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La Forma del Futuro: al Mauto di Torino si celebrano i 90 anni di Pininfarina

la forma del futuro
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Ha aperto i battenti pochi giorni fa, più precisamente il 20 maggio, “La Forma del Futuro”, percorso itinerante che tra le splendide sale del Mauto accompagna il visitatore alla scoperta dei 90 anni recentemente festeggiati da Pininfarina, costruttore profondamente legato a Torino. 

Da qui l’innata capacità di immaginare la forma del futuro propria dell’azienda fondata nel capoluogo piemontese nel maggio del 1930. 16 gli esemplari esposti, tra concept car e vetture esclusive che guardano al futuro, come l’ultima Battista con i suoi 1.900 CV tutti elettrici. Aperta al pubblico fino al 12 settembre 2021, sarà la voce del Presidente Paolo Pininfarina a guidare il turista: basterà infatti inquadrare i QR Code relativi a ogni modello per sentirne, e apprezzarne, la storia. 

In un anniversario così importante per la nostra azienda, che celebriamo al Mauto con un anno di ritardo a causa dell’emergenza sanitaria – spiega il Presidente Paolo Pininfarina, figlio di Sergio e nipote del fondatore “Pinin” – guardiamo al nostro percorso concentrandoci su capolavori che, ciascuno a modo proprio, hanno rappresentato un salto in avanti nella concezione dell’automobile. Il design ha la capacità di migliorare continuamente la vita delle persone e fornire la risposta per immaginare un nuovo futuro. Questa è la nostra missione, e lo sarà anche per i prossimi 90 anni”. 

I 16 modelli in mostra non raccontano solo la storia di un’azienda cresciuta all’insegna dell’innovazione e di un Marchio che ha portato il design italiano nel mondo. Raccontano anche una storia di uomini che, con il loro intuito e la loro capacità di circondarsi di talenti, hanno dato un contributo fondamentale al progresso dell’automobile. 

la forma del futuro

A cominciare dal Fondatore Pinin Farina, un pioniere dell’evoluzione dello stile e dello studio dell’aerodinamica, che descrive come “la forma della velocità”: già nel 1936 abbraccia la causa della modernità con il concept rivoluzionario della Aprilia, per poi scolpire carrozzerie memorabili come la Cisitalia 202 ed innumerevoli modelli per marchi prestigiosi come Ferrari, Lancia, Alfa Romeo, Rolls-Royce. L’attitudine all’innovazione viene ereditata dal figlio Sergio Pininfarina, che nel 1972 decide di realizzare, in piena crisi petrolifera, la prima galleria del vento in Italia, rendendo familiari parole come efficienza energetica, emissioni, eco-sostenibilità. Concetti che avrebbe poi riproposto con innumerevoli prototipi di ricerca come la Ecos del 1978, il primo a trazione elettrica, o la CNR, insignita del Compasso d’Oro. Negli anni 2000 è la terza generazione a spingere sull’innovazione. Andrea Pininfarina lancia una serie di progetti di ricerca sulle forme e le tecnologie del futuro, come la city car elettrica BlueCar e la spettacolare Sintesi, con la quale Pininfarina è uno dei primissimi player ad esplorare il tema della connettività e dell’infotainment. L’attuale Presidente, Paolo Pininfarina, raccoglie il testimone con progetti che fanno della sostenibilità ambientale una bandiera, dalle concept elettriche Nido EV e Cambiano alla prima auto da pista a idrogeno H2 Speed, fino alla hypercar elettrica Battista, che diventerà una piccola serie prodotta nell’atelier Pininfarina di Cambiano.

Benedetto Camerana, Presidente del MAUTO, commenta: “La mostra per i 90 anni di Pininfarina rinnova l’impegno del MAUTO a promuovere una conoscenza scientifica del design dell’automobile. Celebrare la straordinaria storia del marchio torinese, esplorandone anche i percorsi futuri, per noi significa valorizzare la grande competenza del nostro territorio. Riguardando ancora una volta i capolavori presenti nella mostra, e gli altri da noi esposti in permanenza, vedo emergere una sintesi continua che definisce l’idea di un classicismo universale: ogni auto, ogni prototipo, pur rispondendo alle necessità di un momento storico e anticipandone altre in divenire, si impone allo sguardo per il suo valore senza tempo, sospeso tra passato e futuro. Il caso esemplare di questa condizione è la Cisitalia 202, un’opera d’arte industriale che dal 1947 e da Torino continua a conquistare gli occhi del mondo”.

Il percorso de “La Forma del Futuro” e tutti i modelli esposti

La mostra si sviluppa attraverso aree tematiche. Si inizia con la sezione ARTE, che non può che essere dedicata all’icona Pininfarina per eccellenza, la Cisitalia 202, auto riconosciuta come la spartiacque nella storia del design applicato alle auto. Sarà la prima vettura al mondo esposta  in un Museo di Arte Moderna, nel prestigioso MoMA di New York.

L’area STILE introduce alla ricerca in grado di dettare le scelte stilistiche degli anni a venire. Una costante nella storia di Pininfarina, sempre perseguendo l’obiettivo numero uno, ovvero la creazione di automobili che riescano ad esprimere bellezza e il buon gusto tipicamente italiano. Un approccio che trova nella relazione con Ferrari, quest’anno giunta al 70° anniversario, un’incredibile conferma. Innumerevoli i modelli che, all’epoca del loro debutto, presentano soluzioni che avremmo ritrovato qualche anno dopo in vetture di serie di successo. Esempi di questa capacità sono le tre Ferrari in esposizione. La P6, definita da Paolo Pininfarina “la madre di tutte le berlinette”, è destinata a rimanere solo uno studio di stile, ma le sue linee – il suo muso affilato ed allungato e le sue luci rettangolari Carello – sono un’anteprima del linguaggio stilistico che caratterizza la gamma Ferrari durante gli anni ’70.

E la Berlinetta Boxer del 1971 ne è l’esempio, anche se a prima vista potrebbe sembrare completamente diversa. Presentata come prototipo di stile al Salone di Torino del 1971, la BB segna la conversione di Enzo Ferrari alla soluzione tecnica del motore centrale. Da questo prototipo nel 1973 prenderà avvio la costruzione in serie, sia pure con le necessarie modifiche dettate dalla sperimentazione e dalle esigenze industriali, della 365 GT4. A completare il trittico Ferrari, la concept car Sergio, nata nel 2013 come omaggio a Sergio Pininfarina per poi tradursi, due anni dopo, in una piccola serie di 6 unità. Un oggetto radicale ed essenziale orientato alle performance, dove il parabrezza viene sostituito da un “parabrezza virtuale” progettato in Galleria del Vento con la funzione di deviare il flusso d’aria sopra la testa del guidatore.

la forma del futuro

Segue, nell’area RICERCA, una sfilata di esemplari che testimoniano la ricerca formale e aerodinamica, gli studi sulla sicurezza e sull’architettura degli interni, la sperimentazione di nuovi materiali riciclabili ed ecocompatibili, l’applicazione di propulsioni amiche dell’ambiente. Durante la crisi energetica degli anni ’70, per esempio, l’industria si concentra sull’aerodinamica e sulle fonti alternative di energia per ridurre il consumo di benzina. Pininfarina risponde sviluppando il prototipo CNR Energetica 1, forma di carrozzeria aerodinamica ideale. Gli anni ’90 testimoniano una più approfondita coscienza dei problemi ambientali, una maggiore ricerca nel campo dei materiali riciclabili e dell’ergonomia, un concetto di “packaging” del veicolo più efficiente. Pininfarina offre nuove soluzioni con il macro-progetto Ethos, una famiglia di 3 veicoli eco-compatibili di diversa configurazione (spider, coupé, city car) con il telaio in alluminio, carrozzeria in resina riciclabile, motore termico innovativo con emissioni ridotte, fino ad arrivare, nel 1995, alla Ethos 3EV, vettura a emissioni zero. A fine anni Novanta Pininfarina rivolge la sua attenzione alla ricerca di veicoli ibridi con progetti come Metrocubo che, con abitacolo modulare e dimensioni ridotte, risponde anche ai problemi della circolazione cittadina e di medio raggio. Nel 2004 torna ad un tema già anticipato con prototipi come Sigma e Alfa Romeo P33: la sicurezza. Con il progetto Nido, Pininfarina affronta ancora una volta il tema della city car con un concept concepito come un nido protettivo attorno ai due passeggeri. Il suo design conquista tutti e viene premiato con il Compasso d’Oro.

Lasciando l’area RICERCA si entra nella seconda parte dell’esposizione, dove ogni vettura è uno spettacolo irripetibile. Si inizia con l’area TECNOLOGIA, dove troviamo due oggetti di ricerca applicata al mondo delle vetture da corsa. Da un lato, la Sigma Grand Prix del 1969, progetto per monoposto di Formula 1 che raggruppa concetti e soluzioni originali di sicurezza tesi a ridurre drasticamente la componente di rischio intrinseca a questo sport. Dall’altro, la H2 Speed, la prima auto da pista a utilizzare l’innovativa tecnologia delle celle di combustibile alimentate da idrogeno: il risultato è un bolide a zero emissioni con una velocità di oltre 300km/h, eletto Concept Car of the Year 2016.

Prima del gran finale, la mostra regala, con l’area MITO, uno sguardo su quei capolavori che, grazie al loro stile senza tempo, sono entrati nell’immaginario collettivo come sinonimo di bella automobile italiana, sovente anche grazie a Hollywood: tra tutti, il Duetto guidato da Dustin Hoffman nel film Il Laureato, qui evocato in alcuni dettagli, oltre che nel nome, dalla concept car 2uettottanta. Lo spider del futuro secondo Pininfarina debutta a Ginevra nel 2010 in occasione dell’ottantesimo anniversario dell’Azienda. Un concetto che rappresenta la visione innovativa, proiettata nel terzo millennio, di un tema saldamente presente nelle radici della Pininfarina, lo spider a 2 posti. 

A chiudere il cerchio è l’area FUTURO perché qui troviamo la Pininfarina che verrà. Intanto due concept che, per aspetti diversi, raccontano la visione Pininfarina dell’auto di domani. Con la Sintesi si esplora il futuro dell’auto in termini di architettura, tecnologia e connettività. Un veicolo a zero emissioni alimentato da una catena di trazione a celle di combustibile con quattro motori elettrici sulle ruote. Per i suoi contenuti vince il Red Dot Design Award nel 2008. La Cambiano, invece, fissa nuovi parametri di ecosostenibilità nel segmento delle vetture di lusso ad alte prestazioni, vantando come proprio punto di forza una trazione elettrica che consente di avere emissioni pari a zero nel ciclo urbano. Non a caso si aggiudica il Premio per l’Innovazione ADI Design Index 2013. La sostenibilità ambientale si ritrova anche negli interni, in parte realizzati con il legno riciclato delle “briccole”, i pali di quercia europea usati per segnare la navigazione nella laguna di Venezia.

Pininfarina Battista

Infine, la Battista, il concept di una hypercar elettrica presentato al Salone dell’Auto di Ginevra 2019 da Automobili Pininfarina, il nuovo marchio di auto di lusso sostenibili controllato da Mahindra & Mahindra Ltd. Emblema dell’eccellenza di Pininfarina nel design e nella manifattura artigianale di vetture esclusive, la Battista avrà prestazioni di livello mondiale, innovazioni tecnologiche all’avanguardia e naturalmente uno stile unico ed elegante.  Disegnata e co-sviluppata da Automobili Pininfarina e Pininfarina SpA, sarà prodotta in 150 esemplari realizzati individualmente a mano presso l’atelier Pininfarina di Cambiano. Portando il nome del Fondatore, la Battista rappresenta uno straordinario connubio fra il passato e il futuro dell’automobilismo firmato Pininfarina.

Arricchiscono questa sezione i modellini in scala dei prototipi Mythos, Modulo, Lancia Aprilia aerodinamica e Fiat Abarth 750.

Oltre alla mostra “La Forma del Futuro”, il MAUTO espone in modo permanente altri capolavori Pininfarina:

– Fiat tipo Zero 1912 – Fervore meccanico 

– Cisitalia 202 1948 – Rivoluzione Italiana

– Ferrari 365 GT4 2+2 1973 – Good bye Lenin

– Ferrari 308 Gtb 1980 – Morphing – Design

– Alfa Romeo Duetto 1600 Junior 1972 – Morphin – Design

– Ferrari Mondial 1984 – Open Garage

– Lancia Aurelia B 20 1958 – Open Garage

– Fiat 130 coupé 1971 – Open Garage

– Cadillac Allanté 1992 – Open Garage

– Lancia Flaminia presidenziale 1961 – Piano Terra (collezione del Quirinale, Roma)

– Lancia D24 1953 – Formula

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