DS 9 E-Tense nera
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DS 9 E-Tense 225: prezzo, interni, motori, prova su strada

Tempo di lettura: 12 minuti

A quasi 10 anni dall’ultima volta, ritorna una vera ammiraglia à la française. Il ritorno è affidato alla nuova DS 9, una vettura che sfida le mode. In un mondo che vuole solo SUV e crossover, la Casa francese (spin-off di Citroen dal 2015) si riappropria delle sue origini. La sua vettura più raffinata è una berlina di grandi dimensioni prima di tutto spaziosa, lussuosa e dalle linee originali. Su DS 9 coesistono dettagli molto appariscenti uniti a citazioni al glorioso passato delle ammiraglie francesi, prima fra tutte la Citroen DS, la Dea che da persino il nome alla Casa parigina.

Nonostante l’indole sia quella di una vettura d’altri tempi, però, DS 9 non è un’auto antiquata, anzi. Sotto il cofano troviamo solamente motorizzazioni ibride plug-in, come quella che spinge la nostra DS 9 E-Tense 225 Performance Line+. In più, l’abitacolo è tecnologico e molto raffinato, così come la dotazione tecnologia e di sicurezza è all’altezza delle altre vetture di questa categoria. Qualche sbavatura, però, non le permette di sfidare le ammiraglie Premium tedesche. Il vero punto di forza di DS 9 è, però, il comfort.

Grazie ad un raffinato sistema di ammortizzatori a controllo elettronico, è in grado di replicare il comfort di una vera ammiraglia francese con sospensioni oleopneumatiche. In più, non manca buona dose di agilità e una buona efficienza del sistema ibrido. Il tutto è infine offerto ad un prezzo molto concorrenziale rispetto alle dirette rivali premium alla spina. Curiosi di scoprire come va su strada questa grande berlina francese? Scopriamo allora dimensioni, interni, motori, prezzi e concorrenti di DS 9 E-Tense. Noi abbiamo provato la versione E-Tense 225, oggi sostituita da una nuova versione da 250 CV con motore a benzina più potente e batteria elettrica maggiorata.

Che cos’è la DS 9? Il ritorno di una vera ammiraglia francese

Prima di conoscere la nuova DS 9, bisogna fare un passo indietro. Che cos’è la DS 9, e perché il ritorno di un’ammiraglia francese è così importante? Fin dagli anni ’50, infatti, le Case transalpine si sono cimentate nella creazione di berline raffinate, eleganti e molto spesso estremamente originali nello stile o nelle soluzioni meccaniche. Insieme a modelli discutibili e altri poco apprezzati, la storia dell’automobile francese è costellata di berline di grandi dimensioni estremamente apprezzate come la Peugeot 605, le Citroen CX e XM e la vettura che da il nome al brand francese, la mitica Citroen DS.

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Nel 2015 abbiamo provato la DS 23 Pallas, da molti considerata la più grande ammiraglia francese mai prodotta

Oltre allo stile e alla raffinatezza tecnica, ad accomunare le ammiraglie francesi è sempre stata l’attenzione quasi maniacale al comfort di marcia. Proprio la DS portò al debutto le geniali sospensioni oleopneumatiche, nate nel 1955 e arrivate dopo varie generazioni al 2017 sull’ultima Citroen C5. Negli ultimi 20 anni, però, il mercato delle ammiraglie cosiddette generaliste, ovvero prodotte da Case non premium, hanno visto le loro quote europee ridursi al lumicino. Schiacciate dai più modaioli SUV e dalle berline premium, forti di brand più forti, le ammiraglie generaliste sono progressivamente diminuite sempre più. La stessa Citroen interruppe la produzione della controversa C6 nel 2012. Da allora, nessuna ammiraglia è stata mai prodotta dall’ex-gruppo PSA, almeno fino ad oggi.

La svolta è arrivata infatti da un mercato dove le berline a tre volumi sono ancora molto apprezzate, e lo spazio a bordo è un aspetto importantissimo: la Cina. Il mercato cinese è affamato di berline a tre volumi, meglio se con tanto spazio al posteriore. L’importanza è tale che Case come BMW e Audi propongono versioni L a passo lungo delle loro berline. Per questo, DS (che ha un’ottima quota di mercato in Cina) ha deciso di riportare un’ammiraglia nella galassia Stellantis, lanciando nel 2020 la DS 9. La nuova berlina francese è la prima ammiraglia francese dal 2012, nonché la vettura più grande e lussuosa nell’intera galassia Stellantis, seconda solo alle Maserati. Vista l’importanza del mercato cinese per questo modello, DS 9 è prodotta proprio in Cina, negli stabilimenti della ex-joint venture Changan-PSA di Shenzen. Da lì, poi, DS 9 è esportata in tutto il mondo, Europa compresa.

Gli esterni di DS 9: elegante e raffinata, ma con qualche tocco sportivo

Le dimensioni di DS 9 E-Tense 225 sono:

  • Lunghezza DS 9 E-Tense 225: 4,93 metri
  • Larghezza DS 9 E-Tense 225: 1,93 metri
  • Altezza DS 9 E-Tense 225: 1,46 metri
  • Passo DS 9 E-Tense 225: 2,89 metri

Che l’ambizione della berlina francese sia quella di offrire qualcosa di diverso dalle solite ammiraglie si capisce analizzando gli esterni di DS 9, diversi da qualsiasi altra vettura intorno ai 5 metri. Lo stile scelto dai designer della Casa parigina riprende tutti gli stilemi di DS: cromature, linee molto originali, tagli netti e qualche tocco sportivo. Rispetto infatti alle versioni Rivoli+, molto più opulente e raffinate, l’allestimento Performance Line+ della nostra prova punta tanto sulla sportività senza eccessi. La grande calandra anteriore, ad esempio, è verniciata in nero lucido. Questa soluzione unita al bel nero metallizzato del nostro esemplare regala un frontale molto deciso alla berlina francese. A dare carattere a DS 9 ci pensano anche le luci diurne a LED che richiamano un po’ i “denti” delle cugine Peugeot e i fari, taglienti e sottili.

Proprio i fari Full LED sono capaci di dare vita ad uno spettacolo di luci e movimenti dei proiettori molto particolare. Appena si accendono, i fari si illuminano di rosa, e appena si accendono gli anabbaglianti i tre elementi centrali ruotano di 180°, risultando incredibilmente scenografici. Il frontale è poi completato dalla banda centrale cromata molto spessa e appariscente, che rimanda al passato delle berline francesi. Il cofano è piuttosto lungo per una berlina a trazione anteriore, mentre lateralmente DS 9 colpisce con dei bei cerchi da 19 pollici bicolore, il badge Performance Line+ davanti al passaruota anteriore e per una linea del tetto molto sinuosa ed elegante. DS 9 unisce, come per l’anteriore, l’eleganza dei profili cromati dei finestrini alla sportività di cerchi, lunotto e disegno posteriore piuttosto dinamico.

In coda, infine, DS 9 sfoggia ancora un terzo volume molto pronunciato, con un disegno spigoloso e originale. Il bagagliaio ha un piccolo alettone posteriore a coda d’anatra che regala sportività alla vettura, mentre i fari full LED hanno un disegno tridimensionale davvero particolare. I fari sono poi uniti da un listello nero lucido, che sulla DS 9 Rivoli+ è cromato, mentre nella parte bassa spiccano i loghi E-Tense (il nome dei sistemi elettrificati di DS) e DS 9, con il logo DS Performance in bella vista. Concludono lo stile posteriore un paraurti avvolgente e le cornici degli scarichi cromate. Potrebbero infatti sembrare scarichi finti, ma in realtà all’interno ci sono due scarichi più piccoli, finti ma non troppo. Il tocco di classe che rende speciale la DS 9 sono le luci di posizione in alto ai lati del lunotto, un rimando alla leggendaria Citroen DS del 1955.

Gli interni di DS 9: eleganti e ben fatti, con qualche scivolone

Salendo a bordo, gli interni di DS 9 sono in grado di stupire per materiali utilizzati e per una plancia originale, che spicca contro le rivali tedesche sempre molto rigorose e pulite. Tutte le rivali utilizzano plance sviluppate in larghezza, con diversi piani orizzontali e superfici tese e pulite. DS 9 non segue questo trend, offrendo una plancia verticale e molto vicina al parabrezza e con uno stile personale e indiscutibilmente francese. I materiali sono poi ottimi, con una finitura in Alcantara che riveste la plancia, il tunnel centrale e gran parte dei pannelli porta, e la qualità costruttiva è a livello delle migliori rivali. Proprio i pannelli sono poi molto sottili e dotati della sola maniglia d’apertura. La regolazione degli specchietti retrovisori è infatti posta alla sinistra del volante, e gli alzacristalli elettrici sono al centro, intorno alla leva del cambio.

Si tratta di una soluzione originale e ormai poco comune, ma che una volta era molto in voga tra le ammiraglie. Tornando agli interni di DS 9 E-Tense 225, si nota immediatamente un mix tra minimalismo e opulenza tipico della Casa francese. Il minimalismo si fa notare nell’assenza di comandi fisici ridondanti sia nella consolle centrale, dominata dal sistema di infotainment, che nel tunnel e sul volante, tutti dotati di pochi tasti e facili da individuare. L’opulenza invece è rappresentata dal tasto d’accensione dal disegno molto particolare. Posizionato sopra lo schermo dell’infotainment, questo tasto è retroilluminato, pulsa e, quando viene premuto, fa risorgere dalla plancia l’orologio analogico B.R.M. a scomparsa. Si tratta di un tocco davvero particolare, che fa capire subito l’originalità della vettura. Dietro il volante a quattro razze troviamo un quadro strumenti digitale da 12″, come l’infotainment centrale.

Entrambi hanno una grafica romboidale molto originale che non complica la leggibilità dei dati, sempre garantita. Se però il quadro strumenti è fluido, completo e non mostra il fianco a critiche, l’infotainment è uno dei limiti degli interni di DS 9. Lo schermo da 12″ ha un’ottima risoluzione, è molto completo e ha tante funzionalità. Anche Android Auto ed Apple CarPlay funzionano bene, ma sono solo via cavo. In più, il comodo alloggiamento del telefono davanti al cambio costringe a inserire lo smartphone al contrario per poter utilizzare il connettore di ricarica. Il vero limite è però l’assenza di un menù principale. Per DS, infatti, tutto è richiamabile con i tasti a sfioramento alla base dello schermo, retroilluminati ma solo a vettura accesa. In marcia, poi, non è facilissimo richiamarli, e l’utilizzo del sistema è sempre un po’ macchinoso.

DS 9 E-Tense bagagliaio

In quanto a spazio, invece, gli interni di DS 9 convincono. I sedili sono comodi e piuttosto contenitivi e regolazioni elettriche molto precise Non male anche la funzione massaggio, che garantisce viaggi comodi e rilassati. Spostandoci dietro, invece, scopriamo un divano comodo e spazioso anche per i più alti, e non mancano le bocchette per il clima, le prese di ricarica e uno schermo dedicato alla climatizzazione dei passeggeri posteriori. Questo schermo presenta però un importante difetto: l’auto non ha un clima trizona, ma solo bizona. Le modifiche fatte dietro, quindi, affliggono anche i passeggeri anteriori, modificando la potenza della ventola e la temperatura sia davanti che dietro. Concludendo con gli interni di DS 9, il bagagliaio è generoso con i suoi 510 litri di capacità minima, ma non da record: la presenza delle batterie del sistema ibrido lo limita parecchio.

I motori di DS 9: solo ibrida plug-in fino a 360 CV

Parlando di sistema ibrido, a livello di meccanica e motori di DS 9 quest’ultima è disponibile in Italia esclusivamente con alimentazioni ibride plug-in. Al lancio, il listino prezzi italiano di DS 9 proponeva due versioni ibride alla spina, la top di gamma da 360 CV con trazione integrale e la versione che abbiamo provato, la DS 9 E-Tense 225 con, appunto, 225 CV. Le due versioni condividono lo stesso layout: la piattaforma è la EMP2 nella sua versione più lunga, condivisa con la Peugeot 508. Rispetto alla berlina-coupé a quattro porte del Leone, il passo è più lungo di 10 cm, mentre il powertrain elettrico è pressoché lo stesso, con poche modifiche tra le due versioni.

Sia la versione 225 che la 360 CV condividono lo stesso 1.6 quattro cilindri turbo, che sulla 225 a trazione anteriore ha 180 CV. Per la 225, il 1.6 da 180 CV è affiancato da un motore elettrico da 110 CV, posizionato tra il motore e il cambio automatico EAT8 a 8 marce con convertitore di coppia e alimentato da una batteria da 11,9 kWh. Insieme, erogano 225 CV e 360 Nm di coppia scaricati tutte sulle ruote anteriori, in grado di far scattare gli oltre 1.800 kg della berlina francese da 0 a 100 km/h in 8,3 secondi e di raggiungere i 240 km/h.

La versione E-Tense 360 4×4 aggiunge al 1.6 da 200 CV e al motore elettrico anteriore da 110 CV un secondo motore elettrico da 113 CV, che porta la potenza totale a 360 CV e la coppia a ben 520 Nm. le prestazioni, così, diventano davvero sportive: 0-100 km/h coperto in 5,6 secondi e velocità massima autolimitata a 250 km/h. La batteria da 11,9 kWh si ricarica in 1 ora e mezza tramite una presa in corrente alternata da 7,4 kW. L’autonomia? Secondo il ciclo WLTP, DS 9 è in grado di percorrere fino a 50 km a zero emissioni.

Concludendo con la meccanica e i motori di DS 9, lo schema delle sospensioni è piuttosto raffinato, con un anteriore che sfrutta uno schema McPherson e un posteriore a ruote indipendenti di tipo Multilink. Oggi, però, la versione da 225 CV da noi provata non è più disponibile. Al suo posto è arrivata una nuova DS 9 E-Tense 250, con motore a benzina dalla potenza maggiorata a 180 CV e una batteria che passa a 15,6 kWh. Questa nuova soluzione garantisce prestazioni migliori (0-100 km/h in 8,1 secondi) e un’autonomia che arriva a 61 km secondo il ciclo WLTP.

Prova su strada DS 9: silenzio, si guida

Dopo aver scoperto esterni, interni e meccanica di DS 9, la prova su strada ci dirà effettivamente di che pasta è fatta la berlina francese. Appena si sale a bordo, si rimane colpiti dall’ambiente elegante e raffinato. Tutte le superfici sono rivestite in pelle o Alcantara, regalando un ottimo feeling. In città, lo sterzo è preciso e leggero, le sospensioni sono sempre capaci di gestire al meglio le asperità della strada e la visibilità buona davanti, meno dietro. Nei parcheggi non convince il sistema di telecamere a 360°. Non troviamo infatti una visuale in tempo reale ma costruisce un’immagine laterale con il movimento dell’auto, e la qualità non è a livello delle rivali premium. DS 9 si rifà però con un’ottima agilità figlia del pianale EMP2 e per un sistema ibrido E-Tense con una risposta più pronta rispetto ad altri sistemi plug-in, soprattutto se viene selezionata la modalità Sport.

Ci sono infatti quattro modalità di guida per DS 9 E-Tense 225, che regolano la risposta di powertrain ibrido, sterzo, sospensioni e la visualizzazione del quadro strumenti. La prima è la Electric, che permette di percorrere fino a 35 km reali a zero emissioni; segue la Comfort, che rende più paciosa la risposta del motore, dello sterzo e delle sospensioni; la Hybrid è la più equilibrata, capace di gestire al meglio motore termico ed elettrico e la risposta di sterzo e sospensioni; infine, la Sport rende più rigide le sospensioni, riducendo il rollio in curva, lo sterzo diventa più duro e il motore sviluppa i 225 CV. Non è però la guida sportiva il pane di questa vettura.

Se si comincia a spingere, DS 9 è sempre stabile, sicura e anche piuttosto veloce, ma non è affilata come una BMW Serie 5. Lo sterzo infatti è poco comunicativo, le sospensioni anche in Sport rimangono piuttosto morbide e i 225 CV fanno quello che possono per rendere vivace un’auto da oltre 1.800 kg. Le maggiori soddisfazioni, infatti, sono restituite nella guida tranquilla e nei lunghi viaggi. In questi frangenti, DS 9 è in grado di rivaleggiare anche con le migliori rivali tedesche. Grazie ai doppi vetri e ad un attento lavoro di insonorizzazione, DS 9 è estremamente silenziosa e rilassante, riducendo al minimo i rumori ambientali. Nonostante i grandi cerchi da 19 pollici il rumore di rotolamento è contenuto, e lo sterzo leggero e l’ottima risposta delle sospensioni regalano ottime sensazioni. La berlina francese riprende infatti tutte le qualità delle sue illustri progenitrici, anche senza le sospensioni oleopneumatiche.

Sebbene questo sistema non sia più presente, DS lo ha sostituito con un più tradizionale sistema di sospensioni a controllo elettronico DS Active Scan Suspension. Questo sistema è regolabile dall’interno selezionando una delle modalità di guida, ma utilizza anche le telecamere degli ADAS per scandagliare il manto stradale e regolare la risposta degli ammortizzatori alle asperità della strada. Il risultato è un assetto morbido ma mai troppo cedevole, che sullo sconnesso però riesce ad isolare molto bene l’abitacolo. Solo i dossi più alti e le buche più grandi si fanno sentire, ma principalmente a livello acustico. Il cambio EAT8, che nella guida più spinta risulta pronto ma non prontissimo, è quasi impercettibile nei cambi marcia, e il sistema ibrido è molto fluido e ben armonizzato.

In extraurbano, la vettura è facile da guidare, silenziosa e precisa tra le curve, macinando centinaia di km in souplesse senza divertire ma regalando un grande comfort e relax. Anche in autostrada DS 9 è a suo agio, grazie ad un powertrain pronto in caso di sorpassi, silenzioso e ad una grande stabilità nei lunghi curvoni in appoggio. I sedili comodi e gli la guida autonoma di Livello 2 permettono poi di digerire centinaia di km senza alcuna fatica. A proposito degli ADAS, rispetto alle rivali tedesche la fluidità del Cruise Control adattivo non è eccezionale, e il mantenitore di corsia non è sempre precisissimo, ma svolgono egregiamente il loro lavoro.

DS 9 però contrattacca con la presenza del sistema Night Vision, visto fino ad oggi solo sulle ammiraglie di lusso. Una telecamera ad infrarossi riprende i corpi caldi davanti all’auto, indicando la presenza di persone, animali o veicoli anche nel buio più totale. Concludiamo l’esperienza di guida con i consumi di DS 9, piuttosto buoni anche a batteria scarica. Se, caricando la batteria e utilizzando la modalità Hybrid, si percorrono anche 25 km/l in un percorso misto. Con batteria scarica, invece, la media è di circa 15 km/l. In città riesce a percorrere 13 km/l, mentre in extraurbano si sta sui 19 km/l, mentre in autostrada a 130 km/h il 1.6 ronfa a meno di 2.500 giri e percorre 15,5 km/l.

Prezzo DS 9 e concorrenti: ammiraglia al costo di una berlina media

Il prezzo di DS 9 E-Tense 225 in versione DS Performance+ è anche quello d’accesso per la gamma DS9. Sono infatti due gli allestimenti proposti in gamma, il DS Performance+, lussuoso ma sportivo, e il top di gamma Rivoli+, quasi opulento. La DS Performance+ da 225 CV a trazione anteriore era offerta a circa 56.000 euro, e ha un’ottima dotazione di serie. Ogni DS 9 offre di serie i fari full LED ad orientamento automatico, fendinebbia, Cruise Control adattivo, clima automatico bizona, sedili elettrici e rivestimenti in pelle e Alcantara. Non mancano poi il doppio schermo da 12 pollici per quadro strumenti e infotainment e i cerchi da 19 pollici. La Rivoli+, invece, aggiunge interni in pelle, clima bizona esteso con schermo posteriore e la guida autonoma di Livello 2, optional sulla DS Performance+.

Per avere una DS 9 come quella della nostra prova con Night Vision, clima bizona esteso e Drive Assist servivano almeno 60.000 euro. Come detto prima, oggi DS 9 è proposta con un nuovo powertrain da 250 CV, che alza il prezzo di partenza a circa 59.000 euro. Un prezzo alto in assoluto, ma molto interessante rispetto alle dirette concorrenti di DS 9. La berlina francese se la deve infatti vedere con le berline di Segmento E plug-in, quasi tutte premium. BMW 530e, Mercedes-Benz E 300 e, Audi A6 50 TFSIe e Volvo S60 T8 sono le rivali dirette, con prezzi di almeno 10.000 euro superiori. Le uniche berline generaliste sono la Skoda Superb iV e la cugina Peugeot 508 Hybrid, che però non sono delle vere ammiraglie.

Ma allora a chi è destinata la DS 9, e come si confronta con le rivali dirette? Anche nelle idee di DS, questo non è un modello destinato a fare grandi numeri di vendita. DS 9 è una halo car, una vettura che dimostra ciò che è in grado di fare DS e di ispirare i clienti a scegliere il brand e le vetture più piccole a seguire le sue orme. Il suo stile personale ed elegante, gli interni molto curati e il comfort eccellente sono i suoi punti di forza. Alla guida DS 9 è rilassante, facile e sempre stabilissima, e il powertrain ibrido spinge bene senza esagerare nelle prestazioni, con consumi ottimi con batteria carica e buoni anche a batteria scarica. È quindi la berlina perfetta? Sicuramente no: come tutte le vetture, anche DS 9 ha dei limiti.

Gli ADAS non sono a livello delle migliori rivali, l’infotainment è un po’ macchinoso e lo schermo del clima posteriore non è ottimamente studiato. DS 9 è una vettura per chi cerca un’esperienza d’altri tempi, che punta su comfort e qualità e non su tecnologia e connettività impeccabili. Rilassante, vivace e poco assetata, DS 9 riesce a riportare l’esperienza delle famose ammiraglie francese nel 2022, senza rinunciare a sistemi di sicurezza, powertrain ibridi e connettività con lo smartphone. Il brand DS non ha ancora l’appeal delle rivali premium, ma quest’automobile dimostra che DS e Stellantis possono raggiungere già puntare in alto. In un futuro sempre più elettrico, infine, quest’ottimo sistema ibrido plug-in fa capire che la prossima DS 9 potrebbe giocarsi molto bene le sue carte.

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