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Rapporto Censis – Michelin: l’auto è ancora prima scelta italiana di mobilità

Tempo di lettura: 3 minuti.

Alla luce del rapporto stilato da Censis – Michelin sulla mobilità degli italiani, la scelta dell’automobile come trasporto rimane sul gradino più alto.

Gli italiani parlano chiaro: sicurezza e automobile

L’auto resta la regina della mobilità, perché più adatta alla personalizzazione degli spostamenti:

  • Meno prossimità
  • Meno “abitudinarietà”

Secondo il rapporto Censis – Michelin per gli italiani i freni e gli pneumatici sono i garanti di viaggi sicuri. E il 48% non si fida dell’auto a guida automatica. Quindi viaggiare sicuri è il primo desiderio degli italiani che si spostano con la propria auto.

In particolar modo, tra i desideri comuni troviamo la richiesta di:

  • Tante tecnologie per la sicurezza
  • Evitare le collisioni
  • Supporto/aiuto alla guida in situazioni pericolose
  • Monitoraggio dello stato di salute del guidatore

Guida automatica: l’italiano storce il naso e non si fida

Un dato che fa riflettere riguarda la guida automatica: l’auto portata senza il controllo diretto del guidatore non rassicura.

  • Il 47,8% degli italiani è contrario
  • Il 30,4% è favorevole
  • Il 21,8% rimane più o meno indifferente

Scendendo nei dettagli, tra i contrari il 35,7% pensa che solo una persona alla guida sia una vera garanzia di maggiore sicurezza. E d’altro canto solo il 10,5% dei favorevoli crede che la guida automatica darà maggiore sicurezza.

Il “no” all’auto senza controllo del conducente dipende proprio dalla convinzione che non innalzerà gli standard di sicurezza. È quanto emerge dal rapporto Censis – Michelin sulla mobilità degli italiani.

Quali componenti sono privilegiati per la sicurezza?

Viaggiare sicuri vuol dire avere buoni freni e buoni pneumatici. Nella documentazione Censis – Michelin, i componenti dell’auto di cui si occupano gli italiani prima di iniziare un viaggio per garantire maggiore sicurezza alla guida sono:

  • Per il 71,7% i freni
  • Per il 64,7% gli pneumatici
  • Poi l’olio del motore (36,2%)
  • Le cinture di sicurezza e l’airbag (30,1%)
  • L’acqua del radiatore (22%)
  • Il funzionamento delle luci (18,5%)
  • La frizione (10,7%)

I freni sono richiamati di più dalle donne (73,3%) e gli pneumatici dagli uomini (70,5%), che li reputano importanti tanto quanto i freni.

Solo il 3,4% degli italiani dice che tutto è ugualmente importante: la grande maggioranza sa distinguere tra i componenti e punta a tenere d’occhio il corretto funzionamento di freni e pneumatici.

Auto VS bici: il risultato è scontato?

Ma quale bicicletta o mezzi pubblici: è ancora l’auto la regina della mobilità degli italiani, secondo le stime del rapporto Censis – Michelin.

Il 65,4% degli italiani (era il 57,4% nel 2001) utilizza l’automobile per i propri spostamenti: sono 27 milioni, con un incremento del 17,4% rispetto al 2001. Nel lungo periodo si riduce il ricorso a:

  • Trasporto pubblico: -20,3% dal 2001, lo utilizzano 1,8 milioni di persone nel giorno feriale medio
  • Moto: -45,7%, la utilizzano 1,2 milioni di italiani
  • Bicicletta: -10,4%, la utilizzano 1,4 milioni di persone

Diminuisce anche la quota di coloro che si spostano a piedi: -23,6%, 7,1 milioni di persone. Bicicletta, moto e mezzi pubblici non scalfiscono il primato dell’auto.

Più distanza, meno abitudini = podio per l’auto

L’equazione del titolo fa riflettere. Distanze più lunghe e meno “abitudinarietà”: ecco perché vince l’auto. Sono 11,4 milioni (ben 4 milioni in meno rispetto al 2001) le persone che nel giorno feriale medio percorrono fino a un massimo di 2 km di spostamento.

I “pendolarissimi” che percorrono oltre 50 km al giorno sono 1,2 milioni (500.000 in più rispetto al 2001), 9,7 milioni percorrono tra 10 e 50 km (+2,9 milioni), 19 milioni tra 2 e 10 km (+2 milioni).

Questi dati portano ad evidenziare un paio di abitudini di vita degli italiani: meno prossimità, più pendolarismo su distanze medio-lunghe. E per questo motivo si può parlare di quotidianità della mobilità.

Aumenta lo spostamento anche nel tempo libero

Cresce anche la mobilità per il tempo libero, seguendo sempre i dati di Censis – Michelin: pesa per il 34,8% degli spostamenti (+2,1% tra il 2008 e il 2016).

Per il 36,7% si tratta di spostamenti per ragioni di studio o di lavoro (+0,8%), per il 28,5% per la gestione familiare (-2,9%). La quota di mobilità per il tempo libero cresce molto in ambito urbano e anche negli spostamenti extraurbani.

Autore: Simone Arnulfo

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