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Opel Ascona

I 50 anni di Opel Ascona: la storia della cinquantenne tedesca

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Arrivava esattamente cinquant’anni fa, nel 1970, la Opel Ascona, un gradito ritorno nel segmento delle berline di classe media, abbandonato 12 anni prima con quella Kadett venduta con il nome di Opel Olympia. 

L’anno che apre gli anni ‘70 diventa quindi quello del debutto per Opel Ascona, il prototipo della berlina sportiva che avrebbe fatto scuola in quel periodo: sbalzi ridotti, maneggevolezza e divertimento di guida ai primi posti nei desideri degli ingegneri. Il nuovo modello si collocava tra la Kadett e la Rekord delle quali riprendeva molte componenti: da una parte le componenti meccaniche della Kadett (motore 1.6 da 68 CV o 80 CV della versione S), poi, dal marzo 1972, arrivò anche il 1.2 da 60 CV. 

Alle versioni con carrozzeria berlina a 2 e 4 porte, offerti negli allestimenti base e lusso, nel marzo 1974 si affiancò l’elegante station wagon Voyage con finiture esterne tipo legno. Viene ricordata come la prima compatta “lifestyle” di un costruttore tedesco: da lì a poco molte giovani famiglie iniziarono a desiderarla come antesignana delle station wagon di oggi, poi in parte soppiantate dai SUV…

Opel Ascona

Nel ‘71 arrivarono le Ascona S e SR, con potenze fino a 90 CV. In cinque anni, Opel produsse 691.438 esemplari, dei quali 75.570 in versione Voyage. La Ascona-B venne quindi presentata nel 1975, proseguendo il successo: non furono molti gli aggiornamenti, quasi del tutto riservato all’estetica. Vero è che la gamma delle motorizzazioni si arricchì praticamente subito di un propulsore di 1.196 cc da 60 CV, nel 1978 di uno di 1.998 cc da 100 CV e di un 2.100 Diesel da 58 CV (43 kW). Fino al 1981 ne furono costruiti e venduti 1.512.971 esemplari

Non c’è due senza tre, senza contare i rally…

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La terza serie (Dopo la B, la Ascona-C), arrivò il 18 settembre 1981 al Salone di Francoforte e si segnalava soprattutto per l’adozione della trazione anteriore che permise di allungare il passo fino a 2.57 metri, senza dover modificare le dimensioni esterne. L’anno seguente la gamma delle motorizzazioni si arricchì di un 1.6 Diesel da 54 CV (40 kW) e di un 1.800 ad iniezione. La Ascona-C 1.8i fu invece la prima Opel dotata di catalizzatore. Anche per la “C”, un risultato di rilievo: 1.721.649 esemplari prodotti.

C’è poi uno spazio che Opel Ascona si è conquistata nel mondo dei rally. A partire dalla seconda generazione, dopo i successi della Kadett, fu scelta la versione SR come base per la vettura da competizione. Al volante della Ascona iscritta dall’Opel Euro Händler Team, Walter Rohrl e Jochen Berger conquistarono il Campionato Europeo Rally del 1974 vincendo sei delle otto prove e dominarono il campionato con il punteggio, mai più eguagliato o superato, di 120 punti.

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Nel 1975, poco prima che la Opel Ascona-A fosse sostituita dalla generazione B, Rohrl e Berger prevalsero nel Rally dell’Acropoli, conquistando la prima,  storica, vittoria di Opel nel Mondiale Rally. La vittoria vera e propria del mondiale arrivò nel 1982, sempre con Rohrl, con la potente super-Ascona (o Ascona 400, da 240 CV).

Opel Ascona, come le coupè Manta e GT, fu venduta con successo negli Stati Uniti, una carriera internazionale riservata solo a pochi modelli Opel. Anche per questo le Opel Ascona sono ricercate dai collezionisti e raggiungono valutazioni di gran lunga superiori al loro originale prezzo di vendita. 

Autore: Tommaso Corona

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