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Stellantis Melfi: oltre 4.000 lavoratori a rischio licenziamento

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Un nuovo, brusco e preoccupate ridimensionamento potrebbe colpire lo stabilimento Stellantis di Melfi. Il sito potentino, stando alle ultime prospettive, vedrebbe a rischio migliaia di posti di lavoro a causa dell’imperante crisi. Ormai da mesi prosegue la stessa storia ed una risoluzione a stretto giro pare piuttosto complicata. Tra i problemi di approvvigionamenti dei semiconduttori e quelli legati ai costi energetici, dai piani alti di Stellantis starebbe filtrando la notizia di oltre 4.000 esuberi temporanei. A pagarne le spese di questa decisione sarebbero anche le imprese rientranti nell’indotto.

Stellantis Melfi: rischio licenziamenti, interviene la politica regionale

Con più di 4.000 posti di lavoro a rischio e l’intero indotto a pagarne le conseguenze, il governatore della Regione Basilicata, Bardi, si è dovuto interfacciare telefonicamente con Davide Mele, Deputy Chief Operating Officer di Stellantis per Emea, a cui ha manifestato in pieno la preoccupazione provata riguardo i recenti risvolti nella struttura di Melfi. Per avere qualche rassicurazione, ha perciò chiesto al manager della società un appuntamento.

Il presidente lucano ha spiegato di voler coinvolgere i suoi colleghi De Luca, Toma e Zingaretti per chiedere un coordinamento pure tra le regioni sedi di stabilimenti produttivi, il tutto per definire strategie ed interventi urgenti a supporto dell’occupazione. I tre governatori vogliono individuare una linea d’azione comune da sottoporre all’attenzione del Governo nazionale, sia a quello guidato da Draghi sia a quello futuro.

Intanto la Regione Basilicata creerà una task-force nell’ambito della crisi aziendale che riguarda lo stabilimento Stellantis Melfi ed occupazionale coinvolgendo professionisti esterni con un idoneo bagaglio di competenze ed esperienze, poiché il ridimensionamento del settore automotive avrà un impatto sulla Basilicata intera. Sulla base di ciò verranno coinvolti, inevitabilmente, anche i sindaci ed i sindacati. La transizione ecologica farà molto bene all’ambiente, ma al tempo stesso metterà a dura prova il mondo del lavoro.

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