venerdì, 20 luglio 2018 - 22:14
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Passi alpini chiusi o aperti alle auto?

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Ogni estate ha i suoi tormentoni automobilistici. Un anno è il prezzo del petrolio alle stelle, l’anno dopo la situazione delle autostrade italiane, della Salerno-Reggio Calabria piuttosto che le code chilometriche o di qualche sciopero.

Il tormentone di questa estate, almeno nei luoghi di villeggiatura in montagna è quello della chiusura o meno dei passi dolomitici alle auto, totalmente o per qualche ora al giorno. Questione di cui si dibatte anche in altre zone d’Italia.

Reinhold Messner, il primo alpinista ad aver scalato al mondo tutte e 14 le vette sopra gli 8 mila metri di altezza, ha preso posizione qualche giorno fa sul quotidiano Alto Adige: “Si dovrebbero chiudere i passi più celebri per 5-6 al giorno, per consentire a chi va a piedi o in bici di godere appieno della natura circostante in modo sicuro”.

Alcune associazioni invece ne vorrebbero la chiusura totale essendo le Dolomiti patrimonio dell’Unesco, con un incremento notevole dei passaggi in auto o autobus, da quando tour operator ne organizzano delle visite guidate.

Una delle tesi a favore della chiusura parziale è data dal fatto, a mio parere opinabile, che il turismo in bicicletta sia un turismo di qualità, con migliaia di appassionati che ogni anno arrivano per scalare pedalando i mitici passi, soggiornano in hotel della zona e mangiano nei ristoranti che incontrano lungo salite e discese, cosa che fanno anche gli automobilisti.

Sempre secondo Messner il rombo dei motori su salite e tornanti non permetterebbe di godere il silenzio della montagna, fatto di suoni ovattati, sfumature, cinguettio degli uccellini e cascate.

Alternative? A mio parere sarebbe interessante introdurre un pedaggio per le auto, proporzionato alle emissioni o grandezza del veicolo, come avviene in altre zone svizzere o austriache ed utilizzare il ricavato per migliorare e rendere quelle strade più sicure sia per i ciclisti che per gli amanti del nordic walking, che va detto, di solito non camminano su asfalto.

Inoltre il ricavato potrebbe essere utilizzato per incentivare e migliorare i già buoni impianti di collegamento e bus navette.

Proposta sul piatto della discussione, quella più di buon senso forse, che però viene bocciata totalmente da associazioni ambientaliste e da Messner stesso, secondo il quale la misura del pedaggio, non ridurrebbe affatto il traffico e l’inquinamento, perché “le cose a pagamento diventano automaticamente interessanti e attirano più persone motorizzate”.

E voi? Che ne pensate? Farete un viaggio su passo alpino durante le vostre vacanze? Sareste disposti a pagare un pedaggio?

Autore: Luca Berera

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