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Auto ibride ed elettriche: come cambia il mondo dell’autoriparazione?

Carglass vetro e carrozzeria auto ibride
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Continua l’incremento relativo alle auto ibride ed elettriche, la cui domanda in Europa cresce in maniera abbastanza sostenuta. Ma come incide questo orientamento sul mondo dell’autoriparazione e, in particolare, come cambia l’intervento di riparazione dei cristalli e della carrozzeria?

Le auto ibride ed elettriche, a causa dell’alta tensione che le alimenta, richiedono una gestione estremamente cauta per la sicurezza degli automobilisti e degli addetti ai lavori che intervengono per varie ragioni su questi veicoli: dal carro attrezzi e dai vigili del fuoco che agiscono in caso di guasto, incidente o emergenza e a chi lavora nelle officine specializzate e nelle carrozzerie per il loro ripristino. Oltre a conoscenze tecniche sempre più ampie e approfondite, per poter operare in sicurezza occorrono certificazioni specifiche. Inoltre, la riparazione a regola d’arte e la garanzia sull’intervento diventano sempre più importanti.

Sugli interventi che riguardano i vetri auto, il lavoro del tecnico specializzato non cambia molto rispetto al tipo di alimentazione della vettura. Trattandosi, però, di auto di ultima generazione diventa fondamentale una corretta ricalibratura delle telecamere e dei sensori collegati agli ADAS, i sistemi avanzati di assistenza alla guida. Questi modelli di auto, infatti, richiedono vetri sempre più intelligenti e sofisticati proprio per la presenza di questi dispositivi automatici che supportano il conducente del veicolo durante la guida. Carglass, a proposito, è stata la prima azienda del settore a dotarsi della tecnologia e della formazione di ricalibratura delle telecamere in tutti i suoi Centri di Assistenza.

Nella carrozzeria, naturalmente, l’intervento di riparazione varia a seconda della parte danneggiata. In generale, considerata l’elevata pericolosità dovuta all’alta tensione, per poter operare su auto ibride ed elettriche è indispensabile avere contezza della situazione e poter contare su tecnici dotati delle specifiche certificazioni, senza le quali non è neanche possibile accogliere in officina un carro attrezzi che trasporti queste tipologie di auto.

Il D.Lgs. 81/08, infatti, stabilisce che per svolgere lavori elettrici occorra un personale qualificato e informato sui pericoli derivanti dal rischio elettrico, in possesso di tutti i requisiti per svolgere mansioni sotto tensione. La normativa CEI 11-27, di concerto con quanto indicato dal testo unico della sicurezza, ha stabilito tre qualifiche a seconda del grado di competenza:

PEI: è la persona idonea a svolgere ogni tipo di lavoro elettrico, compresi quelli sotto tensione. In officina, ad esempio, è l’unico tecnico che può maneggiare le batterie, sostituendone anche le celle.

PES: è la persona esperta e responsabile dei lavori elettrici, dotata di conoscenze tecnico-teoriche, in grado di analizzare e valutare i rischi derivanti dall’elettricità ed eseguire lavori fuori tensione e in prossimità. Può supervisionare e delegare ma non intervenire sugli impianti elettrici. Il PES è l’unico tecnico che, attraverso un corso specifico, può diventare PEI. È una figura determinante in officina poiché senza la presenza di almeno un PES non è possibile accettare auto elettriche e/o ibride qualunque sia l’intervento da svolgere.

PAV: è la persona avvertita su come evitare i pericoli derivanti dai rischi elettrici. In qualità di persona messa a conoscenza dei rischi elettrici, può svolgere lavori fuori tensione e in prossimità di tensione, a patto che venga istruita, assistita o supervisionata da una PES. In officina è il meccanico a cui il PEI delega alcuni interventi, una volta accertatosi che non vi sia alta tensione.

Pilota professionista

Guido Casetta

Laureato in Scienze Politiche, sono cresciuto a pane e automobili. Scrivo per professione, guido per passione!

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