martedì, 17 luglio 2018 - 0:26
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Fiat Uno Turbo

Fiat Uno Turbo i.e., l’auto che ha inventato gli anni Ottanta

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Anni Ottanta e turbo sono parole così connesse tra loro che potrebbero quasi essere sinonimi. L’evoluzione tecnologica, del resto, è strana: a volte resta ferma per secoli, altre fa passi avanti incredibili in pochi anni.

Così c’è stato un periodo iniziato più o meno con l’arrivo sul mercato della prima Porsche 911 Turbo (1974) e durato almeno venti anni, fino all’uscita di produzione della Lancia Delta Integrale, in cui era quasi impossibile pensare di progettare un’auto sportiva senza ficcarle una bella turbina nel cofano. E le dimensioni non contavano. Così dopo soli due anni dall’uscita della Uno, la Fiat decide di mettere in vendita la variante “cattiva”. È il 1985 e con l’arrivo della Fiat Uno Turbo i.e. la storia sta per cambiare. La piccola torinese pesa solo 845 e per il motore sono state fatte le cose in grande. Gli ingegneri piemontesi non si limitano a prendere un monoblocco esistente e ad adattarlo per la sovralimentazione, ma ne disegnano uno inedito. La base di partenza è il 4 cilindri 1.116 cc della Ritmo 65, ma la corsa viene allungata utilizzando le misure del 1.498 cc montato sulla Ritmo 105TC.

Il risultato sono 1.301 cc di cattiveria pura, con una potenza massima di 105 CV a 5.750 giri e una coppia di 147 Nm a 3.200 giri. Per passare da 0 a 100 km/h servivano 8,3 secondi e la velocità massima era di circa 200 km/h. Numeri impressionanti per l’epoca. La Ritmo 105 TC dona anche il cambio a 5 rapporti, mentre l’impianto frenante è composto da dischi autoventilanti anteriori da 240 mm e pieni posteriori da 227 mm.

Dal 1987 si poteva avere come optional il sistema Antiskid, una specie di ABS semplificato che agiva solo sulle ruote anteriori, ma che non ebbe molto successo anche a causa di alcuni malfunzionamenti. L’allestimento esterno prevedeva un nuovo paraurti con fendinebbia integrati e prese d’aria supplementari per l’intercooler e il radiatore dell’olio. Al posteriore, invece, spiccavano il portellone con spoiler integrato e il terminale di scarico piatto cromato. Altri particolari esclusivi della Uno turbo erano i sedili in velluto nero con loghi Fiat rossi e la moquette del pavimento dello stesso colore.
Fiat Uno Turbo

Nel 1989 arriva il restyling della Fiat Uno Turbo che interessa tanto la carrozzeria quanto il motore. Quest’ultimo cresce di cilindrata fino a sfiorare gli 1,4 litri (la corsa è la stessa della Tipo). La pressione di sovralimentazione sale da 0,55 a 0,8 bar, grazie al nuovo turbocompressore Garett che sostituisce il precedente IHI. Così la potenza arriva a 118 CV e ci sono anche un’altra manciata di newtonmetri a un regime più basso. La velocità massima cresce fino a 205 km/h ma è l’accelerazione da fermo a essere impressionante, con soli 7,7 secondi per il classico 0-100 km/h. Quando si parla della Fiat Uno Turbo, tuttavia, non si può non ricordare che questa è l’auto che ha reso popolare il tuning in Italia, rinverdendo i fasti delle varie 500 con coppa dell’olio Abarth. L’elaborazione più classica prevedeva la turbina KKK K16, il quinto iniettore, lo scarico sportivo, il filtro dell’aria e una nuova mappatura della centralina. Il 1.4 passava così a circa 180 CV, spendendo relativamente poco. Poi c’era il secondo step, dove la turbina era quella della Croma turbo i.e. (sempre KKK ma K24) e si installavano i pistoni stampati, arrivando a vedere i 200 CV.

Autore: Alessandro Vai

Le auto e i motori, una passione diventata una ragione di vita. Volevo fare il pilota ma poi ho studiato marketing e ora il mio mestiere è scrivere

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