mercoledì, 24 gennaio 2018 - 6:38
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Battlefield 1: alla guida del Tank nella Grande Guerra

Tempo di lettura: 2 minuti. 

Battlefield 1 è uno dei migliori sparatutto delle ultime generazioni. Questa volta Electronic Arts colpisce dritto nel segno, e si presenta come una tappa irrinunciabile per gli amanti della Storia e del multiplayer competitivo. Parte del merito è certo dell’ambientazione storica: il genere aveva abbandonato da troppo tempo i campi di battaglia del passato, in favore di battaglie fantascientifiche che per troppi anni sono sembrate le uniche in grado attirare il grande pubblico.

Ora in questo titolo si presenta un meticoloso realismo storico, il team ha assemblato un game accessibile, vario, ricco di contenuti, pieno di momenti emozionanti e di scorci da lasciare a bocca aperta.

Già la prima e speciale missione (Tempesta d’Acciaio), è esemplare in tal senso: una volta che si viene uccisi, si cambia personaggio ed arma, con tanto di nome, cognome, data di nascita e morte. Insomma si impersona random uno dei tanti combattenti che hanno dato la vita nella Grande Guerra.
Tempeste d’acciaio, Sangue e Fango, Amici nelle alte Sfere, Avanti Savoia!, Il portaordini, Nulla è Scritto, sono i titoli di queste sei campagne, a loro volta suddivise in missioni per un totale di 16 dalla durata variabile, ma comunque sempre adeguata.

Guida e spara

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La novità che ci ha permesso di apprezzare il game, è che in questa versione è possibile guidare i mezzi corazzati, i cavalli, i tank, per avanzare nella missione. Sparare dal carro armato, dall’autoblindo, o dalla motoretta, distruggere qualsiasi cosa per poi perdersi nei cieli tra spettacolari duelli aerei, bombardamenti a terra o cannonate delle corazzate dei primi del ‘900, sono solo alcune delle azioni eseguibili nel gioco.

Tra l’altro la presenza dei tank e degli aerei ha portato all’inclusione di due nuove classi come il Carrista e il Pilota, che vanno ad aggiungersi alle classiche Assalto, Medico, Supporto e Scout. Al comando di un carro armato o un aereo, il veicolo diventa l’arma primaria e il personaggio la sua parte integrante.
I mezzi corazzati e le navi sono pesanti e impacciati, mentre gli aerei, sono leggeri, quanto letali. Questa combinazione rende i combattimenti sui veicoli interessanti e garantisce alle battaglie una discreta varietà, oltre a donare ad ognuna delle classi presenti una sua distinta personalità e un modello di guida tanto arcade, quanto divertente.

Online la parte migliore

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Ma il piatto forte della produzione è ovviamente rappresentato dall’online. Le sue battaglie su vasta scala, gli assalti condotti da decine di giocatori che si muovono tra il fango e le schegge dei proiettili di mortaio, rappresentano un’esperienza che tutti gli appassionati di sparatutto multigiocatore vorrebbero fare. Affrontabile con un numero massimo di 64 players, rappresenta innanzitutto un’esperienza di gioco più longeva ed estesa del solito, con match di almeno 30-40 minuti.

Battlefield 1 è molto probabilmente il miglior prodotto sparatutto della storia recente, con un multiplayer che esplode letteralmente grazie alla sua ambientazione, dove classi, armi e distruzione esaltano il gioco di squadra nel rispetto dei ruoli. Le mappe sono il fiore all’occhiello della produzione, al pari di una componente tecnica stellare. Inoltre la varietà e il feedback delle armi lo rende ottimale anche per gli specialisti del genere. A noi è piaciuta la possibilità di comandare mezzi corazzati e di usarli direttamente contro il nemico.
Insomma una Grande Guerra ruvida, sporca, intensa, forse non storicamente attendibile, ma decisamente godibile.

Autore: Mauro Giacometti

Classe 88. Automotive Engineering. Mi piace la musica, ma… non quella bella, principalmente quella di cattivo gusto e che va di moda per poche settimane. Amo sciare, ma non di fondo: non voglio fare fatica. La mia auto ideale? Leggera, una via di mezzo tra una Clio Rs e una Lotus Elise. Ma turbo! Darei una gamba per possedere una “vecchia gloria” Integrale.

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