giovedì, 19 luglio 2018 - 23:33
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ATS GT

ATS GT: la McLaren italiana in serie super limitata

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I più attempati ricordano il Marchio ATS (Automobili Turismo e Sport) protagonista in Formula 1 negli anni ’60: erano gli anni in cui era più facile competere nella massima serie e la Ferrari era già protagonista assoluta, ecco perchè molte scuderie italiane tentarono la fortuna in F.1, spinti dalla voglia di competere con la regina di tutte le scuderie. Ora il Marchio è tornato con la ATS GT, una supercar in tiratura decisamente limitata: solo 12 gli esemplari.

La ATS GT è prodotta artigianalmente, sulla falsariga di Pagani, a Torino, ma il suo animo oltrepassa la Manica: se le forme vi fanno ricordare un’altra supercar non vi state sbagliando: non c’è la conferma ufficiale ma il telaio in fibra di carbonio “contenente” il motore V8 biturbo da 650 CV è lo stesso della McLaren 650S.

Dalla supercar di Woking la GT ha preso in prestito anche la centralina per il controllo di cambio, motore e delle varie modalità di guida. C’è anche il launch control per partenze da schiena incollata al sedile. Nonostante le somiglianze con la parente inglese, la ATS GT ha voluto riproporre in chiave moderna le forme dela ATS 2500 GT del 1963, prodotto più di cinquant’anni fa nello stesso numero di esemplari e con un’altra caratteristica comune: il motore, sempre V8, posizionato proprio lì al centro per bilanciare meglio il peso. 

Dentro l’abitacolo non poteva non esserci il rivestimento in Alcantara mentre la strumentazione è interamente digitale. Non ci sono conferme sulle prestazioni ma voci di corridoio indicano 3 secondi per passare da 0 a 100 km/h con l’ausilio del launch control e poco meno di 10 secondi per sfondare il muro dei 200 km/h.   

ATS GT

Essendo solo 12 gli esemplari, omologati per l’uso in strada, crediamo però che chi se la potrà permettere non perderà l’occasione di portarla in pista: ne è la conferma l’impianto frenante, in materiale carboceramico, decisamente indicato per aggredire in staccata. Il prezzo? 1,15 milioni di euro, decisamente un altro prezzo rispetto ai circa 260.000 euro della McLaren 650S dalla quale deriva. 

 

 

 

Autore: Tommaso Corona

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