venerdì, 14 dicembre 2018 - 12:57
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Foto di Marco Picchirallo, Donato Migliori, Stefano Mantovani

Divertimento hardcore: BMW Serie 1 M135i e Husqvarna Nuda 900R a confronto

Tempo di lettura: 7 minuti.

Il primo atto delle nostre comparative auto – moto ha visto sfidarsi tra loro un’Audi S5 Sportback e una Ducati Monster 1100 EVO, appena divenute parte della stessa galassia Volkswagen a seguito dell’acquisto della Casa di Borgo Panigale da parte dei Quattro Anelli di Ingolstadt. Questa volta, invece, il quadro sembra essere ribaltato: le due protagoniste della nostra sfida, la BMW Serie 1 M135i e l’Husqvarna Nuda 900R, hanno infatti da poco rotto il loro legame di consanguineità. La Casa di Cassinetta è entrata di recente a far parte dell’orbita KTM – venduta da BMW alla Pierer Industrie AG, società facente capo all’AD del Marchio arancione – non senza forti preoccupazioni dei dipendenti dell’azienda varesina per il futuro incerto che sembra prospettarsi all’orizzonte.

Peccato, perché proprio del connubio italo – tedesco era figlia prediletta la rappresentante delle due ruote nel nostro test, la Nuda 900R, modello crossover tra una supermoto e una naked di grossa cilindrata, capace di unire l’impostazione di guida e l’indole ribelle delle supermotard monocilindriche Husqvarna (ben 6 titoli costruttori all’attivo, tra S1 e S2, nel Campionato mondiale Supermoto per la Casa italiana) e le doti da passista e il grande piacere di guida caratteristici del bicilindrico in linea di 898 cc mutuato dal reparto BMW Motorrad. A confrontarsi con lei, in rappresentanza delle quattro ruote, la BMW M135i, vettura rivelazione del 2012, pluripremiata come migliore hatchback sportiva dell’anno dalle più autorevoli riviste di settore e da molti annoverata tra le così dette “ammazza giganti”: vetture, cioè, che su strade aperte al pubblico sanno dare del filo da torcere a supercar blasonate e iper-prestazionali. Cominciamo, dunque, col metterle alla prova in un contesto cittadino, per saggiare la versatilità di entrambe nell’utilizzo quotidiano prima di esplorare la loro anima più sportiva.

BMW Serie 1 M135i

In città:

Alzarsi al mattino sapendo di avere 425 CV a propria disposizione è senza dubbio un ottimo stimolo a iniziare presto la giornata per un appassionato di motori. Sapere di dover scegliere tra i 320 CV della M135i e i 105 CV della Nuda 900R, però, comporta intere colazioni passate a pensare se imbracciare o meno il proprio casco BELL prima di uscire di casa. In verità, ciascuna scelta è quella giusta: la BMW e l’Husqvarna, infatti, sono entrambe due ottime compagne nel traffico cittadino. L’una vi coccolerà nei suoi sedili anteriori anatomici, che fasciano il corpo in un abbraccio deciso ma non troppo stretto, e sarà felice di darvi il buon risveglio con il rombo del 6 cilindri in linea di 2.979 cc che scalpita nel cofano motore; l’altra, invece, vi metterà subito al centro della scena, con una posizione di guida alta e protesa sull’anteriore, una sella stretta e un po’ rigida, e il bel sound del 2 cilindri che, anche grazie a uno scarico di serie ben accordato, vi saprà strappare un sorriso a ogni accensione.

In sella all’Husqvarna o al volante della BMW è consigliabile adottare un piccolo accorgimento prima di addentrarsi nella giungla urbana. Sulla due ruote si chiama Mappa II, e consiste in un aiutino elettronico che addolcisce l’erogazione del bicilindrico – pur non riducendone la potenza massima – e consente una guida più fluida soprattutto a velocità moderata. Sulla M135i, invece, troviamo la modalità ECO PRO, selezionabile mediante una levetta posta sul tunnel centrale, che consente al guidatore di ridurre al minimo il consumo di carburante. Sulla segmento C di Monaco, infatti, l’elettronica non serve a smorzare le intemperanze del motore – almeno non alle basse andature – ma a consigliare come fare più strada possibile con gli stessi litri di benzina. Così facendo, non resta che godersi la perfetta insonorizzazione dell’abitacolo della tedesca, all’interno del quale solo la voce del 6 cilindri turbo penetra piacevolmente, e lasciarsi stupire dalla grande fluidità con cui il cambio automatico ZF snocciola tutti gli 8 rapporti nel giro di poche centinaia di metri, complice la poderosa coppia motrice disponibile sin dai bassi regimi (450 Nm @ 1.300 giri). Anche la Nuda 900R se la cava bene nel casa – ufficio, dimostrandosi una moto più versatile di quanto ci saremmo aspettati. Nel traffico cittadino si apprezza da subito la posizione in sella: le pedane centrate e il manubrio extra-large consentono, infatti, di tenere il busto quasi perfettamente eretto, a tutto vantaggio della visibilità e della maneggevolezza. La frizione è morbida e facilmente gestibile con i soli indice e medio della mano sinistra, gli innesti del cambio piuttosto fluidi e la frenata sempre sicura. Per un utilizzo urbano, a dire il vero, le pinze Brembo monoblocco ad attacco radiale si rivelano quasi controproducenti; tuttavia è sufficiente imparare a gestire l’enorme potenza frenante per tornare subito ad apprezzarle. Nelle frenate d’emergenza, poi, si può strizzare la leva senza timori: penserà l’ABS, infatti, a intervenire laddove la vostra sensibilità vi avrebbe tradito. Un’ultima annotazione riguarda quanti non superino i 180 cm di statura, che potrebbero giudicare la Nuda 900R un po’ troppo alta da terra. 885 mm, effettivamente, non sono pochi, tuttavia è possibile avvicinare la moto alle proprie esigenze grazie alle regolazioni della lunghezza dell’ammortizzatore.

Husqvarna Nuda 900R Image

Tra le curve:

Come già accaduto durante la sfida tra l’Audi S5 Sportback e la Ducati Monster 1100 EVO, per mettere alla prova le doti dinamiche delle protagoniste del nostro test abbiamo scelto un tratto di strada semideserto, caratterizzato da una gran varietà di curve che si alternano a brevi tratti rettilinei. Il tempo di selezionare la modalità SPORT+, che limita l’intervento dell’elettronica disattivando il controllo di trazione, ed è il momento di affondare con decisione il piede destro sul pedale del gas della BMW. Si sentono le gomme Michelin Pilot Super Sport aggrapparsi all’asfalto alla ricerca di grip, poi si viene schiacciati contro lo schienale mentre la vettura copre lo 0-100 Km/h in 5,1 secondi. A colpire, ancora una volta, è l’ottima trasmissione automatica Steptronic, che snocciola le marce alla velocità della luce, senza mai far rimpiangere la mancata adozione di un cambio a doppia frizione. Al fondo del rettilineo spostiamo il piede sul freno, la cloche su ‘Manual’, e scaliamo un paio di marce agendo sul paddle sinistro; a questo punto portiamo con decisione il muso verso il punto di corda e ci prepariamo a tornare sull’acceleratore in uscita di curva. La risposta del 6 cilindri in linea da 320 CV non si fa certo attendere: la spinta è da sportiva purosangue e non è difficile vedere illuminarsi la spia del controllo di stabilità se si torna sul pedale destro anzitempo. Di qui un susseguirsi di emozioni, scandite dal soffio ‘revival’ della grossa mono-turbina che equipaggia il propulsore BMW N55; tanto che a volte sembra quasi di guidare una hot hatch di metà anni ’80!

BMW Serie 1 M135i

Scendiamo dalla bavarese ancora un po’ increduli: il forte odore di gomma bruciata e il calore sprigionato dai dischi freno testimoniano la bella sequenza di guida appena conclusasi. Adesso è il momento della ‘Husky‘, cui spetta il compito di tenere alto il vessillo delle due ruote; così impostiamo la Mappa I, che rinvigorisce l’erogazione di potenza, abbassiamo la visiera del nostro BELL M3R, e siamo pronti a lanciarci sulle orme della Serie 1. Lasciamo la frizione con il gas a martello e subito l’anteriore prova a guardare verso il cielo; ci concentriamo a tenerlo su strada e abbiamo già toccato i fatidici 100 Km/h in poco meno di 4 secondi. È a questo punto che emergono più chiaramente le differenze tra il twin Husqvarna e il bicilindrico in linea di 800 cc che equipaggia le BMW della serie F, e dal quale il primo deriva. I tanti cambiamenti apportati sotto pelle – tra i quali una testata interamente riprogettata e un nuovo albero motore – fanno sì che il propulsore della Nuda 900R si caratterizzi da subito per la sua consistente curva di coppia e per un’erogazione più pulita rispetto a quella del cugino tedesco. Agli alti regimi, poi, il cambio di passo è meno evidente che sulle bavaresi, proprio perché la spinta è sapientemente distribuita lungo tutto l’arco del contagiri. Trasportati dal bel motore dell’Husqvarna arriviamo in prossimità della prima curva; agiamo con decisione sulla leva del freno anteriore e sentiamo le monoblocco pinzare con decisione sul doppio disco. La frenata è vigorosa e sicura, come si addice a una maxi-motard, ma la generosa corsa della forcella Sachs Up Side Down – ben 210 mm di escursione – fa sì che i trasferimenti di carico risultino piuttosto evidenti nelle staccate decise e che il feeling trasmesso dall’anteriore s’impoverisca leggermente. Meglio, dunque, intervenire sulla regolazione del freno idraulico in compressione, irrigidendo di qualche click le sospensioni, e adottare uno stile di guida un po’ più armonioso, senza cedere a tutti i costi alla tentazione di entrare in curva con i freni in mano. Così facendo la Nuda 900R vi ripagherà con un grande piacere di guida: divertente nel misto stretto, stabile e sicura in quello a medio e ampio raggio. Bisogna conoscerla ed entrare in confidenza per scoprire la sua anima da fun-bike, ma chi cerca una moto che sappia coniugare divertimento di guida e massima versatilità troverà nella ‘Husky’ una delle migliori candidate a occupare un posto nel suo garage.

Husqvarna Nuda 900R

BMW o Husqvarna?

Dopo avere percorso più e più volte il tortuoso tratto di strada da noi prescelto, è il momento di ricondurre le protagoniste del nostro test all’interno del Parcheggio Corso Bolzano – Stazione Porta Susa, accogliente struttura del Gruppo Best in Parking situata in prossimità degli uffici torinesi della Redazione di Autoappassionati.it. Proprio il tragitto del ritorno è foriero di alcune impressioni a caldo riguardanti l’auto e la moto, che bene sintetizzano il nostro giudizio su entrambe. La Serie 1 M135i ci ha affascinato unanimemente; è una delle vetture BMW attualmente in commercio con più carattere e un’ottima scelta per chi è alla ricerca di una vera segmento C sportiva. L’assenza del terzo volume, unita al forte temperamento del 6 cilindri turbo da 320 CV, alla sola trazione posteriore e a un anteriore a dir poco granitico, fanno sì che le reazioni al limite – a elettronica disinserita – richiedano attenzione e una certa dimestichezza con la tecnica del controsterzo. Un’auto intuitiva ma non banale, dunque, con la quale è possibile divertirsi in tutta sicurezza, a patto di mantenere nei suoi confronti quel leggero timore reverenziale che è dovuto a tutte le auto ad alte prestazioni.

Image Husqvarna Nuda 900R Foto

Come la BMW, anche l’Husqvarna Nuda 900R ci ha regalato una coinvolgente esperienza di guida. Nel traffico cittadino, grazie alla Mappa II, si è rivelata una moto elastica e poco faticosa; nel misto guidato, invece, sono bastate poche regolazioni e un po’ di chilometri percorsi in sella per permetterci di apprezzare il suo lato più smaliziato. Con l’ABS disinseribile e 105 CV a propria disposizione – per giunta senza controllo di trazione – l”Husky‘ ripone nelle vostre mani l’asticella del divertimento, forte di una ciclistica accurata e di un motore sempre pronto e robusto. Eppure, se dovessimo scegliere una sola vincitrice al termine della nostra sfida, questa volta sarebbe l’auto ad avere la meglio. Guidare la Nuda 900R è stato entusiasmante, e nulla come lo stare in sella a una moto e sentire l’aria sul proprio corpo è in grado di trasmettere la stessa sensazione di libertà e di soddisfare la propria passione per i motori. Tuttavia, con la Serie 1 M135i gli ingegneri della M Division di BMW hanno voluto concentrare molto del loro sapere nell’abitacolo della due volumi di Monaco, dando prova, ancora una volta, di saper dare forma ai desideri più profondi e inconfessabili degli amanti della guida sportiva.

BMW Serie 1 M135i e Husqvarna Nuda 900R

BMW Serie 1 M135i e Husqvarna Nuda 900R

Autore: Vincenzo Attamante

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