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Nel 2021 Suzuki ha raggiunto tre record storici in Italia

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Che anno per Suzuki! Il 2021 si è chiuso come il migliore di sempre in Italia. Rifacendosi ai dati resi pubblici da UNRAE all’alba del 2022, si conferma per la Casa di Hamamatsu un anno che è stato estremamente positivo sotto diversi punti di vista.

Sono state 39.317 le Suzuki immatricolate in Italia, 41.019 contando anche la Jimny N1 omologata come autocarro, con una quota che ha raggiunto il 2,7% contro il 2,42% dell’anno precedente. La crescita è stata del 17,51% sul 2020, più di tre volte l’incremento del mercato generale (+5,50%). Rispetto al 2019 pre-covid, Suzuki è l’unico marchio tra i primi 25 del mercato ad essere in crescita, con un +2,8% (+7,3% considerando anche Jimny N1 – fonte: dato interno Suzuki).

La fortuna di Suzuki si conferma essere la vendita ai privati, da cui derivano il 94,9% delle vendite. Guardando al passato, a quasi 10 anni fa, pensate che nel 2013 Suzuki immatricolava in italia 13.942 unità. Negli anni è cresciuto il portfolio prodotti, la gamma si è fatta interamente ibrida (sempre escludendo Jimny N1) e la quota è via via cresciuta.

Oggi, specie dopo l’arrivo dei modelli in condivisione con Toyota, si conferma 100% ibrida e, Swace a parte, anche 4×4 all’occorrenza. Le principali artefici delle brillanti performance commerciali di Suzuki nel 2021 sono state Ignis e Swift, nella Top 10 delle vetture ibride più vendute: Ignis è 6° in questa speciale graduatoria (confermata anche come la terza compatta più venduta del segmento A), mentre Swift è 7°.

ignis hybrid

Tra gli altri modelli spicca in particolare il successo di Vitara, 8° nella classifica delle fuoristrada best-seller con 4.597 auto, oltre mille più di quelle registrate lo scorso anno.

Gli obiettivi di Suzuki nel 2022 in Italia

Volgendo infine uno sguardo al futuro prossimo, Suzuki fissa per il 2022 l’ambizioso obiettivo di confermare i risultati record del 2021, soddisfacendo il più alto numero possibile di richieste dei Clienti, pur in uno scenario incerto per le condizioni di mercato e la ridotta disponibilità di semiconduttori.

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