venerdì, 3 Aprile 2020 - 0:11
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Guida autonoma di livello 2: cos’è e cosa comprende

Tempo di lettura: 2 minuti.

Siete in coda nel traffico e vorreste che l’auto vi guidasse a casa, magari mentre leggete un libro, finite di lavorare o semplicemente vi rilassate. Un sogno? A dire il vero sì, perché all’arrivo della guida completamente autonoma mancano ancora anni, ma nelle auto di oggi si trovano già tecnologie in grado di “alleggerire” lo stress per il guidatore nella guida in colonna o con il traffico a singhiozzo. Sono quelle che rientrano sotto il “cappello” della guida autonoma di livello 2, una definizione per indicare auto che possono operare in parziale autonomia per pochi secondi.

Meno stress, stessa attenzione

Grazie a sensori, radar e ad una telecamera, infatti, le auto con la guida assistita di livello 2 tengono conto delle vetture nei dintorni, scorgono le strisce che delimitano le corsie e vedono i cartelli stradali. Sulla base di queste informazioni regolano la velocità dell’auto e la distanza da quella che precede: nel traffico, ad esempio, possono sterzare per restare al centro della corsia (a patto che la segnaletica orizzontale sia ben demarcata), accelerare e frenare mantenendo la distanza di sicurezza dalla vettura che precede, anche fino al completo arresto.

Lo stesso vale in autostrada o nelle strade extraurbane. Con la guida autonoma di livello 2 il guidatore deve toccare il volante e restare vigile, perché altrimenti i sistemi di ausilio alla guida si disattivano dopo circa 15 secondi (questo non succederà, non appena ci saranno le leggi, per i livelli del 3 in su).

Le tecnologie danno il loro meglio

A comporre la guida assistita di livello 2 sono sistemi già sul mercato da anni, che tuttavia funzionano al massimo delle loro capacità e sono in grado di dialogare l’uno con l’altro: ci sono ad esempio

  • Il regolatore di velocità adattativo (Adaptive Cruise Control), adatta la velocità dell’auto per mantenere la distanza di sicurezza da quella che precede;
  • Il sistema per il mantenimento in corsia (Lane Keeping Assist), che agisce sullo sterzo per correggere la traiettoria e mantenere l’auto centro della corsia;
  • L’assistente alla guida in colonna (Traffic Jam Assist), che combina le funzioni di regolatore di velocità adattativo e mantenimento in corsia, affinché l’auto possa seguire automaticamente il flusso del traffico: la vettura frena, accelera e sterza da sola mantenendo la distanza selezionata dall’auto che precede. Se il traffico prevede l’arresto, la vettura si ferma e riparte automaticamente non appena quella che precede riprende velocità (questo accade solo con il cambio automatico). Il sistema non funziona solo nel traffico, ma anche nelle strade extraurbane o in autostrada;
  • Il monitoraggio dell’angolo cieco (Blind Spot Assist): scorge la presenza di auto non viste dal guidatore mentre sta cambiando corsia: le segnala al guidatore attraverso una luce o un suono. Se il guidatore mette la freccia per svoltare, e alle spalle sopraggiunge un’auto, il volante si fa più pesante da girare e contrasta la manovra;
  • L’assistente al cambio corsia: ancora poco diffuso, fa cambiare corsia all’auto dopo che il guidatore ha messo la freccia: l’auto, se le condizioni lo consentono, effettua sorpassi quasi automaticamente.

Attivando questi sistemi, quando la segnaletica lo permette, l’auto resta al centro della corsia e mantiene la distanza stabilita dalla vettura che precede, rallentando fino ad arrestarsi se il traffico si intensifica. Quando la strada è libera, invece, la vettura raggiunge l’andatura di crociera (impostata tramite il cruise control) e la riduce se trova una vettura più lenta nella corsia. Per il guidatore ciò significa tanto stress in meno nei viaggi a rilento o in quelli di lunga durata.

Autore: Redazione Autoappassionati.it

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