sabato, 24 giugno 2017 - 14:22
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Foto di Gabriele Bolognesi

Citroen Visa Chrono | Prova su strada

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Noi di Autoappassionati.it non solo vogliamo farvi assaporare le vetture del presente e quelle del futuro dell’automotive, ma spesso vogliamo ricordavi come si guidava in passato e che auto venivano prodotte nel ventesimo secolo.

Per questo annualmente vi proponiamo numerose prove di vetture storiche, più o meno sportive, ma sicuramente appassionanti. In quest’ottica cade il nostro test della Visa Chrono, modello che negli anni Ottanta conquistò in tutta Europa un’intera generazione di giovani che sognavano una vita da pilota.

L’esemplare “ufficiale” del parco stampa Citroen è il 102esimo dei 400 messi a suo tempo a disposizione del nostro mercato dalla casa del Double Chevron. Fu immatricolato a Ravenna nel febbraio del 1983 ed, oggi, dopo un attento e documentato restauro, è tornato a nuova vita, pronto a far riscoprire ai “piloti” d’oggi emozioni sopite da tempo.

Nata trentaquattro anni fa per emozionare

La Visa Chrono nasce ufficialmente il 24 marzo 1982 come serie speciale di soli 1000 esemplari – riservati esclusivamente al mercato francese – ispirati alla Visa Trophée, la “Gruppo B” costruita in 200 esemplari (come previsto dal regolamento della Federazione automobilistica internazionale) per le competizioni rallistiche.

Dalla “sorella” la Chrono ereditava certe personalizzazioni esterne ed il cruscotto di ispirazione sportiva. Erano di serie i fendinebbia anteriori, i cerchi in lega leggera dipinti in Blanc Meije (come il corpo vettura), i sedili profilati molto contenitivi ed una strumentazione completa, di “taglio” anch’essa decisamente sportivo. Strisce colorate spiccavano sul cofano motore, sulle fiancate, sulla coda. I colori? Quelli della bandiera francese: blu e rosso su fondo bianco.

L’abitacolo è scarno, ma già più completo rispetto alla Visa ordinaria, comprende gli indicatori aggiuntivi per il volmetro e la pressione dell’impianto di lubrificazione. I sedili profilati trattengono il corpo, specie nella parte inferiore, meno a livello delle spalle. Piacciono le cinture racing rosse a quattro punti, che bloccano il busto e donano sensazioni racing.

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Quelle prime mille Visa Chrono furono dotate di un 1360 cc da 93 cavalli, accoppiato ad una trasmissione a 5 marce di serie, capace di spingere la vettura (pesante 850 chili) a 173 km/h e di farla accelerare da 0 a 100 orari in 10 secondi e due decimi. Prestazioni di tutto rispetto per un veicolo di quegli anni.

Nel 1983, in considerazione del successo riscosso dalla prima serie, furono prodotte altre 1650 destinate a Francia, Germania, Austria, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera e furono personalizzate nelle tinte dei Paesi di destinazione. Naturalmente, in Italia, dove, a partire dall’aprile del 1983, sbarcarono 400 esemplari, numerati da 001 a 400 e con le bande laterali in rosso e verde su campo bianco.

Alla guida: emozioni racing nonostante la potenza da citycar

La Visa è una vettura sincera e divertente, una di quelle auto che, nonostante senti sia anacronistica, ti strappa comunque un sorriso. L’assetto è cedevole e poco sportivo, ma su una strada non perfettamente piatta risulta piacevole da portare al limite. Limite comunque molto basso rispetto ai canoni odierni, visti i pneumatici stretti e una rigidezza del telaio limitata. Il motore spinge bene, con un allungo discreto, però la Visa preferisce viaggiare a medi regimi, senza tirare le marce al limitatore. Il cambio ha la corsa lunga, ma è piacevole d’azionare. I freni, poco modulabili, portano spesso al bloccaggio delle ruote in assenza di ABS.

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In uscita di curva la coppia esigua non necessita di un differenziale autobloccante, ma lo sterzo, robusto in marcia e vuoto al centro, è da tener ben saldo. In manovra invece è granitico in assenza di assistenza.
Stupisce comunque positivamente per le sensazioni racing nonostante la cavalleria ridotta. Per capirci a soli 90km orari la vettura vibra e risuona in modo pazzesco, con il sound cupo dello scarico. Per vivere le stesse sensazioni con vetture moderne è necessario spingersi oltre i limiti, mentre sulla Visa è “ordinaria amministrazione” ogni volta che si imbocca una statale. Bei ricordi…

Prezzo usato e costi di gestione

La produzione della Visa è terminata nel mese di luglio del 1988, dopo 1.222.608 di esemplari costruiti, cui si sommano 31.782 vetture tipo autocarro (VISA Entreprise) e 1.181.471 furgonati C15 e 66 esemplari di C15 Electrique. Con 2.435.927 berline e derivate prodotte, la Visa è stata un successo senza frontiere.

Il prezzo? In Italia una Visa Chrono costava 10.403.000 lire. La livrea sportiva, la guida estremamente piacevole e divertente, unita alle caratteristiche di abitabilità e comfort tipiche della piccola Citroën ne fecero subito un best seller ed i 400 esemplari andarono rapidamente esauriti.
Trovare una Chrono in buone condizioni non è stato certo facile. I tanti anni trascorsi dalla commercializzazione, l’utilizzo nel tempo di queste auto, spesso impegnate nelle competizioni e le varie campagne di rottamazione hanno cancellato gran parte di queste Visa dalle strade italiane.

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Ma se ne trovate una scoprirete una vettura concepita più di trent’anni fa per far divertire giovani e meno giovani, per far scoprire la velocità e per portare la famiglia in gita, per dare a tutti comfort e sicurezza (con i canoni dell’epoca), con l’inconfondibile stile Citroën. Il tutto a costi ragionevoliSe c’è un aggettivo adatto a descrivere questa Visa tornata a correre sulle strade italiane, è proprio divertente.

Principali caratteristiche tecniche

Motore: anteriore trasversale, 4 cilindri in linea con monoblocco in lega leggera, 1360 cc (alesaggio e corsa 75 x 77 mm), rapporto di compressione 9,3:1, potenza max. 80 CV a 5800 g/m, coppia max 10,9 kgm a 2800 g/m. Trasmissione: trazione anteriore, frizione monodisco a secco, comando meccanico; cambio meccanico a cinque marce + RM. Corpo vettura: berlina 2 volumi – 5 porte, scocca portante con telaietto ausiliario anteriore in acciaio; avantreno a ruote indipendenti (schema McPherson), ammortizzatori idraulici e barra stabilizzatrice; retrotreno a ruote indipendenti, ammortizzatori idraulici bracci longitudinali, molle elicoidali e barra stabilizzatrice; freni anteriori a disco, posteriori a tamburo. Dimensioni e masse: passo 2,426 m, lunghezza 3,69 m, larghezza 1,526 m (carreggiata ant. 1,302 m; carreggiata post. 1,251 m), altezza a vuoto 1,398 m, peso (a vuoto, in ordine di marcia) 830 kg.

Autore: Mauro Giacometti

Classe 88. Automotive Engineering. Mi piace la musica, ma… non quella bella, principalmente quella di cattivo gusto e che va di moda per poche settimane. Amo sciare, ma non di fondo: non voglio fare fatica. La mia auto ideale? Leggera, una via di mezzo tra una Clio Rs e una Lotus Elise. Ma turbo! Darei una gamba per possedere una “vecchia gloria” Integrale.

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