giovedì, 13 Agosto 2020 - 2:41
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Andromeda Smart Roads

Decreto Smart Roads: Andromeda cambierà la sicurezza degli automobilisti?

Tempo di lettura: 3 minuti.

L’atteso Decreto Ministeriale n.168, denominato Smart Roads, è stato pensato per compiere un passo tecnologico in avanti a favore della sicurezza degli automobilisti.

Morti e feriti sulle strade: ancora troppe vittime

Quello dei morti sulle strade rimane infatti un problema di enormi proporzioni, basti pensare alle cifre relative al solo 2018 su scala globale: un milione e 200mila morti a cui sia aggiungono ben 59 milioni di feriti. I decessi legati agli incidenti d’auto, ad oggi, rimangono la settima causa di morte sul pianeta.

Progressi significativi sono stati realizzati grazie a campagne di prevenzione e con l’introduzione di nuove tecnologie legate al concetto di smart mobility, una tematica che nel futuro prossimo sarà sempre più applicata al fine di ridurre al minimo le conseguenze dell’errore umano, che per distrazione e velocità eccessiva causa circa il 94% degli incidenti.

Il Decreto Smart Roads

L’obiettivo del Decreto Smart Roads è proprio lo sviluppo di infrastrutture stradali più sicure, promuovendo lo scambio di informazioni tra il conducente del veicolo e i dispositivi installati su strada.

Questa interconnessione continua consentirà una notevole riduzione degli incidenti e accelererà al contempo le procedure di soccorso. Sempre più attenzione è dunque riservata all’innovazione nel campo della sicurezza stradale passiva, responsabile di diminuire le conseguenze negative di un potenziale impatto.

La nascita di Andromeda: un primo passo verso la sicurezza?

Barriere Andromeda

In Italia c’è SMA Road Safety, dai cui stabilimenti produttivi di Marcianise sono usciti attenuatori d’urto e barriere laterali impiegate in progetti di grande rilevanza come l’Eurasia Tunnel di Istanbul o il ponte più lungo del mondo in Kuwait.

L’azienda ha posto grande attenzione al fattore innovazione creando Andromeda, la prima barriera laterale/spartitraffico interattiva.

Certificata secondo Normativa Europea EN 1317 e presto anche secondo lo standard Americano MASH, si tratta della prima barriera longitudinale fornita già assemblata e cablata in moduli di 6 o 12 metri lineari che richiedono il solo ancoraggio al suolo, garantendo procedure e tempistiche di messa in opera – ma anche di sostituzione – estremamente ridotte.

Un occhio di riguardo è stato dedicato anche alla valorizzazione del territorio circostante, rendendo la barriera visivamente meno impattante rispetto a quelle tradizionali.

Il sistema di illuminazione integrato in Andromeda migliora inoltre la guida notturna o in caso di scarsa visibilità dovuta alla nebbia, ma non solo: grazie a particolari sensori, il sistema è capace di allertare autonomamente e in tempo reale i soccorsi mostrando la posizione esatta dell’incidente, al contempo avvisando anche gli automobilisti diversi km prima che raggiungano il luogo dello scontro.

Gli attenuatori ed i terminali di barriera prodotti da SMA sono dotati di un tag NFC che collegandosi agli smartphone tramite apposita App, da un lato guida gli operatori nelle fasi di installazione e manutenzione, e dall’altro permette al Gestore o Concessionario di gestire l’inventario dei prodotti installati sul proprio tratto stradale.

Già noto è infine Geronimo, il sistema di monitoraggio prodotto e brevettato da SMA che in caso di impatto contro la barriera cattura il video dell’incidente, registra la targa del veicolo e allerta immediatamente i soccorsi. Che possa tornare utili per l’attuazione delle innovazioni di Smart Roads?

Ermes e Taurus: altri due dispositivi di SMA

Il primo è un dispositivo di ritenuta redirettivo ideato per proteggere la parte terminale di guardrail e barriere spartitraffico, e che consente il corretto assorbimento dell’urto senza creare ingombri sulla carreggiata.

Taurus è invece il primo attenuatore d’urto redirettivo appositamente ideato per rendere più sicuri i cantieri stradali.  Consente infatti di proteggere i New Jersey temporaneamente disposti lungo la carreggiata durante i lavori in corso e richiede solo 4 punti di ancoraggio al terreno nella classe di velocità 110km/h, mentre non richiede alcun ancoraggio al suolo nella classe 80.

Autore: Guido Casetta

Laureato in Scienze Politiche, sono cresciuto a pane e automobili. Scrivo per professione, guido per passione!

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