giovedì, 21 Novembre 2019 - 1:38
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Charles Leclerc pagelle GP Giappone

Pagelle GP Giappone: promossi e bocciati a Suzuka

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Una vittoria buttata o Mercedes troppo forte su un circuito che le ha consegnato il sesto titolo costruttori consecutivo (eguagliato il record Ferrari ’99-’04)? Alla prova dei fatti, una Ferrari troppo sprecona, dopo una qualifica da mille e una notte, buttato alle ortiche una vittoria assolutamente alla portata. Non è solo di lei che ci occupiamo ora che è tempo di dare i voti con le pagelle GP Giappone, diciassettesima prova del mondiale di F1.

Promossi e bocciati nelle pagelle del GP Giappone 2019, a voi!

Valtteri Bottas torna il Valtteri di inizio mondiale, quando sorprese tutti con una vittoria stratosferica sotto le luci del pomeriggio australiano di Melbourne. Importante la partenza, dove è stato bravo ad approfittare dell’indecisione di Vettel e da lì la gara è in discesa, con un terzo posto conquistato, con merito, in qualifica, davanti a Hamilton, il quale cade in una strategia non certo vincente (a causa della seconda sosta finisce dietro a Vettel e lì rimane). Rimane sempre l’impressione, però, che questi “sprazzi” siano ben poca cosa davanti alla costanza di re Lewis, e il 2020 potrebbe essere l’ultimo anno di Valtteri ai piani alti, nonostante tutto. Voto 8,5.

Lewis Hamilton si accontenta di un terzo posto senza infamia e senza lode e, soprattutto, senza lamentarsi di una seconda sosta rivedibile, almeno come tempistiche, che lo priva del secondo posto. Lui sa che la festa per il mondiale è solo rimandata al Messico o al più tardi ad Austin, e il sesto titolo è già in cassaforte. Fortunato quando a Leclerc si stacca lo specchietto che finisce rovinosamente sul suo di specchietto. Forse Halo avrebbe evitato il peggio ma rimane comunque mezzo miracolato…8 sulla fiducia.

Mercedes si becca un bel 10 in pagella. Impossibile non premiare le doti di un team che ha vinto tutto, e di più, da quando in F1 è entrato il turbo-ibrido. A Suzuka, poi, è stato commovente vedere la festa delle frecce d’argento con un pensiero rivolto a lassù, a quel Niki Lauda che questo team ha contribuito a crearlo. Un 10 pieno se lo merita anche lui…

Vettel torna protagonista a metà, ed è complice dell’harakiri in salsa giapponese. Bravissimo a cogliere una pole che mette a zittire il buon Leclerc, specie considerando che Vettel ama Suzuka, rovina tutto al via con una falsa partenza che non viene penalizzata perché il tedesco si accorge subito dello sciagurato errore e si ferma prima di ripartire con evidente deficit. Bravo a non perdersi d’animo e a finire 2°, rimane la macchia dell’errore, da principiante. Voto 8 (media tra 10 in qualifica e 6 politico in gara).

Leclerc, 6, torna coi piedi per terra. Il principe ci mette troppa foga quando si trova Verstappen a fianco spedendolo nella via di fuga. A motori spenti, ammette le sue colpe, giusto così. Bravo ma rovinare tutto in appena una curva non corrisponde esattamente all’identikit del pilota Ferrari in formato mondiale, come si spera potrà essere nel 2020. La sanzione di 15 secondi è la giusta punizione all’arrembante Leclerc che torna da Suzuka con un mezzo sorriso e la consapevolezza che i gran premi non si decidono alla prima curva. Serve solo affinare questi aspetti, ne uscirà un pilota completo pronto per vincere seriamente in ogni occasione.

Albon, bene, si merita 8. Bene perché rispetto a Gasly appare molto più costante da quando ha preso il suo sedile e bene perché tolto dai giochi Max Verstappen, vittima del contatto con Leclerc e ritirato pochi giri dopo, è toccato ad Alexander portare in alto il motore Honda della sua Red Bull. Un alto che si è tramutato in una medaglia di legno, il massimo raggiungibile, con Leclerc dietro, dalla RB15 di Adrian Newey a Suzuka.

Carlos Sainz, 9. Il pilota meno inquadrato della storia della F1 (lo inquadrano solo quando accusa problemi tecnici) si porta a casa un ottimo quinto posto che permette alla McLaren di consolidare il quarto posto mettendo a distanza Renault, la quale ha piazzato entrambe le macchine in top ten (voto 6,5). Lo spagnolo figlio d’arte è il volto nascosto della rinascita McLaren, poi c’è Norris che piace, va veloce, e fa divertire, ma gli arriva dietro, almeno per questa volta causa contatto con Albon.

Voto 3 ad Alfa Romeo Racing e ai suoi piloti. Dopo la gara di Monza, dove almeno Giovinazzi era riuscito a emergere con un consistente nono posto, la scuderia italo-elvetica sembra essere sprofondata appena la F1 ha iniziato a viaggiare fuori dall’Europa. Cosa sta succedendo al team diretto da Frederic Vasseur? Urge ritrovare la quadra perché la zona bassa della classifica non piace a nessuno e i propositi a inizio anno erano ben altri. L’addio del progettista Simone Resta, tornato a Maranello, ha evidentemente spiazzato il team sponsorizzato Alfa Romeo, già concentrato in ottica 2020.

Difficile dare un brutto voto alla Williams, messi come sono messi, ma vedere Kubica arrivare a dire che, analizzando lo stato di forma della scuderia inglese, c’è qualcuno che sembra farlo apposta è il chiaro segno che correre così non ha davvero senso. Il prossimo anno i regolamenti rimarranno su per giù gli stessi, e ok, ma nel 2021?

Voto 10 al pubblico giapponese, sempre super appassionato e per niente intimorito dal tifone Hagibis che ha creato grossi danni alle infrastrutture e alle popolazioni. I tifosi di F1 con gli occhi a mandorla sono tra i più fanatici del mondiale e, considerata la bellezza di una pista come Suzuka, sarebbe un guaio rinunciare a un connubio così. Voto 10 anche al circuito, il circuito del Sol Levante è sempre tra i migliori del mondo a 360°.  

Autore: Tommaso Corona

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