lunedì, 22 Aprile 2019 - 2:17
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Con la trazione 4Drive Seat Tarraco affronta il deserto del Marocco

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Nell’espansione che Seat sta affrontando su tutti i mercati, strategico sta diventando quello del Nord Africa. A Relizane, in Algeria, Seat assembla le Leon, Arona e Ateca destinate al mercato locale, con numeri in crescita sia in Algeria sia in Marocco. Proprio nel paese africano ha voluto mettere alla prova la trazione 4Drive della nuova arrivata, la Seat Tarraco (qui la nostra prova in anteprima, qui il listino ufficiale).

Chiamato Desert Camp, questo evento è stato il primo del suo genere organizzato dalla Casa spagnola ma è simbolico di quanto sia importante esplorare nuovi mercati dove consolidare la propria offerta commerciale. Per prepararsi al meglio, diversi esemplari di Tarraco sono stati portati sulle dune del Marocco per misurare le loro capacità off-road.

Forte di un design che anticipa il prossimo futuro della marca (molto della nuova Leon lo vediamo già oggi su Tarraco), il maxi SUV Seat nasconde molte delle sue qualità sotto il cofano, sfruttando la piattaforma MQB del gruppo Volkswagen e la tecnologia da essa derivata.

Trazione 4Drive: come funziona

La Tarraco conta su uno dei sistemi di trazione integrale più sicuri e tecnologicamente avanzati del mondo:  4Drive. Questo sistema di trazione multidisco di ultima generazione si serve di azionamento idraulico e controllo elettronico per trasmettere potenza alle ruote in modo controllato, massimizzando la trazione. Posto all’estremità dell’albero motore, la frizione multidisco in bagno d’olio entra in gioco solo nel momento del bisogno, lasciando alla sola trazione anteriore il suo compito in situazioni di guida abituale.

La frizione multidisco in bagno d’olio, posta davanti al differenziale posteriore per migliorare la distribuzione dei pesi, presenta dischi metallici disposti in posizione accoppiata, uno di fronte all’altro. Un disco di ciascuna coppia è costantemente collegato all’albero di trasmissione che ruota insieme al cambio, mentre l’altro ruota con l’albero di trasmissione collegato al differenziale posteriore. Un pistone ad azionamento idraulico comprime il pacchetto multidisco per raggiungere la necessaria pressione dell’olio, a seconda dei parametri indicati dal sistema di controllo elettronico e dalle varie modalità di guida scelte da chi siede dietro il volante.

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L’asse posteriore entra quindi in gioco soltanto quando le condizioni si fanno più difficili, ossia non appena il sistema rileva lo slittamento delle ruote anteriori, trasferendo istantaneamente il moto alle ruote posteriori. Questa soluzione ha perciò il vantaggio di assicurare all’occorrenza massima trazione, contenendo al contempo al minimo l’aumento di consumi ed emissioni.

Una volta inserito, il sistema 4Drive intelligente è in grado di adattare la coppia motrice trasmessa a ciascun asse, di garantire una ripartizione uniforme tra gli assi anteriore e posteriore (50% e 50%) e perfino di trasferire istantaneamente tutta la potenza all’asse posteriore. Il sistema 4Drive consente poi di variare la distribuzione della coppia tra le due ruote dello stesso asse. I tradizionali differenziali anteriore e posteriore si avvalgono di un ausilio elettronico, l’EDS, offrendo una soluzione più semplice e leggera ma altrettanto efficiente e sicura che consente di scongiurare la perdita di coppia trasversale bloccando la ruota interessata dalla perdita di aderenza e trasferendo la forza a quella sul lato opposto.

Autore: Tommaso Corona

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