mercoledì, 21 novembre 2018 - 8:33
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sulle orme della via della seta saratov

Sulle orme della Via della Seta – Giorno 14: da Nukus a Saratov

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Continua il viaggio Sulle orme della Via della Seta della Peugeot Crew a bordo della 3008 GT Line. Questa volta la tappa ha visto il viaggio da Nukus, Uzbekistan, a Saratov, Russia. Ecco le parole dei protagonisti del viaggio:

Partiti alle 5.30 da Nukus, ci siamo diretti verso la dogana Uzbeko/kazaka. Circa 150 km di strada bianca, che definirla tale è quasi un eufemismo. In realtà, è una strada ricavata da alcuni terreni abbandonati dove TIR e auto hanno creato un sentiero per arrivare alla dogana.

Purtroppo, l’andatura è molto limitata sia dalla strada sia dalla mancanza di gasolio: abbiamo dovuto utilizzare tutte e 2 le taniche di scorta di gasolio che avevamo. Arrivati in dogana vediamo subito la diffidenza del personale di frontiera. Ci controllano passaporti e auto molto minuziosamente, neanche fossimo dei contrabbandieri.

Ok, passata la dogana entriamo in Kazakistan, sperando di trovare una strada migliore di quella trovata per arrivare in frontiera. Le nostre speranze sono però vane, altri 200 km di strada dissestata al buio e, solo grazie ai fari full LED di cui è dotata la Peugeot 3008 GT Line, supportati dall’illuminazione aggiuntiva installata per questa spedizione, ci permettono di arrivare indenni al di fuori di quella strada assurda. Arrivati al primo distributore kazako, facciamo pieno di taniche e serbatoio.

La 3008 ci ha portato in Kazakistan, ora però dopo neanche 1 ora di sosta dobbiamo ripartire subito, diretti verso un’altra frontiera, quella Kazaka/Russa. Viaggiamo tutta la notte a turno. Ci fermiamo solo un paio d’ore per dormire in auto perché la strada dissestata ci ha tolto molte energie e non vogliamo rischiare. La 3008 è molto comoda e ci permette di recuperare un po’ di forze. Percorsi altri 600 km, di cui 400 di strada “bianca”, arriviamo alla frontiera.
sulle orme della via della seta saratov

Il check point kazako però ci regala una sorpresa poco gradita: esiste solo il check point kazako e non più quello russo. Né su navigatori, né su cartine cartacee questo è segnalato. Parlando con il check point riusciamo a capire che dobbiamo tornare indietro e dirigerci verso l’ingresso di Oral. Per cui ci troviamo costretti a viaggiare a ritroso per andare a questa diversa frontiera. Dopo svariate ore ci troviamo nuovamente ai controlli. Il personale kazako ci sbatte subito fuori dall’auto, mentre Luca rimane dentro per i controlli della vettura. Viene controllata in ogni suo centimetro per poi essere fatta uscire.

Arriviamo in frontiera russa e, per fortuna, qui le cose sono molto più veloci. Il personale molto disponibile ci aiuta anche nella compilazione delle carte di immigrazione che qui non hanno traduzione inglese. Usciti dalla frontiera russa tiriamo un sospiro di sollievo, mancavano solo 300 km a Saratov, nostra meta per il pernotto. Purtroppo, tale sollievo dura poco. Anche in uscita di dogana russa troviamo 130 km di strada dissestata, piena di buche e avvallamenti che rendono molto lento il nostro arrivo a Saratov.

Dopo svariate ore arriviamo alla meta e la città di Saratov ci pare subito molto popolare, molti palazzi alti mal tenuti, strade poco ordinate e assenza totale di persone che girano, anche perché siamo arrivati in citta alle 2 di notte passate. Ora ci riposiamo e domani partiremo per mosca, La sveglia è alle 6 per cui giusto il tempo di riposare poche ore e lavarci dopo giorni di viaggio no stop.

Autore: Guido Casetta

Laureato in Scienze Politiche, sono cresciuto a pane e automobili. Scrivo per professione, guido per passione!

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