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Singer DLS: una Porsche potente come il metal

Singer DLS
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Il musicista Bruce Dickinson, cantante e leader degli Iron Maiden, è indiscutibilmente una leggenda per tutti gli amanti del metal. Suo cugino Rob non è da meno, anche se alla musica ha preferito i motori: da qualche tempo infatti il chitarrista e bassista inglese ha messo da parte la chitarra per dedicarsi alla Singer, casa automobilistica californiana, di cui è il fondatore, diventata di culto in pochi anni, grazie agli spettacolari restauri e affinamenti delle Porsche con motore raffreddato ad aria, cioè fino alla serie 993 (venduta fra il 1994 e il 1998).

Sono i cosiddetti restomod, ovvero rielaborazioni di auto del passato, che cambiano poco nello stile ma adottato materiali di altissima qualità e moderne tecnologie costruttive.

In lei un po’ di Formula 1

Il più recente progetto della Singer è infatti la serie speciale DLS, 75 esemplari basati sulla 911 della serie 964 (sul mercato fra il 1989 e il 1993) e sviluppati insieme al reparto “engineering” della famosa scuderia Williams, con l’aiuto del mitico ingegnere Hans Mezger (“padre” di alcune famose F1 e Porsche da gara) e la consulenza del pilota Dario Franchitti, che si è occupato di sviluppare il comportamento su strada.

Singer DLS

Il risultato è la Singer DLS, una supercar modernissima ma dal look retrò, curata fin nei minimi dettagli e con numeri in grado di far battere il cuore ai più sportivi: la DLS, dove la sigla sta per Dynamics and Lightweighting Study, pesa 990 chilogrammi e ha il motore 6 cilindri boxer di 4.0 litri, capace di erogare 500 CV di potenza e di raggiunge un regime massimo superiore a 9.000 giri (!). Il 4.0, progettato dalla Williams su indicazione di Mezger, va comandato attraverso un cambio manuale a 6 marce in magnesio.

Assenzio e tabacco

Il primo esemplare della Singer DLS è stato ordinato dal collezionista Scott Blattner, che ha deciso di “sacrificare” la sua Porsche 911 (964) del 1990 – sono i clienti a dover fornire l’auto di partenza alla Singer – e chiesto all’azienda non soltanto di rimetterla a nuovo, ma anche di renderla più coinvolgente da guidare su strada o in pista: è per questo che adotta ruote di 18” in magnesio, estremi pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2 e freni Brembo in materiale composito. Per la carrozzeria è stato scelto il colore verde assenzio (non si tratta dell’esemplare raffigurato nelle immagini) e Blattner vi ha abbinato interni in pelle tabacco, presenti anche nel tunnel centrale e nei longheroni delle porte (oltre che ovviamente nei sedili a guscio).

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