevra 2016, la Toyota C-HR (Coupé High Rider) ha riscontrato un enorme successo grazie alle sue linee futuristiche e alle interessanti innovazioni sul fronte della sicurezza. 

Tantissimi acquirenti hanno optato per la verione ibrida, la Toyota C-HR Hybrid da noi provata. Questa volta, invece, abbiamo messo alla prova la versione benzina con il 1.2 Turbo da 116 cavalli e il cambio manuale a 6 rapporti. Questa motorizzazione, a differenza dell’ibrida, è l’unica alla quale si può abbinare la trazione 4X4 con cambio automatico CVT. 

Vediamo dunque in questa prova su strada come si è comportata la punta di diamante della casa giapponese, alla quale si è ispirata anche la nuova Auris, appena presentata al Salone di Ginevra 2018.

Design: il crossover in chiave moderna

Il design della nuova Toyota C-HR si esprime attraverso linee futuristiche, modellate dal vento.  La carrozzeria sembra aver seguito una dieta iper-proteica: i paraurti massicci e il cofano alto conferiscono un aspetto imponente che di certo non la fa passare inosservata.

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Linee disegnate dal vento per la Toyota C-HR, che ha uno stile futuristico

Il frontale è caratterizzato da prese d’aria che aggiungono un’impronta sportiva alla C-HR e da grandi proiettori ottici che si allungano verso i montanti e alleggeriscono la vista anteriore. La silhouette laterale sottolinea il design filante e dinamico della vettura con una linea di cintura alta e dettagli stilistici come le maniglie posteriori a scomparsa.

Infine, il posteriore si distingue grazie ad un andamento quasi da fastback con un grande spoiler e una coda alta che aggiunge un carattere muscoloso alla Toyota C-HR. Le dimensioni totali di 4,36 m di lunghezza, 1,8 m di larghezza e 1,5 m di altezza conferiscono compattezza al corpo vettura rendendola ideale all’ambiente cittadino e allo stesso tempo offrono un discreto spazio all’interno.

L’abitacolo ricalca lo stesso design movimentato degli esterni: sembra di entrare in un quadro di Giacomo Balla dove linee tese e curve si mischiano per creare dinamismo. Sopra la console centrale troviamo un rivestimento in ecopelle di ottima fattura, morbido al tatto. Per le portiere, invece, un piccolo pannello con sfaccettature a forma di diamante crea un effetto tridimensionale che aggiunge carattere al design. Una buona attenzione ai dettagli e degli ottimi accostamenti di materiali creano un ambiente di qualità. 

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L’originalità non manca a bordo della Toyota C-HR

Nella parte superiore della plancia è fissato lo schermo touchscreen da 8 pollici, dotato della nuova interfaccia HMI. La sua posizione alta aiuta a non distogliere gli occhi dalla strada quando si è alla guida, il suo utilizzo è semplice e intuitivo, ma è caratterizzato da una grafica che stona un po’ con l’aspetto avveniristico dell’abitacolo. Un altro dettaglio che convince poco è l’assenza di tasti fisici per comandare l’infotainment, infatti, i comandi per cambiare volume o menù sono anch’essi touch e dunque possono distrarre durante la guida. Il sistema multimediale Toyota-Touch 2 dispone di riconoscimento vocale, lettura SMS, connettività Wi-Fi e mappe 3D.

Tanta comodità per gli occupanti anteriori mentre per quelli posteriori lo spazio risulta un po’ sacrificato dal design rastremato del tetto. La linea di cintura alta e il montante C “spesso” riducono drasticamente la visibilità posteriore – specialmente per i più piccoli – mentre  l’arco delle portiere posteriori piuttosto basso rende difficoltoso l’accesso all’abitacolo. D’altronde è scontato affermare che un design così dinamico e futuristico possa penalizzare un po’ l’abitabilità. Il baule vanta una capienza di 377 litri, in linea con la categoria, peccato per la soglia di carico alta e per lo “scalino” che non aiuta soprattutto con valige pesanti. 

Alla guida della Toyota C-HR 1.2 litri Turbo da 116 cavalli: meglio l’ibrido? 

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La Toyota C-HR dotata del 1.2 turbo benzina da 116 CV

Seduto al posto di guida riesco a trovare subito la posizione ideale con una seduta alta tipica del segmento. Bene la regolazione in altezza e profondità del volante, mentre è poco pratica la regolazione a “scatti” dello schienale.  La visibilità anteriore risulta buona grazie ai montanti sottili e permette di valutare con facilità gli ingombri. Cambia, invece, la valutazione per quella posteriore a causa dei montanti massicci e del lunotto piccolo e inclinato. Nessun problema comunque nelle manovre di parcheggio, Toyota ha scelto infatti di equipaggiare di serie la C-HR con la telecamera posteriore. Sono disponibili, inoltre, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, un optional da 400 € ognuno. 

Protagonista della nostra prova su strada è la Toyota C-HR equipaggiata con il propulsore quattro cilindri 1.2 litri turbo benzina da 116 cavalli – già visto sulla Toyota Auris – abbinato al cambio manuale a 6 rapporti. In termini di prestazioni la prima in classifica della casa giapponese gioca bene le sue carte: 185 Nm di coppia massima per un’accelerazione 0-100 km/h coperta in 10,9 secondi e una velocità di punta di 190 km/h (170 km/h per la versione ibrida). Nascosto all’interno dei vari menù del computer di bordo troviamo il selettore della modalità di guida: potremo scegliere tra eco, normal e sport. In città non mi ha convinto la modalità eco (ottima invece in autostrada) perché rende troppo poco reattiva la risposta del motore, meglio optare per la normal. Tra le curve, invece, seleziono la modalità sport che rende il motore molto più reattivo alla pressione sul pedale dell’acceleratore oltre ad aumentare il carico volante.  

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Ibrida o benzina: quale segliere?

Per quanto riguarda l’assetto, la vettura si fa sempre trovare ben composta anche tra le curve. Il merito è riconosciuto principalmente alla flessibilità dell’architettura TNGA (Toyota New Global Architecture) che lavora bene con le sospensioni  McPherson all’anteriore e quadrilatero basso al posteriore. Questo tipo di configurazione è studiata per offrire comfort, infatti, la C-HR si comporta molto bene in città, dove le sconnessioni del manto stradale e i dossi non rappresentano un problema. Solo il posteriore si dimostra un po’ rigido nelle asperità più accentuate. I cerchi in lega di colore nero opaco con dimensioni 215/60 R17 del nostro esemplare sono consigliabili per chi utilizzerà la vettura il più delle volte in ambiente urbano. 

Molto utile un comando posto dietro alla leva del cambio che, grazie alla pressione prolungata del pedale del freno, azionerà il freno di stazionamento. Per disattivarlo basterà alzare di poco il pedale della frizione. Presente anche l’assistenza alla partenza in salita (HAC). Sono una piacevole sorpresa gli equipaggiamenti di sicurezza offerti di serie per tutti gli allestimenti: tra questi ultimi spiccano il sistema pre-collisione con rilevamento pedoni, il riconoscimento della segnaletica stradale, il cruise control adattivo, l’avviso di superamento corsia attivo e gli abbaglianti automatici.

La domanda che molti degli acquirenti di quest’auto o di coloro che si avvicinano all’acquisto è: “meglio il benzina o l’ibrido?”. Ovviamente i consumi della C-HR Hybrid sono inferiori se ci troviamo in percorsi cittadini, ma il prezzo totale di acquisto lievita di circa 3.000 €.  Considerando un consumo misto da noi rilevato di circa 13,5 km/l per la versione benzina e 17,5 km/l per quella ibrida per consumare circa 2.000 litri di benzina -che corrispondono a circa 3.000€- si dovrebbero percorrere poco più di 27.000 km in più con la C-HR a benzina. Dunque spetta a voi capire quanti chilometri percorrerete e specialmente dove li percorrerete. Noi ci sentiamo di consigliare la versione ibrida per chi utilizzerà l’auto specialmente in città, mentre la versione a benzina per chi percorrerà spesso strade extraurbane o autostrade. Ovviamente bisogna considerare anche le agevolazioni dell’ibrido per il bollo e per le restrizioni al traffico comuni a molte città italiane. 

Prezzo e concorrenti

La Toyota C-HR parte dal prezzo di 24.850 € per la versione 1.2 litri Turbo da 116 cv e cambio manuale e arriva ai 32.950 € per la versione 1.8 litri Hybrid da 122 cv in allestimento Lounge. La trazione integrale è disponibile solo per la versione benzina ad un prezzo di 29.600 € ed è accoppiata al cambio automatico CVT

L’aggiunta del Dynamic Pack (cerchi in lega 17” e calotte specchietti retrovisori in nero opaco) e del navigatore satellitare ToyotaTouch 2 portano il prezzo della C-HR da noi provata a superare la soglia dei 26.000 €.  Da sottolineare l’importante presenza degli sconti promozionali che abbassano il prezzo di tutte le versioni: ad esempio l’entry-level scende ad un prezzo di 21.100 €. 

Tante le concorrenti che affollano l’agguerrito segmento delle B-SUV. Possiamo citare la Mazda CX-3, la Mini Countryman, la Kia Niro, la Opel Crossland X e le nuove arrivate Seat Arona, Skoda Karoq e Volkswagen T-Roc.

Autore: Andrea Genre

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