in

Indy Autonomous Challenge: a MIMO 2023 ecco le auto autonome

Tempo di lettura: 6 minuti

Al CES 2023 di Las Vegas è stata annunciata un’interessante e sorprendente collaborazione tra Indy Autonomous Challenge e MIMO, il Milano Monza Motor Show. Per l’edizione 2023 e per la successiva edizione 2024 della kermesse meneghina, infatti, l’ambizioso progetto che mette in pista vere e proprie monoposto a guida autonoma esce dagli Stati Uniti. Per le edizioni 2023 e 2024, infatti, durante la kermesse del MIMO ci sarà una nuova tappa del campionato di monoposto autonome sullo storico Autodromo Nazionale di Monza.

La gara di Indy Autonomous Challenge a MIMO 2023 si terrà tra il 16 e il 18 giugno 2023, e avrà luogo sul circuito di Formula 1 brianzolo. Sarà la prima volta che delle vetture a guida autonoma guideranno in una vera competizione su un circuito di Formula 1. Le monoposto, prodotte da Dallara, sono guidate da un software di controllo molto sofisticato. Questo, insieme a sensori, supercomputer e altri ADAS, permette alle monoposto di guidare da sole. L’Indy Autonomous Challenge è gestito da Università e istituti di ricerca di tutto il mondo, tra cui il Politecnico di Milano, capace di vincere la gara andata in scena nel 2022 proprio al Las Vegas Motor Speedway, durante il CES 2022.

Che cos’è la Indy Autonomous Challenge?

Per capire meglio lo storico accordo tra Indy Autonomous Challenge e MIMO per 2023 e 2024, è bene approfondire questa particolarissima categoria di vetture a guida autonoma. L’Indy Autonomous Challenge, nota anche come IAC, è un’innovativa categoria motoristica sostanzialmente monomarca. Università, istituti scolastici e di ricerca, si sfidano con auto dotate di meccanica e hardware comune. La vera sfida è infatti nel software e nella programmazione, in modo da garantire le migliori prestazioni alla monoposto. Il debutto di questa categoria è datato 2021. Fin dal debutto, la vettura utilizzata è una versione modificata delle Indy Lights, la categoria propedeutica per la Indycar. Come per la Indycar, a produrre le Indy Lights e anche la sua controparte autonoma è l’italiana Dallara. Alla Casa di Varano de’ Melegari è attribuita infatti la Dallara AV-21, dotata della stessa meccanica delle Indy Lights ma con ovvie differenze.

La Dallara AV-21 della Indy Autonomous Challenge è basata sulla Dallara IL-15 che compete nel campionato Indy Lights. Il motore è quindi lo stesso 2.0 quattro cilindri turbo di derivazione Mazda, capace di 450 CV e dotato di un cambio sequenziale a 6 rapporti. A gestire tutto, però, non c’è un pilota in carne ed ossa. Il cockpit è invece occupato da supercomputer, sensori e telecamere che permettono al sistema di capire dove si trova, come muoversi e come guidare al meglio. Ci sono, infatti, sei telecamere, quattro radar, tre LiDAR e un GPS ad alta precisione. A livello computazionale, invece, queste vetture utilizzano componenti commerciali. Il processore, ad esempio, è un Intel Xeon E 2278 GE da 3.30 GHz, mentre la GPU è una Nvidia Quadro RTX 8000. Sono entrambe componenti molto spinte, e non mancano anche 64 GB di RAM.

Ogni vettura è poi messa a punto nel software da ogni Università o istituto di ricerca. Per fare un esempio degli istituti che competono all’interno della Indy Autonomous Challenge, e che a MIMO 2023 vedremo darsi battaglia, troviamo il team PoliMove, gestito dal Politecnico di Milano, il TUM Autonomous Motorsport, della Università Tecnica di Monaco di Baviera, e il Team Euroracing. In quest’ultimo è formato da due Università italiane, quella di Modena e Reggio Emilia e Pisa, la polacca Polish Academy of Sciences di Varsavia e l’elvetica ETH di Zurigo. L’Indy Autonomous Challenge si concentra completamente sullo sviluppo del software. Per questo, l’IAC ha pensato a 5 round che valutino le capacità dei team e dei software. Dopo la prima registrazione, arriva il cosiddetto “Lancio”. Si tratta di un documento informativo che spiega il team, la storia dell’automazione dell’auto e un piano per lo sviluppo del software.

Dopo questi accordi preliminari, i team giudicati validi sono invitati alla dimostrazione che l’auto sia in grado di guidare da sola. Successivamente, i team che sono riusciti a dimostrare la validità del loro progetto partecipano ad una simulazione di gara. Questa si tiene su un simulatore standardizzato e consta in una qualifica di 10 giri dell’Indianapolis Motor Speedway e di una gara Head to Head, ovvero uno contro uno. La Indy Autonomous Challenge non prevede infatti neanche nella sua trasposizione reale una gara con enormi griglie di partenza, ma sfide “Head-to-Head”, uno contro uno.

Per accedere alla vera gara finale è stata necessaria una gara di qualificazione con le vetture reali. Infine, c’è la gara finale, dove i qualificati competono in gare testa a testa. La prima gara dell’IAC si è tenuta sull’ovale di Indianapolis il 23 ottobre 2021. A vincere è stato il TUM Autonomous Motorsport dell’Università Tecnica di Monaco. Secondo si è classificato il team Euroracing, con le università di Modena, Pisa, Varsavia e Zurigo protagoniste. Terzo, invece, è arrivato il team PoliMove del Politecnico di Milano. Fino ad oggi, le gare della Indy Autonomous Challenge si sono tenute esclusivamente su circuiti ovali.

La seconda gara, invece, si è tenuta proprio durante il CES 2022 di Las Vegas al vicino Las Vegas Speedway. A trionfare questa volta fu il team PoliMove del Politecnico di Milano, con il TUM di Monaco solo secondo. Se vi chiedete come possano essere le gare di auto autonome, vi lasciamo un assaggio dell’ultimo giro della gara al Las Vegas Motor Speedway proprio qui sopra. PoliMove ha vinto anche l’ultima gara dell’IAC, nel novembre 2022 al Texas Motor Speedway. Sarà quindi una gara di casa speciale per PoliMove quella di Monza. La gara di giugno a Monza sarà anche la prima volta per queste speciali monoposto su un circuito permanente tradizionale, con curve e un tracciato ben più impegnativo da ricordare. Un’altra prima volta è quella dell’IAC fuori dagli Stati Uniti, dove finora ha avuto il centro pulsante, per approdare in Europa. La prima edizione dell’Indy Autonomous Challenge al MIMO 2023 lascerà spazio a delle vere e proprie esibizioni, per dare anche la possibilità ai team di familiarizzare con una tipologia di circuito totalmente nuova. Per la prima gara Head-to-Head, invece, dovremo aspettare il MIMO 2024.

L’accordo tra Indy Autonomous Challenge e MIMO per 2023 e 2024, le reazioni dei protagonisti

L’Indy Autonomous Challenge si propone come il futuro prossimo del mondo del motorsport. Per la prima volta dopo alcuni tentativi, una competizione tra auto a guida autonoma approda in un contesto di un salone dell’auto. E quale luogo migliore del MIMO, da sempre legato ad una pista mitica come l’Autodromo Nazionale di Monza, dall’anno prossimo cuore pulsante della manifestazione. L’annuncio dell’accordo per l’approdo della Indy Autonomous Challenge a MIMO nel 2023 e 2024 è arrivato nella notte italiana, durante il CES di Las Vegas 2023. Con l’avvento di guida autonoma e sempre più tecnologia, la celeberrima fiera della tecnologia ha sempre più l’auto al centro. Per questo, MIMO e IAC hanno scelto proprio la giornata stampa del CES per presentare questo nuovo progetto. A illustrare alla stampa questo nuovo progetto sono stati Andrea Levy, presidente di MIMO, e Paul Mitchell, presidente della Indy Autonomous Challenge.

“Indy Autonomous Challenge all’interno del MIMO”, ha dichiarato Andrea Levy, “incarna perfettamente l’anima di un’edizione che sarà totalmente dinamica, un calendario di 3 giorni dedicati allo spettacolo, alle prove su strada, alle sfilate di auto incredibili. MIMO 2023 promuove la conoscenza e la diffusione delle nuove tecnologie in tutti gli ambiti di ricerca. La pista di Formula 1 e le antiche sopraelevate che useremo per i test drive saranno il palcoscenico di una gara Formula Indy speciale, con monoposto a guida autonoma, per la prima volta impegnate in un circuito tecnico con curve e chicane. Monza sarà la sede di una sfida incredibile tra le migliori università e centri di ricerca di tutto il mondo”.

“Indy Autonomous Challenge è entusiasta di collaborare con MIMO per portare in Italia nel 2023 e nel 2024 i veicoli autonomi più veloci al mondo.”, ha dichiarato il presidente dell’IAC Paul Mitchell. “Non vediamo l’ora di farvi conoscere alcune delle menti migliori e più brillanti nel campo dell’intelligenza artificiale, della robotica e dell’automazione. Dopo aver gareggiato a Indianapolis, nell’ovale più famoso al mondo, è giusto affrontare il circuito più famoso del mondo, lo storico Autodromo Nazionale Monza. Al di là dell’entusiasmo del pubblico, che durante MIMO sarà testimone delle auto da corsa guidate da robot, gli insegnamenti di questa sfida miglioreranno le prestazioni dei sistemi autonomi e ADAS ad alte velocità. Questi progressi possono ridurre gli incidenti stradali e salvare vite umane.”.

Ha commentato la notizia dell’approdo al MIMO 2023 dell’Indy Autonomous Challenge anche Sergio Savaresi. Il docente di Automazione nei Veicoli al Politecnico di Milano è anche il responsabile del progetto PoliMove. “Gli eventi di Monza del Giugno 2023 e 2024″, ha dichiarato, “saranno un momento storico. Per la prima volta Indy Autonomous Challenge esce dagli USA, ed i partecipanti, dopo le gare sui circuiti ovali americani, si
cimenteranno su un circuito tradizionale. Lo storico e prestigiosissimo circuito di Monza è la cornice ideale per questo salto di livello di questa iconica competizione. Questo consentirà un importante passo in avanti nello sviluppo della tecnologia dell’auto autonoma, una tecnologia estremamente complessa che sarà alla base della rivoluzione della mobilità nei prossimi decenni.”.
La curiosità, ora, è davvero tanta per vedere la prima gara di auto autonome sul suolo italiano. Saranno all’altezza delle gare che conosciamo con umani alla guida? Lo scopriremo solo a giugno di quest’anno, quando vedremo per la prima volta questa categoria dal vivo.

commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Loading…

    0
    delta futurista

    Lancia Delta Futurista: il VIDEO dell’onboard ed è subito nostalgia

    Elettriche norvegia

    Solo più auto elettriche: l’esempio di Hyundai in Norvegia apre un precedente