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FIAT Coupé: 30 anni per l’ultima sportiva nata a Torino

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Sembra ieri ma sono passati 30 anni dal debutto della FIAT Coupé, l’ultima sportiva a tetto coperto del brand torinese. Sarà per le sue linee che mixano alla perfezione elementi moderni e rétro, sarà per il suo impareggiabile appeal immutato nel tempo, ma sembra impossibile capacitarsi del fatto che questa vettura, tanto amata e apprezzata, abbia vissuto già tre decadi di vita. Il trentesimo compleanno di FIAT Coupé è un avvenimento importante, poiché scandisce non solo il lasso temporale in cui la sportiva di Torino viene apprezzata, ma anche il periodo di astinenza del brand dalla creazione di una vettura simile.

FIAT Coupé: l’icona Made in Italy degli anni ’90

Era dicembre del 1993 e in occasione del Motor Show di Bologna, a quel tempo l’evento fieristico automobilistico più importante d’Italia per affluenza di pubblico, quando al grido di “Bentornato Coupé!” il brand torinese presentava al mondo quella che sarebbe stata una vera e propria icona degli anni ‘90: FIAT Coupé. Presentata alla stampa nel 1993, per poi arrivare negli showroom nel febbraio del 1994, la Coupé si è ritagliata con ampio merito un posto rilevante tra le migliori berlinette di quegli anni, tanto da non sfigurare di fronte a più nobili concorrenti a trazione posteriore o integrale. Ad apprezzare notevolmente questa sportiva non è stata solo la folta frangia di automobilisti che hanno scelto di acquistarla, ma anche un’intramontabile e impareggiabile personalità di spicco del panorama automotive di tutti i tempi: l’avvocato Gianni Agnelli.

FIAT Coupé ha saputo quindi fare la differenza grazie ai suoi propulsori generosi, ma anche al gran lavoro dei tecnici di Torino per gestire così tanta potenza solo sull’asse anteriore, specie sulle versioni Turbo. Nonostante siano trascorsi 30 anni, la FIAT Coupé resta ancora oggi, nella versione top di gamma 2.0 20v Turbo Plus da 220 CV, la FIAT stradale più veloce di sempre, nonché la più potente. È anche questo, quindi, uno dei fattori che ne hanno mantenuto inalterato l’apprezzamento, ma ora ripercorriamo la storia e le caratteristiche di quest’icona Made in Italy degli anni ‘90.

Perché FIAT Coupé è ancora così amata dopo 30 anni?

La FIAT Coupé, l’ultima sportiva a tetto coperto della Casa torinese, fece il suo esordio 30 anni fa, in un’epoca caratterizzata dalla stravaganza e dalla voglia di emergere e apparire, motivazioni che in quegli anni spingevano quasi tutti i brand ad avere in listino sempre delle proposte di spider e coupé. Non ne fu esente FIAT con Coupé e Barchetta. La sportiva del Lingotto venne disegnata dall’estroso Chris Bangle, mentre la cura degli interni portava la preziosa e inestimabile firma di Pininfarina, presso il cui impianto era anche costruita. Iconico il frontale con il “cofango” che ospitava anche i fari, solidali al cofano, mentre lateralmente si nota l’assenza della maniglia tradizionale (nascosta nel montante centrale) e i “tagli” obliqui a caratterizzare i passaruota.

Unendo il tutto al posteriore da coupé italiana anni ’70, Bangle diede alla FIAT Coupé una silhouette che resta attuale a distanza di tre decenni. Salendo a bordo, si entrava in un abitacolo originale all’interno del quale spiccavano gli inserti sulla plancia e sul pannello della porta del colore della carrozzeria. Questo dettaglio era un vero e proprio tributo agli anni ’50, che fece da traino e da musa ispiratrice per tante altre Case automobilistiche. All’interno colpivano anche gli strumenti circolari, identici a quelli delle Ferrari dell’epoca e capaci di far sentire speciali i possessori di questa sportiva italiana.

Degno di nota anche il tappo del serbatoio cromato, posto all’esterno, come le auto da corsa dell’epoca d’oro. Nata sul pianale Tipo 2 del brand piemontese, ma con un telaio irrigidito, resta nella storia anche per un altro motivo: è la FIAT di serie più veloce di sempre, grazie al formidabile motore 5 cilindri turbo 2 litri 20V da 220 CV di potenza, caratteristiche che spingevano la Coupé a una velocità massima di 250 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,3” in versione Turbo Plus e Turbo Limited Edition, dotate del cambio manuale a 6 marce. A differenza della FIAT Barchetta, proposta con un solo motore, la sportiva a trazione anteriore della Casa italiana venne equipaggiata anche con altri motori.

Al lancio, infatti, sotto il cofano della sportiva torinese si trovava il 2.0 quattro cilindri Bialbero progettato da Aurelio Lampredi, sia in versione aspirata, nota come 2.0 16v, da 139 CV, che in versione Turbo, il 2.0 16v Turbo, da 190 CV e condiviso con la mitica Lancia Delta Integrale. Nel 1996, con l’addio al Bialbero Lampredi, FIAT sostituì in toto la gamma motori, adottando tre propulsori della famiglia Pratola Serra. Il motore d’accesso alla gamma diventò il 1.8 16v con fasatura variabile da 131 CV, lo stesso visto sulla Barchetta, mentre salendo si trovava il pastoso 2.0 20v aspirato, il 5 cilindri da 147 CV condiviso con la poco ricordata FIAT Bravo HGT e diversi modelli Lancia, dalla K alla Lybra. Al top, invece, troviamo il mitico 2.0 20v Turbo, il motore più potente mai montato su una FIAT stradale. Oggigiorno i collezionisti se la contendono, e infatti i prezzi degli esemplari più belli sono saliti notevolmente negli ultimi anni, arrivando a superare i 20.000 euro per delle 2.0 20v Turbo Plus o Limited Edition in perfette condizioni. Buon compleanno FIAT Coupé!

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