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Volkswagen: si riparte da Golf e ID.3 – Ecco le regole nello stabilimento

Volkswagen ID-3
Tempo di lettura: 3 minuti

Lunedì 27 aprile, con il turno delle 6:30, è ripresa la produzione di auto nello stabilimento Volkswagen di Wolfsburg, in Germania. Circa 8.000 dipendenti sono tornati ad animare le aree di assemblaggio, per un segnale di speranza di uscita da questo difficile periodo di Coronavirus.

Inizialmente, è ripartita la produzione della Golf: su un turno solo, con capacità ridotta e un ciclo dai tempi più lunghi. Sempre a Wolfsburg, il mercoledì 29 aprile, è ripresa anche la costruzione delle Volkswagen Tiguan e Touran, e della SEAT Tarraco. Nelle prossime settimane, poi, ripartiranno progressivamente le operazioni su più turni. Lo scorso 23 aprile, la Volkswagen aveva riavviato gradualmente la produzione dell’elettrica ID.3 presso lo stabilimento di Zwickau, anche lì con capacità ridotta e tempi più lunghi.

La ripresa progressiva permetterà di stabilizzare le catene di approvvigionamento dei tanti fornitori, per la maggior parte tedeschi ma anche internazionali, che hanno ripreso le loro attività. In tutti gli stabilimenti Volkswagen, le misure per proteggere la salute dei lavoratori sono state rafforzate in modo significativo.

Wolfsburg riparte

Per lo stabilimento di Wolfsburg si attende una produzione di circa 1.400 vetture nella prima settimana. In quella successiva, il numero dovrebbe crescere a oltre 6.000 unità, grazie alla ripresa delle operazioni su più turni: si tratta del 40% circa della capacità produttiva prima dell’emergenza Coronavirus.

Il riavvio progressivo della produzione è in linea con la disponibilità attuale di componenti, severamente condizionata dalla pandemia, dalle restrizioni governative in Germania ed Europa, dallo sviluppo dei mercati di vendita e dalle modalità operative delle fabbriche. Circa il 70% dei Concessionari tedeschi ha già riaperto i propri saloni, quindi anche le consegne ai Clienti potranno riprendere.

Dopo Zwickau, Wolfsburg è il secondo stabilimento tedesco della marca Volkswagen a riprendere le attività interrotte da metà marzo. La produzione nel sito di Bratislava, in Slovacchia, era invece ripresa già lo scorso 20 aprile.

Le regole all’interno dello stabilimento tedesco

Regole specifiche sulle distanze e sull’igiene: ai lavoratori è richiesto di misurarsi la temperatura e di effettuare una serie di controlli del proprio stato di salute ogni mattina, e preferibilmente uscire di casa già vestiti con gli abiti da lavoro.

Indicazioni per evitare assembramenti negli spazi comuni sono state già installate, mentre numerosi segnali sui pavimenti fungono da guida per mantenere la distanza durante riunioni e spostamenti. Protezioni per la bocca e il naso devono essere indossate nelle aree in cui non è possibile mantenere una distanza minima di 1,5 metri.

Separatori mobili in plexiglass sono utilizzati in molte zone. Spesso i materiali non vengono più trasferiti da lavoratore a lavoratore, ma collocati in appositi contenitori. Alle squadre è stato assegnato più tempo per pulire i propri strumenti di lavoro. La frequenza delle pulizie di servizi igienici e sale riunioni è stata intensificata, mentre sono state installate molte centinaia di postazioni per il lavaggio delle mani in tutto lo stabilimento. L’Azienda sta convertendo le sale riunioni in spazi di lavoro, l’orario flessibile è stato esteso negli uffici e, dove possibile, continua a essere incentivato il lavoro da casa.

Per maggiori informazioni e più consapevolezza, sono stati affissi più di 8.000 poster nel solo stabilimento di Wolfsburg, inoltre ogni lavoratore ha ricevuto un opuscolo con istruzioni dettagliate e misure preventive.

La Volkswagen ha condiviso il piano da 100 punti con i suoi oltre 40.000 fornitori e partner logistici di tutto il mondo. In condizioni normali, 2.600 fornitori di 71 Paesi, molti dei quali situati in Germania, consegnano quotidianamente circa 21.000 componenti diversi allo stabilimento di Wolfsburg tramite 2.000 camion e 100 vagoni ferroviari. Ogni giorno, circa 180 bisarche ferroviarie e 185 bisarche stradali lasciano la fabbrica.

Pilota professionista

Guido Casetta

Laureato in Scienze Politiche, sono cresciuto a pane e automobili. Scrivo per professione, guido per passione!

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