giovedì, 21 Novembre 2019 - 9:15

BMW Z4 20i | Prova su strada

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Quando BMW annunciò, finalmente, l’arrivo della terza generazione della BMW Z4, gli appassionati tirarono un sospiro di sollievo. Presentata al Salone di Parigi del 2018, la roadster della Casa dell’Elica, rigorosamente cabriolet, ha subito diviso per il suo design e per la discussa partnership con Toyota Supra: due macchine che condividono molto a livello tecnico, con le dovute precisazioni, come scoprirete leggendo la nostra prova su strada della BMW Z4 20i, la motorizzazione d’ingresso e la prima, di tre, con la quale viene commercializzata la sportiva tedesca.

Se le prime due generazioni di BMW Z4 proponevano il tetto ripiegabile in metallo, sapendosi trasformare da coupé a pratiche cabrio, la nuova Z4 ha scelto la capote in tela dall’indiscutibile fascino (e indiscutibilmente più leggero), così da crearsi una sua nicchia in un mercato di sportive dove le vere novità si contano sempre più sulle dita di una mano sola. Vediamo quindi come va la nuova BMW Z4 20i con il 2.0 benzina sovralimentato da 197 CV.

Meglio il lato B del lato A?

Seppur ci sia stato un tentativo di mantenere un family feeling rispetto alla seconda generazione di Z4, lanciata nel 2012, la nuova parte da un concetto stilistico diverso, pur mantenendo alcuni tratti base come una buona impronta da terra (la larghezza è aumentata di 7,6 centimetri rispetto al passato), il classico cofano allungato e muscoloso (lunghezza ora a 4,32 metri) e l’abitacolo raccolto verso il posteriore.

Avete notato l’alettone posteriore appena abbozzato dalla carrozzeria? Lo ritrovate, uguale identico, sulla nuova Toyota Supra

Bello il lato B, specie per la firma luminosa e per quell’alettone in realtà incorporato nella carrozzeria, così da creare un aspetto visivo piuttosto seducente; è qui che si iniziano a svelare le carte, o meglio la stretta parentela con la Toyota Supra, perché ormai anche i sassi sanno che i due modelli poggiano sulla stessa piattaforma, anche se va specificato che la Supra conta sul motore BMW sei cilindri da 340 CV che viene montato sulla versione più prestazionale della Z4 2019, la M40i. Non ha quindi senso comparare, specie per quanto riguarda le prestazioni, la 20i e la 30i con la cugina giapponese.

Tornando al design, sul frontale, il doppio rene rimane di dimensioni ancora considerate normali e va a schiacciarsi e allungarsi verso i fari a LED, l’aspetto che mi convince meno della nuova Z4. Sarebbe stato bello rivedere la griglia di squalo della vecchia Z3, ma, almeno sulla versione M Sport da noi provata, si fa notare il complesso paraurti e l’inedita feritoia appena dietro i passaruota anteriori, di oggettivo valore estetico e utile a sfogare i flussi disturbati dalle ruote anteriori, segno di una cura costruttiva di grande livello. Cerchi da 19” sulla vettura in prova (in optional, 980 euro), ma sulla M Sport sono di serie i 18”. Anche la vernice Misano Blue (1.000 euro) è disponibile solo per la M Sport (20i e 30i) e la più potente M40i.

Cerchi da 19″ (in optional) e un feeling di guida che si fa più sportivo

Veniamo alla capote in tessuto, una delle protagoniste assolute di questa nuova generazione. Si apre, e chiude, in soli 10 secondi, entro i 50 km/h, tramite un indovinato comando sul tunnel centrale. Sia che quest’ultima sia aperta o chiusa, la linea bassa e filante (la vettura è alta appena 1,3 metri, 4,32 metri la lunghezza) si conferma una caratteristica peculiare di questa Z4 Roadster.

Qualità che si percepisce fuori, alla vista, ma che si nota soprattutto dentro, dove non si riesce a trovare un vero difetto alla BMW Z4 20i così come sulle altre versioni. Di serie c’è il quadro strumenti digitale da 12,3” e lo schermo touch da 10,25” del BMW Live Cockpit Professional che svetta sulla plancia (senza comandi gestuali) ma è la qualità costruttiva ad impressionare: zero cigolii, sedili in pelle Vernasca con inserti in Alcantara e impunture blu M Sport, rivestimenti simil-metallici dal grande feeling tattile, volante in pelle con palette integrate, head-up display, dobbiamo continuare? Grande qualità costruttiva che corrisponde a buone sensazioni di guida? Lo scopriremo a breve.

Facile trovare la posizione di guida, grazie alle regolazioni elettroniche. Il volante, quasi verticale, è da vera sportiva

Va detto che piace il volante quasi verticale rispetto al pavimento, da sportiva vera, e anche la seduta è bassa, quasi attaccata a terra, come deve essere su questa tipologia di vettura. Non per questo viene assolutamente trascurato il comfort, rendendo la nuova Z4 una perfetta compagna di viaggio per la gita fuori porta a tetto aperto (meteo permettendo): il bagagliaio offre una buona capacità di 281 litri, più alta del passato, sufficiente a trasportare due trolley e qualche accessorio. Attenzione alla visibilità posteriore! Con tetto in posizione chiusa, senza telecamera posteriore (optional compreso nel Parking Assistant, 570 euro), auguri…

Alla guida della BMW Z4 20i da 197 CV: agile e scattante, ma troppo raffinata

Da una parte l’abbiamo definita troppo perfetta, ma una volta acceso il motore? Va detto, innanzitutto, che la motorizzazione 20i, pur essendo quella di partenza, propone un buon compromesso tra consumi, come vedremo, e sportività: lo 0-100 km/h viene coperto in 6,6 secondi (4,5 secondi la M40i) mentre la velocità massima è di 240 km/h.

Tra le curve l’inserimento risulta preciso, facile poi sovrasterzare se si esagera con gas e sterzo, se no che trazione posteriore sarebbe…

Il 2.0 turbo benzina eroga 197 CV a circa 1.450 giri/min, con una coppia di 320 Nm sufficiente a darti un calcio (leggero) alla schiena ma solo quando si sceglie la modalità Sport. Essendo una trazione posteriore pura, non è poi affatto difficile “esibirsi” in sovrasterzi di potenza dove la macchina appare comunque sempre molto stabile, mai imbizzarrita, tendente a riportarti sulla retta via (in tutti i sensi).

Curato al punto giusto è poi lo sterzo, poco demoltiplicato e molto diretto, di tipo elettronico e progressivo su tutte e tre le versioni, capace di offrire un angolo diverso a seconda del raggio di sterzata, diventando così rigido sui curvoni e molto più leggero in città o in manovra di parcheggio. Il tetto in tela, ostico per la visibilità, ha in realtà permesso di risparmiare, contando anche i progressi fatti sul telaio, circa 65 chilogrammi, dato importante che si riflette sull’agilità della vettura che vanta, inoltre, dato non meno importante, un’ottima distribuzione dei pesi.

1.420 chilogrammi a vuoto non sono un record ma si ha sempre la sensazione di guidare una vettura che non fatica a riprendere, merito anche dell’ottimo Steptronic a 8 rapporti che si dimostra, ancora una volta, uno dei migliori cambi automatici oggi disponibili sul mercato. Gli va rimproverato il passaggio automatico alla marcia superiore quando ci si avvicina alla zona rossa (6.000 giri/min), il massimo lo si ha comunque superati i 3.500 giri/min.

0-100 km/h in 6,6 secondi e 240 km/h di velocità massima: anche con 197 CV la Z4 si difende comunque bene

Se per l’allungo, per le emozioni forti, la 30i e ancor di più la M40i appaiono più indicate, in curva la 20i si dimostra precisa in inserimento (il differenziale sportivo M è disponibile, a 1.340 euro, sulla 30i, mentre è di serie sulla M40i) e stabile anche alle alte velocità. Il nuovo sistema sospensivo a controllo elettronico dà sicuramente una mano così come l’aumento delle carreggiate cui accennavamo nella parte dedicata al design.

Il discorso cambia selezionando la modalità Comfort o Eco Pro: in questi casi la Z4 si trasforma in una buona compagna di viaggio e il suo ultimo obiettivo è quello di spaccarti la schiena. Il feeling di guida è sì sportivo, ma si trasforma a seconda appunto della modalità di guida selezionata, specie quando presente l’assetto adattivo M (620 euro sulla Z4 M Sport, 1.020 sugli altri allestimenti). Piace anche il borbottio dello scarico, avvertibile nella sola modalità Sport. Criticabile il contributo delle casse audio in abitacolo, una moda che, si spera, finisca il più presto possibile. Un’auto versatile quindi, perfettina, di certo molto lontana dalla vecchia Z4, se per vecchia Z4 intendiamo la serie E85/E86, sicuramente più brutale e già oggetto di culto per molti collezionisti.

Un’auto capace di consumare anche il giusto, sempre a seconda delle ormai famose modalità di guida: si parla di un ciclo combinato intorno ai 6 l/100 km. Dato che ci è sembrato ottimistico ma sicuramente guidare tutti i giorni questa Z4 20i non diventa un salasso economico.

Prezzi e concorrenti

BMW Z4 2019 parte da un prezzo di 43.800 euro per la 20i in versione base. Per una 20i M Sport, come quella della nostra prova su strada, il listino parte da 50.100 euro.  A titolo d’esempio, per una Z4 40i da 340 CV, stessi cavalli della cugina Toyota Supra, il prezzo è di 66.800 euro, mentre la “rivale” giapponese costa 67.900 euro, a fronte di una dotazione di base più completa.

La vettura da noi provata, una Z4 20i MSport molto ben accessoriata, arriva a toccare i 58.000 euro. Concorrenti? Siccome Supra è già stata citata a dovere, tra le altre Roadster decapottabili come non citare Audi TT, Mazda MX-5, Nissan 370Z e Abarth 124 Spider, tutte disponibili in una fascia di prezzo e di potenza comparabili alla entry level della gamma Z4. Qui, infine, trovate il configuratore ufficiale sul sito BMW.

Autore: Tommaso Corona

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