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Foto di Gabriele Bolognesi

Maserati Ghibli S MY16 | Prova su strada

Tempo di lettura: 5 minuti.

Con il lancio del Model Year 16, iniziato a metà giugno 2015, Maserati introduce nuovi ed esclusivi contenuti per l’intera gamma delle sue berline di lusso. Noi abbiamo provato a fondo la nuova Maserati Ghibli S MY16 equipaggiata con il 3.0 V6 Twin Turbo da 410 CV omologati EURO 6 assemblato in esclusiva dalla Ferrari a Maranello.

A livello estetico la Ghibli è bellissima, imponente e statuaria ma al tempo stesso in grado di trasmettere quella leggerezza dinamica tipica delle auto del Tridente. I legami con la sorella maggiore Quattroporte sono evidenti, ma la Ghibli esprime una personalità più aggressiva e sportiveggiante.

La calandra trae ispirazione dall’attuale GranTurismo e rimanda la memoria alla classica A6 GCS degli anni ’50. Di ispirazione storica anche il caratteristico montante posteriore, cui la vettura deve il suo magnifico aspetto da coupé, che reca il classico logo della Saetta Maserati, perpetuando una tradizione risalente al 1963.

La forma dei gruppi ottici converge verso il simbolo del Tridente e ogni angolo è disegnato per attirare lo sguardo sul leggendario badge Maserati. L’aspetto filante della vettura è confermato anche dal basso coefficiente di penetrazione aerodinamica pari a 0,31 CX.

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Uno dei motivi per cui il design degli esterni della Ghibli è così peculiare è da ricondurre in parte all’uso di proiettori bi-xeno e di luci diurne a led anche per i fari posteriori, nei quali i led integrano la funzione delle luci di posizione in un anello illuminato che si sviluppa attorno al gruppo ottico stesso.

Lusso e qualità all’interno

Gli interni della nuova Ghibli, si distinguono nettamente dalla Quattroporte. Si respira l’aria del salotto buono, ma allo stesso tempo la presenza del carbonio e dell’inconfondibile Tridente sul volante ci trasmette la sensazione di essere su una vera sportiva. Anche la vista è appagata perché – come per gli esterni – le forme curvilinee del cruscotto e del tunnel centrale sono molto sensuali.

I materiali sono ottimi, l’assemblaggio è perfetto e la pelle ricopre tutti gli spazi in cui le mani di passeggeri e conducente possono arrivare. Ci si trova subito a proprio agio, tutto e posizionato al posto giusto eccezion fatta per il pulsante di avviamento del motore, come già notato su Quattroporte anche su Ghibli è troppo nascosto sotto il volante, un peccato che per un romantico autoappassionato non è veniale.

Pur essendo caratterizzata dalle linee aggressive da coupé, la Ghibli riesce ad offrire ai passeggeri dei sedili posteriori uno spazio per la testa tipico di una berlina executive senza ricorrere ai classici compromessi delle altre berline premium stile coupé, questo grazie al passo abbondante di 2,998 metri.

L’ampio tunnel centrale separa i sedili anteriori e ospita due portabicchieri ed un accendisigari che funziona anche da presa da 12 V. La sua consolle è dotata di uno scomparto per cellulari oltre a prese USB e Aux-in per il collegamento di apparecchi esterni. La consolle dispone anche di una bocchetta d’aria dedicata per permettere al condizionatore di raffreddarne il contenuto. I sedili posteriori della Ghibli sono altrettanto lussuosi, con i due sedili esterni specificamente progettati per offrire il massimo comfort anche nei viaggi prolungati e un ottimo sostegno laterale.

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L’impianto audio è stato totalmente rinnovato a partire dal MY16 e ora è disponibile un nuovo sistema Harman Kardon; standard su tutte le versioni di Quattroporte e a richiesta su Ghibli. L’impianto assicura potenza e qualità sonora straordinarie grazie a 10 altoparlanti e a un amplificatore da 900 watt.

L’impianto audio Premium Surround Bowers & Wilkins, optional, rappresenta l’eccellenza tra gli impianti hi-fi delle auto di serie, grazie soprattutto alla nuova funzione Clari-Fi, disponibile a partire dal MY16.

Nuovi contenuti per il Model Year 2016

Tra i nuovi contenuti del Model Year 2016 troviamo il sistema Blind Spot Alert (optional) che utilizzando segnali visivi e acustici avvisa il guidatore se un veicolo entra in un “punto cieco” così collisioni durante un cambio di corsia. Questo sistema monitora i punti ciechi attorno al veicolo attraverso due sensori radar, posizionati all’interno della fascia del paraurti posteriore.

La funzione Rear Cross Path è invece pensata per aiutare il guidatore durante l’uscita in retromarcia da un parcheggio. Utilizzando dei sensori montati su ciascun lato del paraurti posteriore, il sistema rileva la presenza di veicoli o oggetti diretti verso la vettura a una velocità compresa tra un minimo di circa 1-3 km/h e un massimo di circa 16 km/h, andature tipiche delle situazioni di parcheggio.

Il Power Boot, disponibile in opzione su Ghibli, permette di aprire o chiudere automaticamente il baule e di bloccarlo in posizione chiusa. Oltre a utilizzare questi comandi, è possibile aprire e chiudere il cofano baule semplicemente muovendo il piede sotto il paraurti posteriore. In quest’ultimo caso, per ragioni di sicurezza il cofano baule si aprirà e chiuderà solo se il sistema di sensori, riconosce la prossimità della chiave.

Grazie al chip Apple integrato nell’MTC, a partire dal MY16 è stata introdotta l’utile funzionalità di bordo per l’utilizzo dei dispositivi iOS. Sfruttando la tecnologia Bluetooth, Siri funge da assistente personale, permettendo a chi guida di utilizzare l’iPhone, l’iPad o l’iPod Touch con i comandi vocali e di formulare domande per ottenere vari tipi di informazioni.

Alla guida del 3.0 biturbo da 410 CV

Alla guida della Maserati Ghibli S, abbiamo apprezzato fin da subito la spinta poderosa del 3.0 l, in grado di un’ottima reattività fin dai bassi regimi. Sullo 0-100 km/h la vettura fa registrare un tempo interessante di 5 secondi e in ogni caso l’accelerazione non è minore anche a velocità superiori. La coppia è di 550 Nm, mentre la velocità massima è di 285 km/h.

Il cambio è l’otto marce ZF che ben si comporta e ottimamente si adatta alle situazioni di guida, riuscendo ad essere confortevole nella guida di tutti i giorni per poi trasformarsi in un fucile da cecchino forzando l’andatura e liberando i 410 CV chiusi sotto il lungo cofano dalla Ghibli. Le grosse palette del cambio in alluminio (Maserati Active Shifting), non solidali con lo sterzo, sono abbastanza reattive e invogliano a guidare in modalità manuale (tasto M sul tunnel centrale), sicuramente la più soddisfacente durante la guida sportiva.

Lo sterzo è l’elemento che ci ha convinto meno nel complesso, peccando leggermente in prontezza quando si strapazza la Bella di Modena ad alte velocità. La grande demoltiplicazione che ha subito va ad influire sulla leggerezza – superba, invece, in città dove le manovre e il traffico non rappresentano un problema – e sul feedback quando affrontiamo curve ad alta velocità.

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Questo compromesso dovuto, alla fine non incide sul divertimento alla guida che la Ghibli è in grado di regalare quando si apre il gas. Grazie ad un passo così ampio, i traversi sono concessi essendo anche piuttosto semplici e soddisfacenti. Il divertimento si amplifica quando si preme il dito sul pulsante Sport che modifica ogni parametro in favore della prestazione, compiendo, in alcuni casi, dei veri e propri miracoli, data la massa della vettura (1.885 kg).

Un capitolo a parte andrebbe dedicato al sound. I quattro scarichi emettono una delle migliori colonne sonore mai uscite da un V6, con un rumore rauco e corposo, ma mai invasivo all’interno dell’abitacolo che è insonorizzato in maniera maniacale. Se non si abbassa il finestrino è molto difficile sentire l’urlo graffiante della Ghibli, che dà il meglio di sé nelle scalate, con quel borbottio che scalda i cuori degli appassionati di auto ogni tempo. Gran parte del merito va di nuovo al tasto Sport che, oltre a farci divertire, apre le valvole degli scarichi, cambiando nettamente il timbro.

Alla modalità Sport è possibile aggiungere, sempre tramite uno dei pulsanti alla sinistra della leva del cambio, le sospensioni attive (Skyhook), che controllano l’assetto garantendo una maggiore precisione in inserimento e in uscita di curva, dove anche il differenziale posteriore a scorrimento limitato fa il suo lavoro per farvi schizzare fuori alla massima velocità.

Quando l’andatura è tranquilla si può tenere un occhio di riguardo ai consumi (omologati nel misto 10,4 l/100 km) facendosi aiutare dal sistema I.C.E. (Increased Control and Efficiency), attivabile premendo il tasto sul tunnel centrale, che permette una guida più morbida, tramite cambio, scarichi e acceleratore votati alla massima efficienza

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Ottimo, infine, anche l’impianto frenante che lavora sodo per frenare la vettura in ogni condizione e che, durante la guida sportiva, non si affatica così facilmente, nonostante debba giocare costantemente contro la fisica.

Prezzo e concorrenti

La Maserati Ghibli S parte dal prezzo di 84.263 euro e offre una dotazione di serie che comprende, tra gli altri accessori, anche i fari bi-xeno, il sistema multimediale Maserati Touch Control e il sistema keyless. La vettura che abbiamo provato era dotata, inoltre, di optional come lo Sport Pack, i sensori di parcheggio, le tendine elettriche, il sistema di controllo delle sospensioni e la vernice rossa che fanno salire il prezzo di diverse migliaia di euro.

La Maserati Ghibli a livello di concorrenti se la deve vedere con il blocco tedesco composto da Audi A7, BMW Serie 6 Gran Coupé, Mercedes-Benz CLS e con l’inglese Jaguar XF.

Maserati GhibliS 0027

Autore: Federico Ferrero

Direttore Autoappassionati.it

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