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Crisi Renault: in forse il programma F1 e l’arrivo di Alonso?

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RENAULT F1 TEAM SI PORTA PER DUE VOLTE IN ZONA PUNTI IN UN’INTENSA DOMENICA A SUZUKA
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L’edizione odierna di Gazzetta dello Sport ha lanciato la bomba: la crisi in cui versa Renault, in attesa di conferme ufficiali da parte della Losanga, potrebbe avere come primo effetto la chiusura del programma F1.

Una notizia destinata a sconvolgere il “parco auto” della F1 in formato 2021, poichè il ritiro, come annunciato da Gazzetta, avverrebbe già a fine 2020. Dopo il rientro in pianta stabile, datato 2016, va detto che Renault Sport F1 Team si è dimostrata una lontana parente della squadra che, tra 2005 e 2006, vinse e convinse vincendo due mondiali, l’ultimo dell’era V10 e il primo della parentesi V8, con Fernando Alonso.

Attorno all’asturiano, dato per molti vicino alla firma per rientrare in F1 il prossimo anno in sostituzione di Ricciardo, si annidano ulteriori dubbi se venisse confermata questa voce, ma questo sarebbe il minore dei mali. Ovviamente in tutto ciò si inserisce la crisi (mondiale) dell’auto dovuta al Coronavirus, che avrebbe spinto Renault e i suoi vertici, con l’ingresso di Luca de Meo ormai in procinto d’arrivo, a mettere un grosso punto di domanda sul programma F1.

Renault fuori dalla F1: un’altra vittima del Coronavirus?

Renault infatti produce da sè motori e telai, oltre a fornirli, ancora per un anno, a McLaren F1, che passerà ai Mercedes dal 2021. Da una parte, quindi, risultati non all’altezza, dall’altra una gestione rivedibile dell’affare Ricciardo, mai entrato in sintonia con la squadra francese. In ultimo, anche se sarebbe meglio dire in primis, ingenti investimenti che in epoca di pandemia vanno completamente ridimensionati.

L’unica salvezza potrebbe arrivare dal budget cap, in vigore già dal 2021 il costo delle power unit, in discussione, potrebbe rappresentare un ulteriore ostacolo. Dietro le quinte, sempre secondo la “rosea”, Ciryl Abiteboul avrebbe già stretto accordi con Toto Wolff per far includere i costi delle power unit, altissimi, nel budget cap.

Anche Mercedes, dopo l’entrata in scena del nuovo presidente Ola Kallenius, non altrettanto appassionato come il suo predecessore Dieter Zetsche, avrebbe rivalutato l’impegno della Casa di Stoccarda dopo l’abbuffata di titoli con Lewis Hamilton nell’era turbo-ibrida. Nelle segrete stanze del Circus è in discussione molto più del futuro della categoria…

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