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SEAT Leon ST Cupra | In pista a San Martino del Lago

Tempo di lettura: 3 minuti

È un Peter Wyhinny sorridente ad accoglierci nel paddock del Circuito San Martino del Lago, struttura alle porte di Cremona che con i suoi 3.450 metri di lunghezza ha ospitato il lancio stampa italiano della SEAT Leon ST Cupra, variante station wagon della hatchback sportiva di Martorell.

L’ottimismo del Direttore di SEAT Italia si spiega non soltanto con la sua passione per la guida tra i cordoli (gli spettatori del Campionato Castrol Cupra Cup ricorderanno il suo cognome tra quelli dei partecipanti al monomarca dedicato alla SEAT Ibiza), ma anche con gli incoraggianti dati di mercato che vedono il marchio spagnolo di proprietà Volkswagen segnare un incremento del 15,8% rispetto al 2013, nonché il più alto ricavo della sua storia. Trend positivo anche nei primi mesi del 2015, con un +7,5% rispetto allo stesso periodo del 2014 e la Leon che ribadisce il suo ruolo di leadership nelle vendite.

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Tra i cordoli di San Martino del Lago

Dismessi i panni del manager e indossati quelli del gentleman driver, è lo stesso Peter a illustrarci le caratteristiche del tecnico tracciato lombardo: 11 curve di diverso raggio, 5 a destra e 6 a sinistra, per mettere alla prova le doti di handling della pepata Leon ST Cupra, che anche nella versione da famiglia non rinnega la filosofia di auto emoción.

Selezioniamo la modalità CUPRA dal SEAT Drive Profile, che parametra la risposta di sterzo, acceleratore, cambio e sospensioni, e abbandoniamo la corsia box a ruota di un pilota-istruttore della SEAT Driving Academy. I primi giri sono di riscaldamento, per capire dove mettere le ruote e cercare qualche riferimento utile in fase di frenata; poi la pace car alza il ritmo, e subito ci troviamo a pestare con decisione su entrambi i pedali nel tentativo (vano) di tenere il ritmo di chi ci precede. Il 2.0 litri turbo a iniezione diretta eroga una potenza di 280 CV e una coppia massima di 350 Nm disponibile già dai bassi regimi, così ci troviamo catapultati a oltre 200 km/h in fondo al rettilineo di 970 metri, pronti per rilanciarci in un nuovo giro.

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Superiamo il muretto dei box e impostiamo la curva 1: anticipiamo l’inserimento con il piede ancora sul freno, poi riapriamo lo sterzo e lasciamo scorrere la Leon verso il cordolo esterno. L’ESP Sport concede al retrotreno qualche libertà in più, e agevola la direzionalità della vettura in fase d’ingresso curva; tornati sull’acceleratore è il differenziale anteriore elettroidraulico a fare la differenza, garantendo una motricità invidiabile e aiutando a chiudere le traiettorie. Lo sterzo progressivo permette di monitorare al meglio il comportamento dell’auto, e la regolazione adattiva dell’assetto (DCC) agisce sulla taratura delle sospensioni per esaltare la dinamica di guida e tenere a bada rollio e beccheggio. Assetto piatto e ben smorzato che ci permette di percorrere in pieno la curva 7, un curvone veloce a destra dove si ritarda il punto di corda per trovarsi sul cordolo in uscita con lo sterzo già riallineato.

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Performance Pack, per chi sogna il Ring

Facciamo raffreddare i freni e rientriamo in pit lane per il cambio auto. A San Martino, infatti, abbiamo la possibilità di provare anche la Leon ST Cupra equipaggiata con il pacchetto sportivo Performance Pack, che comprende un nuovo impianto frenante con dischi da 370 mm e pinze Brembo, cerchi in lega da 19 pollici con pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2 e minigonne laterali in tinta con il colore della carrozzeria (Dynamic Grey nel nostro caso).

Basta rimettere le ruote in pista per capire che si tratta di un optional irrinunciabile per gli amanti della guida e dei track day domenicali. I cerchi maggiorati rendono l’auto ancora più piatta in percorrenza di curva, e gli pneumatici con spalla ribassata e mescola specifica sembrano calamitare la Leon all’asfalto. In fondo ai rettilinei è San Brembo a cambiare le regole del gioco, con un feeling al pedale che non risente dell’affaticamento e una modularità imparagonabile a quella dell’impianto di serie. S’imposta la curva 9 decelerando da circa 215 km/h, spostando il piede sul pedale sinistro solo in corrispondenza del cartello dei 100 metri.

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In uscita di curva, poi, l’efficacia delle gomme Michelin è tale da far pensare a una diversa taratura del differenziale autobloccante in abbinamento al pacchetto sportivo. Gli uomini SEAT, però, confermano che a livello meccanico non ci sono differenze: la magia (perché di questo si tratta) è tutta attribuibile alla mescola di derivazione racing delle Pilot Sport Cup 2, le stesse che hanno permesso alla Leon SC Cupra di girare sulla celeberrima Nürburgring Nordschleife sotto gli 8 minuti. A San Martino del Lago in uscita dalle curve 3 e 4 (raccordate), dalla curva 5 in appoggio e dalla 8 che immette sul rettilineo, gli pneumatici francesi permettono di adottare uno stile di guida aggressivo, tornando senza esitazioni sull’acceleratore senza paura che l’asse anteriore devii verso l’esterno.

Un upgrade tecnico il Performance Pack per il quale bisogna mettere in conto una spesa aggiuntiva di poco inferiore ai 3.000 €, ma capace con poche modifiche di rendere ancor più affilati gli artigli della Leon Cupra 280.

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Foto di Gabriele Bolognesi

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