giovedì, 9 Luglio 2020 - 22:28
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Taglio IVA auto, lo shock economico del Governo per la ripresa

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Con la chiusura degli Stati Generali di Villa Phamphilj e gli annunci, ottimistici, di Conte, un punto ha destato la curiosità di noi automobilisti, il taglio dell’IVA auto.

Vediamo, prima di affrontare quello che sembra essere un segnale di rilancio verso un settore dell’auto gravemente colpito dal Covid-19 e dal lockdown.

Taglio IVA: le ipotesi al vaglio del Governo

Per rilanciare l’economia, tagliare l’IVA, o Imposta sul Valore Aggiunto, sembra essere una strada, non certo priva di ostacoli, per riavviare i consumi. Secondo fonti ben informate (Repubblica.it), dopo l’annuncio di Conte in chiusura degli Stati Generali, già questa settimana, il piano è quello di togliere almeno 10 punti percentuali all’imposta, oggi pari al 22% sull’acquisto, ad esempio, di un’auto nuova da parte di un privato, come tanti altri beni di consumo.

Sempre secondo Rebubblica…”L’intervento avrebbe una durata biennale, fino al 2022, con un costo che potrebbe andare dai 4 ai 10 miliardi. Sarebbe il terzo sforamento del deficit che il goberno si accinge a richiedere in parlamento e la misura toccherebbe vari settori, tra i più colpiti dal lockdown: turismo, ristorazione e, ovviamente, anche il settore dell’auto.

Conte, Taglio IVA: “Ci stiamo pensando, potrebbe dare una spinta ai consumi

Critico Alessio Rossi, presidente dei Giovani imprenditori con una nota ripresa da cisiamo.info: “Il taglio di 1 o 2 punti dell’Iva non mi sembra che possa far ripartire l’economia. E’ una misura dagli scarsi effetti, ma dagli alti costi. Non è possibile continuare ad andare a debito. Che facciamo: proseguiamo a scaricarlo sulle spalle delle future generazioni, sui nostri figli?” Ammesso che il taglio dell’Iva possa essere utile al rilancio, i fondi andrebbero trovati tagliando altre spese: ad esempio il reddito di cittadinanza. Un governo che si rispetti decide le priorità

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Taglio IVA Auto: cosa cambierebbe per le tasche degli italiani

Facciamo un esempio concreto: la più amata degli italiani, Fiat Panda, parte da un prezzo, IVA inclusa (al 22%), senza messa su strada (900 euro), parte da 11.050, mentre se l’IVA fosse, come declamato, portata a un ipotetico 10%, andremmo a pagare la nostra amata Panda 9.960 euro, circa 1.090 euro in meno.

Volendo esagerare, una Giulia Quadrifoglio MY20 (90.500 euro, circa 73.000 detax) costerebbe, col taglio dell’IVA auto, circa 10.000 euro in meno.

Autore: Tommaso Corona

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