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Anteprima Gran Premio di Abu Dhabi: il focus di Renault Sport F1

Tempo di lettura: 3 minuti

Rémi Taffin, Direttore Operazioni in Pista di Renault Sport F1, commenta il circuito di Yas Marina e l’impegno di Renault in vista del GP di Abu Dhabi.

Yas Marina è uno di quei circuiti che richiedono un’impostazione neutra del motore. La compresenza di lunghi rettilinei e tornanti lenti richiede infatti un motore in grado di garantire prestazioni solide in ogni condizione, anziché essere tarato su un parametro in particolare.

Anche i fattori esterni al tracciato richiedono un’attenta considerazione. Come in India, a causa della concentrazione di polvere e sabbia nell’atmosfera, è necessario monitorare costantemente i filtri dell’aria e pulirli, all’occorrenza, per evitare che si ostruiscano. Questa operazione è particolarmente importante se si considerano le elevate temperature ambientali. Durante il giorno, la temperatura può salire ben oltre i 30° C, quindi il raffreddamento ha un ruolo di primo piano; se l’aria aspirata viene anche solo minimamente ridotta, potrebbe avere effetti devastanti sull’impianto di raffreddamento del motore.

Un altro importante fattore da considerare è il consumo di carburante per giro, uno dei più elevanti dell’intero calendario. Il circuito è particolarmente impegnativo da questo punto di vista, soprattutto nella zona del traguardo del settore finale. I consumi sono ulteriormente incrementati dall’altitudine a livello del mare, ma un altro aspetto che è necessario monitorare sono le escursioni termiche tra le varie sessioni. Nel corso della giornata, quando le temperature sono più elevate, il consumo di carburante è più basso, ma durante le sessioni notturne aumenta. Questa variazione verrà calcolata ai fini della gara per evitare di finire la corsa con una quantità di carburante in eccesso o in difetto.

Malgrado le sfide, non vediamo l’ora di gareggiare. Nonostante i campionati piloti e costruttori siano ormai conquistati, il secondo posto è ancora tutto da giocare e daremo il massimo per aiutare la Lotus ad aggiudicarsi la medaglia d’argento in entrambi. Williams e Caterham hanno ancora tre gare a disposizione per guadagnare punti. Per questo ci concentreremo e daremo il massimo fino al Gran Premio del Brasile.

Yas Marina: tre curve in dettaglio

Curva 7
Il circuito di Yas Marina è considerato un tracciato a media velocità, nonostante la sensibilità alla potenza sia ridotta dall’elevata concentrazione di curve a velocità medio-bassa nella parte del circuito che si snoda lungo il porto. Il tornante della curva 7 è il più lento del circuito e presenta le stesse sfide del Grand Hotel Haripin di Monaco. Il freno motore deve essere particolarmente efficiente per garantire la stabilità in coda all’ingresso in curva, ma al tempo stesso la risposta deve essere assolutamente puntuale perché l’uscita dal tornante immette direttamente sul lungo rettilineo principale. Quindi, anche la minima esitazione può compromettere l’accesso al rettilineo e, di conseguenza, il tempo di percorrenza complessivo del giro.

Rettilineo principale (tra le curve 7 e 8)
Analogamente al circuito di Montreal, circa il 55% del tracciato viene percorso alla massima accelerazione, con una velocità media attorno ai 190 km/h. A una percentuale così elevata contribuiscono i due lunghi rettilinei, il più lungo dei quali, situato tra le curve 7 e 8, misura 1,2 km. In questo punto, il motore RS27 verrà spinto ai massimi regimi per 14 secondi, raggiungendo una velocità superiore ai 310 km/h. La calibrazione dei rapporti al cambio è fondamentale: il pilota deve attendere fino all’ultimo prima di ingranare la settima, se vuole raggiungere una velocità competitiva a fine rettilineo con il DRS attivo. Tuttavia, le curve a destra del terzo settore richiedono rapporti al cambio ravvicinati per ottenere i brevi colpi di accelerazione necessari ad affrontare queste strette curve, pertanto gli ingegneri saranno costretti a trovare un compromesso.

Curva 21
La terza parte del circuito, dalla curva 11 fino alla curva finale 21, presenta perlopiù curve a destra, che vanno affrontate in seconda o terza marcia. La curva 21 rappresenta una curva tipica di questa sezione del tracciato. La velocità media è bassa, appena 160 km/h, quindi l’RS27 verrà impostato in modo da garantire un’ottima guidabilità, pur mantenendo una buona risposta ai colpi di gas tra una curva e la successiva. La stabilità in coda è fondamentale, perché se la vettura resta “inchiodata” all’asfalto nelle curve a bassa velocità, si possono guadagnare decimi di secondo preziosi.

Campione

Guido Casetta

Laureato in Scienze Politiche, sono cresciuto a pane e automobili. Scrivo per professione, guido per passione!

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